L’origine delle preghiere

tweet
Un dettaglio della statua di San Francesco, Sacro Convento e Basilica di San Francesco ad Assisi, italia (credits: Getty Images)

Un dettaglio della statua di San Francesco, Sacro Convento e Basilica di San Francesco ad Assisi, italia (credits: Getty Images)

La preghiera del Padre Nostro viene recitata da Gesù stesso ai discepoli, per insegnare loro a pregare. Così raccontano i Vangeli di Matteo (6, 9-13) e di Luca (11, 2-4), che però differiscono sul luogo in cui il Signore fa il suo discorso (in Galilea per Matteo, a Betania per Luca) e sull’occasione (il Discorso della montagna in Matteo, la domanda di un discepolo per Luca).

L’Ave Maria come la conosciamo oggi venne inserita nel Breviario da Pio V nel 1568. Già attorno al 1250 era diffusa la pratica di invocare Maria con le parole dell’Angelo (Luca 1, 28: “Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te”); in seguito si aggiunse l’esclamazione di santa Elisabetta (Luca 1, 42: “Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!”); nel 1514, infine, i frati Mercedari aggiunsero il resto della preghiera, la petizione (“Prega per noi…”).

Il Salve Regina, recitato di solito alla fine del rosario, è stato composto nel Medioevo, ma non è ancora chiaro chi l’abbia fatto; tra i possibili autori: san Bernardo di Chiaravalle, Ademaro vescovo di Puy, il beato Ermanno di Reichenau. Nel 1250, Gregorio IX lo inserì a conclusione della compieta”, l’ultimo momento di preghiera della giornata.

L’Eterno riposo è la preghiera per i defunti incentrata sui termini “riposo” e “luce” che richiamano il cristianesimo dei primi secoli. La prima parte della preghiera entrò nel Graduale Romano (il libro con i canti della messa di tutto l’anno liturgico) nel VI secolo. L’ultimo passaggio (“Riposi in pace…”) compare nel Breviario francescano nel XIII secolo.

Gloria al Padre è una preghiera di lode al Signore e una professione di fede nella Trinità. L’autore non è individuato con certezza, ma si sa che papa Damaso, nella seconda metà del IV secolo, volle che fosse recitata alla fine dei salmi.

La Preghiera semplice (“Signore, fa di me uno strumento della tua pace: dove è odio, fa che io porti l’amore…”) è erroneamente attribuita a san Francesco. Ne incarna lo spirito, certo, ma apparve solo nel dicembre 1912 sul giornale francese La Clochette (la piccola campana), diretto da padre Esther Bouquerel, che è il più probabile autore della preghiera.

di Benedetta Capelli

TAG

, , , ,