Loreto, nel cuore della fede mariana

22 Luglio 2014 Foto e video story, Gallery

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  • La struttura in marmo che contiene la Santa Casa di Loreto è un grande reliquiario, disegnato dal Bramante nel 1509 (credits: Getty Images)
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Era la notte fra il 9 e il 10 dicembre 1294 quando,  secondo la tradizione, la Santa Casa di Nazaret in cui la Vergine Maria nacque e ricevette l’annuncio dell’Angelo Gabriele, rispondendo «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto», venne trasportata nel territorio di Loreto, cittadina di dodicimila abitanti in provincia di Ancona, nelle Marche.

Mentre fino a qualche tempo fa si parlava di un trasporto “per ministero angelico”, oggi alcuni documenti indicano che a portare le pietre della dimora terrena di Maria in territorio marchigiano potrebbe essere stata una nave, su iniziativa della nobile famiglia Angeli che la inserì tra i beni portati in dote da Itamar, figlia del despota dell’Epiro Niceforo, in occasione del suo matrimonio con Filippo di Taranto.

Comunque siano andate le cose 720 anni fa, i pellegrinaggi verso Loreto iniziarono già nei primi anni del Trecento e il numero di fedeli che si recano al Santuario ha raggiunto, ormai, i quattro milioni all’anno.

Uno dei luoghi mariani più visitati al mondo

C’è chi va a chiedere una grazia, chi va a ringraziare per averla ottenuta, chi a pregare e chi,  semplicemente, per andare a vedere la casa di Maria che, a Nazaret, era costituita da due parti: una
grotta scavata nella roccia (che è tuttora venerata nella basilica dell’Annunciazione a Nazaret)
e una camera in muratura antistante, formata da tre pareti di pietra poste a chiusura della grotta.

È questa camera, alta circa tre metri, la parte che si trova nel Santuario di Loreto: le tre pareti originarie (cui è stato aggiunto un soffitto, per rendere il locale più adatto al culto e alla preghiera), realizzate in mattoni di terracotta, sono protette da un marmoreo voluto da Giulio II nel Cinquecento e realizzato su disegno del Bramante.

«A Loreto Maria ti accoglie nella sua casa per farti rivivere la grazia dell’annuncio più grande di tutta la storia», si legge sul sito santuarioloreto.it e in questa frase è racchiuso il senso del pellegrinaggio a uno dei luoghi mariani più visitati al mondo. Al quale si può arrivare con tutti i mezzi di trasporto (in auto, con l’autostrada A14 Bologna-Taranto, uscita Loreto-Porto Recanati; in treno, con la linea Ancona-Pescara, stazione di Loreto; in autobus, sulla tratta Ancona-Loreto; in aereo, fino all’aeroporto di Falconara Marittima, distante circa trenta minuti di taxi da Loreto), ma che, dal 1978, è strettamente legato al pellegrinaggio a piedi Macerata-Loreto, promosso dal movimento Comunione e Liberazione, che si tiene una volta l’anno.

Un percorso lungo, che si snoda per circa 27 chilometri tra le colline marchigiane e che, come sempre in questi casi, non è solo un cammino fisico, ma soprattutto un cammino dell’anima spesso alla ricerca di un senso che sembra essersi smarrito nelle pieghe della frenesia della vita quotidiana.

Pellegrini in arrivo da tutta Europa
Nato su iniziativa di un allora giovane sacerdote nonché insegnante di religione, don Giancarlo
Vecerrica (oggi vescovo della diocesi di Fabriano-Matelica), che lo propose agli studenti come gesto di ringraziamento alla Madonna al termine dell’anno scolastico, il pellegrinaggio Macerata-Loreto è passato dai trecento partecipanti della prima edizione agli oltre sessantamila delle ultime. Circa metà dei fedeli, soprattutto giovani, che vi partecipano proviene dalle Marche, gli altri da tutta Italia e dall’Europa e sono supportati da un gran numero di volontari che si mettono a disposizione per l’organizzazione e l’assistenza logistica e sanitaria.

Il pellegrinaggio, aperto a chiunque voglia partecipare, inizia la sera del sabato immediatamente successivo alla fine delle lezioni scolastiche. Vista la lunghezza del cammino e il percorso non semplice, la prima raccomandazione è quella di calzare scarpe comode e di portare con sé ombrello, giacca a vento e, se possibile, bevande calde. Fino al 1992 il luogo di partenza è stato lo Sferisterio di Macerata mentre, dall’anno successivo, si è scelto di partire dallo stadio Helvia Recina.

Durante il cammino notturno, i pellegrini alternano la recita del Rosario con canti, testimonianze e meditazione della Parola di Dio e del magistero del Papa. A questo proposito, va ricordata la partecipazione alla 16ª edizione, il 19 giugno 1993, dell’allora pontefice Giovanni Paolo II che, dopo avere celebrato la messa prima dell’inizio del cammino notturno, donò «la Croce di Cristo, nella quale è salvezza, vita e resurrezione» che, ancora oggi, apre il pellegrinaggio.

Il percorso si articola in quattro parti. La prima tappa del cammino, intorno alla mezzanotte,
è all’altezza della frazione di Sambucheto, per l’Adorazione Eucaristica davanti alla chiesa di Santa Teresa del Bambin Gesù. Successivamente, in località San Firmano, i pellegrini ricevono le fiaccole che illumineranno la lunga notte di cammino.

Una notte in cammino per Maria
Verso il sorgere del sole, arrivati alla chiesetta di Chiarino e dopo il rinnovo delle promesse battesimali, i fedeli hanno la possibilità di rifocillarsi. Verso le 6 del mattino, dopo una notte di cammino, i pellegrini intravedono il profilo del Santuario della Madonna: lì, in località Costabianca, si inginocchiano, recitano l’Angelus e si scambiano la pace, prima di rimettersi in moto per  raggiungere Loreto dove vengono accolti dalla statua di Maria (portata a spalla dai militari dell’Aeronautica).

Il pellegrinaggio si conclude con l’omaggio floreale alla Vergine, l’aspersione dei pellegrini con l’acqua benedetta e la collocazione ai piedi della statua della Madonna di un braciere acceso nel quale vengono posti migliaia di fogliettini con le intenzioni di preghiera e le richieste di grazia che, attraverso il fumo, salgono in cielo per essere esaudite.

Chi lo desidera, può proseguire fino all’interno del Santuario, per pregare la Vergine Maria, in quelle «Sante mura che ci parlano di fede e di carità», come si legge nella supplica alla Madonna di Loreto.

“La gioia è contagiosa!”
La voce di papa Francesco è risuonata forte e chiara, sabato 7 giugno, nello stadio Helvia Recina durante la messa prima della partenza del 36° Pellegrinaggio a piedi Macerata – Loreto. Il Pontefice, al telefono con il vescovo di Fabriano Giancarlo Vecerrica, ha voluto unirsi «almeno virtualmente» ai giovani presenti: «Voi sapete che la fede non è un’eredità che riceviamo dagli altri, la fede non è un prodotto che si compri, ma è una risposta d’amore che diamo liberamente e costruiamo  quotidianamente con pazienza, tra successi e fallimenti», ha detto Francesco, raccomandando di
non temere di «lanciarvi nelle braccia di Dio: non vi chiederà nulla se non per benedirlo, moltiplicarlo, ridarvelo cento volte tanto».

Poi ha aggiunto: «Sappiate che la negatività è contagiosa, ma anche la positività è contagiosa. La disperazione è contagiosa, ma anche la gioia è contagiosa. Non seguite persone negative, ma continuate a irradiare intorno a voi luce e speranza. E, sapete: la speranza non delude mai, non delude mai!».

Il Papa: “Indulgenza plenaria per i luoghi lauretani” 

In occasione del Sinodo straordinario dei Vescovi sulla Famiglia e sul Sacramento del Matrimonio che si terrà a ottobre, papa Francesco ha concesso l’Indulgenza plenaria a chi visita il Santuario di Loreto e i luoghi di culto lauretano e recita la Preghiera alla Santa Famiglia, composta in occasione del Sinodo dallo stesso Pontefice.

Ecco il testo della Preghiera: «Gesù, Maria e Giuseppe, in voi contempliamo lo splendore dell’amore vero, a voi con fiducia ci rivolgiamo. Santa Famiglia di Nazareth, rendi anche le nostre famiglie luoghi di comunione e cenacoli di preghiera, autentiche scuole del Vangelo e piccole chiese domestiche. Mai più nelle famiglie si faccia esperienza di violenza, chiusura e divisione: chiunque è stato ferito o scandalizzato conosca presto consolazione e guarigione. Santa Famiglia di Nazareth,il prossimo Sinodo dei Vescovi possa ridestare in tutti la consapevolezza del carattere sacro e inviolabile della famiglia, la sua bellezza nel progetto di Dio. Gesù, Maria e Giuseppe, ascoltate, esaudite la nostra preghiera».

La Madonna nera
All’interno della Casa Santa c’è la statua della Madonna di Loreto, detta anche Vergine Lauretana. Si tratta di una Madonna Nera, cioè con il volto scuro, caratteristica tipica di molte icone antiche. Quella che è possibile venerare oggi, però, non è la statua originale del XIV secolo: questa, trafugata nel 1797 dalle truppe napoleoniche, riuscì a tornare a Loreto quattro anni dopo (con un viaggio da “Madonna pellegrina” durato otto giorni), ma fu incenerita da un incendio nel 1921. Per volere di papa Pio XI ne fu realizzata immediatamente un’altra, utilizzando il legno di un cedro del Libano dei Giardini Vaticani, che fu incoronata nella basilica di San Pietro e, successivamente, trasportata a Loreto, dove è ancora oggi.

di Tiziana Lupi

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