Quando le scarpe aiutano il buon pastore

1 maggio 2017 Parole e pensieri

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Credit Osservatore Romano

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Uno dei momenti più intensi della celebrazione della Passione nella basilica di San Pietro (venerdì 14 aprile scorso, cioè venerdì Santo) è stato quando papa Francesco si è sdraiato sul pavimento, a pancia in giù, per pregare. In quella posizione, dalla casula rossa sbucavano le sue amate scarpe ortopediche nere, con ogni probabilità sempre quelle che si faceva confezionare in Argentina dal suo amico Carlos Samaria.

Queste scarpe sono un po’ il simbolo dell’ormai noto disinteresse di Francesco per certe “frivolezze” estetiche, una cosa raramente vista prima di lui in Vaticano. E quindi ecco le fedeli scarpe comode per le quali, nel dicembre dello scorso anno, si era recato a sorpresa in un negozio di ortopedia a Roma, in via del Gelsomino, per acquistare un paio di plantari e cercare di alleviare i fastidi arrecati da un trauma a un metatarso, dai problemi all’anca e da quelli al nervo sciatico che il Papa ogni tanto patisce. Quella posizione sul pavimento della basilica, però, ci ha permesso di scoprire qualcosa in più sulle scarpe amate da papa Francesco, perfette per camminare fra la gente come lui ama fare. Per avere qualche dettaglio in più ci siamo rivolti a un esperto del settore, Luca Alvisi, terza generazione della famiglia che dagli anni ‘50 porta avanti la calzoleria di famiglia e oggi ha la bottega in via Mameli 24 a Milano. «Quelle indossate dal Papa sono calzature in nappa di vitello morbida a pianta larga: senza dubbio un modello comodo e decisamente adatto per chi vuole camminare molto».

Si tratta di un tipo piuttosto diffuso. «La scarpa» prosegue Alvisi «è un modello denominato Derby,  con quattro buchi per i lacci e una realizzazione non molto costosa». Un particolare che rientra nello stile di papa Francesco. Si dice che il nome di questa scarpa derivi da quello di un conte inglese che nel 1700 la propose come alternativa agli stivali. La Derby presenta anche alcune peculiarità che sembrano particolarmente favorevoli al Santo Padre. «Per chi ha un piede dal collo alto e con la pianta larga offre non pochi vantaggi al momento di infilarla, anche perché i gambetti (le due parti delle pelle con i buchi per far passare le stringhe) si possono allargare molto». Le scarpe indossate da papa Francesco per la celebrazione della Passione non sono nuove ed è lo stesso Alvisi a farcelo notare. «La tomaia (la parte superiore di una calzatura) della scarpa destra è piuttosto usurata, secondo quello che mostra la fotografia. Non solo. Si nota bene» dice l’esperto «che la suola non appare particolarmente consumata se non in una parte circoscritta. Quindi è abbastanza probabile che le scarpe siano state risuolate».

E a proposito di suole, Alvisi aggiunge: «Quella presente sotto alle scarpe di papa Francesco è la Vibram Gumlite. Il primo nome indica quello dell’azienda italiana che le produce, il secondo la composizione della gomma che si caratterizza per la morbidezza, la leggerezza che si fanno sentire nella camminata. A questo proposito, un aiuto arriva dal tipo di scanalature presenti sotto la suola. Si tratta del disegno “Bologna”, nulla a che fare con il capoluogo dell’Emilia Romagna, ma è così chiamato nel catalogo Vibram. È una suola che si caratterizza per l’elevata aderenza su fondi umidi o comunque molto lisci: un esempio su tutti, il pavimento di una chiesa». 

C’è un ulteriore aspetto che non si può tralasciare: il tacco.  La sua presenza  rende confortevole la camminata. Anche qui Alvisi fuga ogni dubbio: «Al di là del maggiore o minore comfort che può offrire l’altezza del tacco, il tipo di suola utilizzato per le scarpe di papa Francesco è realizzato con una gomma che viene “soffiata” all’interno di uno stampo nel quale si genera automaticamente uno spessore fisso di 2 cm per il tacco. Insomma, una suola unica in gomma che, fra l’altro, elimina la possibilità di infiltrazioni dal basso se si cammina su superfici bagnate». E così, anche con il maltempo Francesco può stare tranquillo e sicuro vicino ai suoi amati fedeli.

IL CALZOLAIO ARGENTINO. “IL PAPA NON E’ UN BUON CLIENTE”

Papa Francesco indossa da sempre scarpe ortopediche. Quando ancora si trovava in Argentina si era rivolto a Carlos Samaria che ha cominciato la sua attività come artigiano e oggi è il proprietario del Grupo Alemana, la più antica e grande azienda ortopedica del Paese. 

Il calzolaio di origini vicentine aveva così guadagnato prima un cliente e poi un amico. In una intervista pubblicata su Il mio Papa nell’ottobre del 2014 lo Samaria precisava: «Andavo a trovarlo in arcivescovado alle 7, per non fargli perdere tempo. Jorge non è un buon cliente! Lui non vuole mai scarpe nuove: un paio di calzature gli dura quattro anni». 

I CONSIGLI DELL’ESPERTO

La giusta calzatura per una persona di  80 anni come il Papa permette di condurre una vita attiva più a lungo e riduce il rischio di cadute. Le scarpe devono far camminare con un appoggio sicuro. Fratture, distorsioni, lussazioni o altri problemi come quelli al metatarso del Pontefice possono dare fastidiose conseguenze senza scarpe adatte. Ne abbiamo parlato con il dott. Piero Biondi dell’ospedale Niguarda di Milano.   

Stabilità.Le scarpe devono ammortizzare tutti i movimenti del piede riducendo al minimo i traumi. Devono avere una suola antiscivolo e un rinforzo sul tallone.

Comodità. La parte superiore della scarpa deve essere avvolgente, ma senza appesantire il piede. Importante anche la lunghezza per non provocare lesioni durante la camminata. Molti anziani hanno l’alluce valgo (una deformazione di una delle dita, ndr) e il problema è risolvibile con le scarpe ortopediche, come quelle del Papa, che sono leggermente più larghe.

di Antonio de Felice

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