L’elicottero papale che porta anche i bimbi malati

3 settembre 2015 Mondo di Francesco, News

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Francesco scende sorridente dall’elicottero. Nessun Papa ha mai mostrato inquietudine. Credits Osservatore Romano

Francesco scende sorridente dall’elicottero. Nessun Papa ha mai mostrato inquietudine. Credits Osservatore Romano

Sono le 11.30 del 23 marzo 2013, Francesco è papa da dieci giorni esatti. Esce da Casa Santa Marta e la sua Ford Focus blu lo porta all’estremo confine occidentale dello Stato della Città del Vaticano. Non è un lungo viaggio, in effetti: si tratta di attraversare i Giardini e raggiungere il bastione Paolo VI, dove un grande spiazzo è attrezzato per ospitare l’eliporto vaticano.

Jorge Bergoglio è atteso per il suo primo volo in elicottero da papa. Sale a bordo seguito da alcuni collaboratori, si siede, allaccia la cintura di sicurezza, e infine fa al pilota quel gesto che ora sappiamo essergli molto consueto e, comunque, sappiamo essere tipico per i piloti: pollice in su, come dire “Tutto ok, sono pronto!”. 

Avuto il permesso dal suo specialissimo viaggiatore, alle 11.45 l’elicottero AW139 dell’Aeronautica Militare, rigorosamente di colore bianco, decolla in direzione Castel Gandolfo, perché quel giorno Francesco è andato a trovare Benedetto XVI: 15 minuti ed è già nella residenza papale alle porte di Roma.

Il Papa prenderà ancora l’elicottero per andare a Napoli, a Cassano allo Jonio in Calabria e per tutte le altre visite pastorali di breve durata. Il perché ce lo spiega l’ingegner Paolo De Angelis, coordinatore dei Vigili del Fuoco in Vaticano. «L’elicottero è veloce, in meno di due ore riesce a percorrere 600/700 km; consuma e costa meno di un aereo. E non ha bisogno di grandi piste di decollo, anzi all’occorrenza atterra in un campo sportivo e persino sulla terrazza di un palazzo, come nei film». L’elisuperficie del Vaticano che dall’alto si distingue benissimo, in effetti non è altro che una piattaforma di cemento armato che misura 32 metri per 26, comprese le strisce laterali di sicurezza. «È entrata regolarmente in servizio nell’estate del 1976 costruita dalla Direzione dei Servizi Tecnici del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano di cui, allora, faceva parte anche il Corpo dei Vigili dei Fuoco» racconta De Angelis. Fu il grande Papa innovatore, Paolo VI, ad utilizzare l’eliporto per la prima volta, come ricorda la targa di bronzo vicino la piattaforma, mentre Giovanni Paolo II è stato finora il Pontefice che lo ha utilizzato di più. «Ovviamente risponde a tutti i requisiti di sicurezza, ma anche a quelli estetici, infatti non altera minimamente la stupenda cornice dove sorge, tra la Torre di San Giovanni e le mura vaticane».

L’eliporto vaticano è fornito di segnaletica diurna convenzionale e di quella notturna. «A gestire le operazioni  di atterraggio e decollo» prosegue De Angelis   «è proprio il Governatorato, attraverso le varie sezioni che lo compongono e che assicurano tutti i servizi. Tra questi, l’assistenza antincendio, garantita dai Vigili del Fuoco, mentre il Corpo della Gendarmeria si occupa delle misure di sicurezza dell’area, la Direzione dei Servizi Tecnici provvede ai lavori di adeguamento e manutenzione e infine la Direzione di Sanità e Igiene ha un mezzo di soccorso con personale sanitari». Spiega ancora l’ingegnere: «L’eliporto non ha dipendenti fissi perché non viene usato tutti i giorni, anche se la manutenzione e la pulizia dell’area sono frequenti. Quando è in uso, invece, le direzioni coinvolte nell’assistenza a terra impiegano circa 30 persone». E tornando ai papi, pare proprio che nessun pontefice abbia mai avuto paura di viaggiare in elicottero. 

Parlando di cifre, solo dal 2000 le operazioni di decollo e atterraggio, sono state ben 177. Da settembre saranno però molte di più perché l’eliporto, finora riservato agli spostamenti dei pontefici e dei capi di stato in visita dal Papa, sarà anche utilizzato dall’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma per trasportare i bimbi gravemente malati che arrivano da tutta Italia. 

Così, dopo l’accoglienza ai clochard, con le docce a ridosso del Colonnato di San Pietro, Francesco ha messo a disposizione lo spazio per far atterrare gli elicotteri, giorno e notte in caso di urgenze e si è detto convinto che questo accordo tra il Governatorato e l’ospedale “sarà di grande aiuto ai bambini e ai genitori”. E non è escluso che a breve, magari con l’inizio del Giubileo, l’utilizzo di questa piattaforma possa diventare ancora più ampio.

di Cecilia Seppia

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