L’importanza delle lacrime per il Santo Padre

25 luglio 2018 News

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Credit Osservatore Romano

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Nei giorni scorsi, riguardando alcune considerazioni fatte da papa Francesco nel corso del pontificato sul pianto e sulle lacrime, ci siamo posti una domanda apparentemente semplice a cui però, in realtà, non è affatto facile rispondere: i Papi piangono? E Francesco lo ha mai fatto? Lui stesso in una intervista rilasciata ai primi tempi del suo pontificato disse che preferisce non piangere in pubblico: «Due volte sono stato lì lì per farlo ma sono riuscito a trattenermi in tempo». Del resto, vuoi per pudore personale vuoi per rispetto del ruolo, difficilmente  è capitato di vedere un pontefice versare qualche lacrima. Eppure, secondo la tradizione, i pontefici piangerebbero almeno una volta, in un’occasione ben precisa: quella della loro elezione. Dopo essere stati scelti nel conclave, infatti, i neo-eletti si recano nella sagrestia della Cappella Sistina per lasciare le vesti da cardinale e indossare quelle proprie dei Papi prima di presentarsi al popolo dei fedeli. La sagrestia è detta anche “stanza delle lacrime” proprio perché si immagina (Paolo VI lo ammise pubblicamente) che il nuovo pontefice pianga per la commozione e per l’enormità del compito che gli è stato affidato. 

QUELL’ABBRACCIO CON PADRE SIMONI

Non sappiamo se Bergoglio abbia pianto nella stanza delle lacrime ma di lui ricordiamo l’espressione visibilmente commossa quando, durante il viaggio in Albania del settembre 2014, ha incontrato don Ernest Simoni, vecchio prete albanese che ha passato trent’anni ai lavori forzati durante il regime comunista senza mai perdere la fede. Francesco, che due anni dopo lo ha nominato cardinale nonostante l’età avanzata, ha abbracciato don Ernest in un momento talmente intenso che l’immagine dei due, fronte contro fronte, ha fatto immediatamente il giro del mondo.

QUALCHE POLITICO NON SA TRATTENERLE

Con le lacrime anche le persone apparentemente più dure sembrano perdere per un attimo la loro corazza. Basti pensare all’ex sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi in lacrime ai funerali delle vittime del terremoto che due anni fa ha colpito il centro Italia. O, ancora, all’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama che, qualche tempo fa, ha ricordato davanti ad una vasta platea le lacrime versate il giorno in cui lasciò la figlia maggiore Malia al college, ad Harvard. 

LE LACRIME DEL NUOVO CARDINALE TAGLE

Torniamo a parlare di religione. In tante occasioni il Papa  ha affermato l’importanza del pianto, sottolineando che è un atto che umanizza l’uomo.  In questo, molto umano è apparso subito a tutti il cardinale filippino Luis Antonio Tagle (grande amico di papa Francesco) che nel 2012, inginocchiato davanti a Benedetto XVI per ricevere la porpora, è scoppiato in lacrime per l’emozione, guadagnandosi una carezza affettuosa dall’allora pontefice. 

EPPURE LE LACRIME SONO IMPORTANTI

Come dicevamo, Francesco è un grande sostenitore dell’esperienza del pianto che considera addirittura una grazia. Chi non sa piangere non è un buon cristiano e solo chi ha pianto può comprendere e consolare il prossimo. Persino Gesù: «Solo quando Cristo ha pianto ed è stato capace di piangere, ha capito i nostri drammi», ha detto, affermando che «certe realtà si vedono solo con gli occhi puliti dalle lacrime».

ANCHE FRANCESCO NON SI è TRATTENUTO

Lui stesso, del resto, anche se preferisce non farlo pubblicamente, come dicevamo, ha rivelato di avere pianto. Lo ha fatto in pubblico, sperando che nessuno se ne accorgesse, nell’incontro con i Rohingya, in Myanmar: «Dopo avere sentito le loro storie non potevo lasciarli andare senza dire una parola. Ho chiesto il microfono, ho cominciato a parlare, non ricordo cosa ho detto, ma so che a un certo punto ho chiesto perdono. Cosa ho sentito? Io piangevo, cercavo che non si vedesse, loro pure piangevano». 

E Francesco lo ha fatto anche nel segreto della sua stanza, come ha raccontato ad un giovane della Romania abbandonato dalla madre che gli aveva inviato una domanda in vista dell’incontro con gli orfani rumeni aiutati dalla ong “Fdp protagonisti nell’educazione”: «Voglio essere sincero con te. Quando ho letto la tua domanda, ho pianto. Ti sono stato vicino con un paio di lacrime. Forse mi hai preso con le difese basse. Quando si parla della mamma c’è qualcosa sempre. E in quel momento mi hai fatto piangere».

ED ESISTE ANCHE UNA MADONNA DELLE LACRIME

è l’appellativo con cui veneriamo Maria in seguito a un evento che si è verificato a Siracusa nel 1953: dagli occhi di una Madonnina in gesso sono uscite lacrime umane. L’evento si è verificato dal 29 agosto al 1° settembre di quell’anno in casa di due giovani sposi, Angelo Iannuso e Antonina Lucia Giusto, che avevano ricevuto quella statuina come dono di nozze. A quel tempo Antonina era in attesa del primo figlio e la gravidanza, molto difficile, le causava abbassamenti della vista. La notte del 29 agosto la vista scomparve del tutto, lasciando la giovane nella totale disperazione. La mattina dopo, però, Antonina tornò a vedere di nuovo. 

La prima cosa che vide guardando la Madonnina ai piedi del letto furono delle grosse lacrime scenderle sul volto. Le lacrime furono raccolte e conservate in un prezioso reliquario (custodito nel Santuario della Madonna delle Lacrime) sulla cui base è scritto: “O Vergine delle Lacrime, strappa dalla durezza del nostro cuore lacrime di pentimento”. Il reliquario è stato portato a Santa Marta lo scorso 25 maggio ed era nella cappella durante la messa mattutina celebrata dal Papa.

LA PREGHIERA ALLE LACRIME DI GESU’

Nasce dal racconto di una persona che, in una visione, ha visto le lacrime versate dagli occhi di Gesù durante la Passione cadere in terra e trasformarsi in brillanti. Nella visione Gesù avrebbe detto: «Vedi queste lacrime: nessuno le raccoglie e le offre al Padre. Esse sono il frutto dell’immenso amore che ho per voi e hanno il potere, se offerte al Padre mio, di liberare le anime dei peccatori dalle grinfie di Satana che maledice quelle lacrime che gli strappano anime. Per via di questa offerta che voi farete a  ogni invocazione spezzerete le loro catene, poiché per via delle mie lacrime il Padre mio nulla rifiuta». Per pregare la preghiera delle lacrime bisogna sempre utilizzare la Corona del Rosario. Ecco la preghiera:

Sui grani grossi si recita: “Eterno Padre, ti offro le lacrime di Gesù, versate nella sua Passione, per salvare le anime che vanno in perdizione!”

Sui grani piccoli si recita: : “Per le sue lacrime, versate in gran tormento, salva chi si danna in questo momento!” 

Alla fine si dice per tre volte: “Eterno Padre, ti offro le lacrime 

di Gesù, versate in amarezza, per donare ai peccatori la salvezza. 

di Tiziana Lupi

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