Le nozze di Amadeus con la benedizione del Papa

24 Luglio 2019 News

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Credit Osservatore Romano

Marito e moglie lo erano già per lo Stato italiano. Il 12 luglio del 2009 Amadeus e Giovanna Civitillo avevano pronunciato il “sì” davanti all’ufficiale che celebrava il loro matrimonio civile.

Nella gioia che solo un giorno così importante può regalare, però, alla coppia era mancato qualcosa. Profondamente credenti entrambi, avrebbero voluto sposarsi in Chiesa, davanti a Dio, ma non avevano potuto farlo perché il popolarissimo personaggio televisivo (che molto probabilmente sarà il conduttore del prossimo Festival di Sanremo) aveva alle spalle un precedente matrimonio, quello dal quale è nata la primogenita Alice.

Poiché però, come sappiamo, le vie del Signore sono davvero infinite, qualche anno fa i due hanno incontrato sulla loro strada un sacerdote, monsignor Andrea Ripa che, constatata l’esistenza dei motivi per poter chiedere alla Sacra Rota la dichiarazione di nullità del primo matrimonio, ha suggerito ad Amadeus e Giovanna di intraprendere quel percorso.

Due anni dopo l’attesa dichiarazione è arrivata e Amadeus e Giovanna hanno potuto coronare il sogno di una vita: giovedì 11 luglio si sono sposati nella chiesa di Sant’Anna in Vaticano.

Racconta il conduttore: «Per noi il matrimonio religioso era fondamentale. Lo desideravamo talmente tanto che, quando ci siamo sposati civilmente, appena terminata la cerimonia siamo voluti entrare in una chiesa che era lì vicino. Avevamo bisogno di sentire in qualche modo “benedetta” la nostra unione».

Stavolta a benedire le nozze è stato niente meno che papa Francesco…

«Una meravigliosa sorpresa che ci ha fatto don Santino Spartà, il sacerdote che ha celebrato il matrimonio insieme a monsignor Andrea Ripa. Quando sull’altare ha iniziato a leggere il telegramma con la benedizione del Santo Padre, quasi non ci credevo. È stato davvero il cuore di quella giornata».

Una giornata in cui avete voluto vicino solo pochi intimi.

«È stata una scelta ben precisa: abbiamo voluto condividere il momento solo con genitori, fratelli… I parenti stretti insomma. È stato un matrimonio per noi, non per lo spettacolo».

Come mai avete scelto la chiesa di Sant’Anna?

«Per essere vicini al Papa! A parte gli scherzi: Sant’Anna rappresenta qualcosa di importante nella nostra vita. L’abbiamo visitata nei nostri primi viaggi insieme a Roma e, poi, ha il nome delle nostre nonne».

Alice, la sua primogenita, era uno dei testimoni.

«Ci ha fatto commuovere quando ci ha detto: “Voi mi avete insegnato cos’è il vero amore”. Anche nostro figlio José Alberto era strafelice, ha detto che è stato un giorno indimenticabile. Ed è stato proprio così: quando ho visto Giovanna entrare in chiesa con mio suocero non ho resistito e mi sono commosso».

Papa Francesco, parlando del matrimonio, ne ha sottolineato “la vocazione cristiana ad amare senza riserve e senza misura”. Lei e sua moglie sentite che, per la grazia propria del sacramento, qualcosa è cambiato nella vostra vita?

«Sposarci davanti a Dio è stato il completamento di tutto. Stiamo insieme da 13 anni ,ma è come se solo ora fossimo finalmente davvero marito e moglie. È un’emozione incredibile e, insieme, la sensazione di un’unione ancora più solida».

Tre anni fa lei ha avuto la gioia di incontrare papa Francesco…

«Non vorrei ripetermi, ma anche quella è stata un’emozione incredibile. Ero all’udienza generale in piazza San Pietro con Giovanna, Alice e José. Nonostante il Santo Padre dovesse salutare tanta gente, è stato affettuosissimo. Giovanna ha anche potuto abbracciarlo. Quello che mi ha colpito più di ogni altra cosa è stato il senso di familiarità. Era la prima volta che incontravo un papa e mi ero sempre chiesto cosa avrei fatto in un’occasione così: probabilmente avrei fatto la figura del baccalà, bloccato dall’emozione… Invece, pur in una manciata di secondi, è stato come stringere la mano a una persona che conoscevo da tanto. In realtà, già qualche tempo prima avevo avuto sentore della semplicità di papa Bergoglio…».

Ci racconti, dunque…

«Nel 2014 ero stato invitato allo stadio Olimpico dove papa Francesco incontrava i membri del Rinnovamento dello Spirito Santo. Ero dietro alle transenne e portavo sulle spalle José, che allora era piccolo. A un certo punto, mi ha chiesto di scendere e io l’ho messo giù dall’altra parte della transenna, dove aspettavamo che passasse il Papa… Appena José lo ha visto gli è corso incontro: papa Francesco si è fermato e gli ha fatto una carezza, mentre lui gli diceva “ti voglio bene”. È una persona fantastica che lascerà, anzi ha già lasciato, un segno nella storia della Chiesa e non solo».

HANNO DETTO SI’ NELLA PARROCCHIA DEL VATICANO

La chiesa di Sant’Anna dei Palafrenieri (erano i nobili addetti ai cavalli dei pontefici; dal 1929 queste figure sono confluite nei sediari pontifici) è la chiesa parrocchiale della Città del Vaticano. Chiesa bellissima, costruita tra il Cinquecento e il Settecento, sorge nei pressi della porta di Sant’Anna (a cui dà il nome), il più trafficato accesso alla Città del Vaticano.

CHI E’ MONSIGNOR ANDREA RIPA, L’AMICO DI AMADEUS E DI GIOVANNA

Per tutti è monsignor Andrea Ripa, sottosegretario della Congregazione per il Clero (è il “ministero” che si occupa dei sacerdoti e dei diaconi, dalla loro formazione alle questioni legate al loro ministero), incarico che gli stato affidato nel settembre 2017 da papa Francesco.

Per Amadeus e sua moglie Giovanna, invece, è semplicemente don Andrea, il sacerdote che non solo ha celebrato il loro matrimonio (insieme con don Santino Spartà), ma che li ha anche accompagnati nei due anni di cammino verso la dichiarazione di nullità della prima unione del conduttore. Racconta monsignor Ripa: «Quando il desiderio del matrimonio religioso avviene dopo anni di convivenza è un buon segno, vuol dire che che in quell’unione è maturato qualcosa. Per questo, constatati i presupposti per la causa di nullità, ho accompagnato con gioia Amadeus e Giovanna verso ciò che desideravano».

Monsignor Ripa parla di un mosaico che si è composto passo per passo: «Il loro desiderio di sposarsi religiosamente è rimasto costante nel tempo. E mi ha colpito anche la scelta della chiesa: fin da subito avevano deciso che si sarebbero sposati a Sant’Anna».

Di Amadeus dice: «Mi piace la sua crescente consapevolezza rispetto alla vita di coppia. Forse la prima esperienza era stata fatta con un po’ di leggerezza; in questo caso, invece, la sua maturazione si è incastrata con la persona giusta».

di Tiziana Lupi

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