L’artista Paphael vorrebbe cantare per Francesco

14 Febbraio 2020 News

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Credit Osservatore Romano

Ancora una volta il legame per arrivare a papa Francesco è l’attenzione per i poveri e gli ultimi, le persone dimenticate dalla nostra società. Lo sa bene Miguel Rafael Martos Sànchez in arte “Raphael”, attore e cantante di tango famosissimo in Argentina (ma spagnolo di nascita) che insieme alla moglie Natalia racconta un’altra passione del Papa: «Francesco ama il tango e la musica» dice subito il cantante che prosegue: «Ho avuto la fortuna di conoscere il Papa quando era ancora il Cardinal Jorge Bergoglio, nella città di Buenos Aires. Ero in Argentina dove mi stavo esibendo in vari concerti nel Gran Teatro Rex».

Il Papa era venuto a teatro?

«Ci siamo incontrati nell’hotel vicino, abbiamo parlato di musica e mi sono reso conto di quanto il cardinale Bergoglio fosse tremendamente affezionato al tango… questo mi ha unito tanto a lui!».

Lei è una star della musica latina, un’icona del tango per tutti gli argentini.

«Quando avevo diciotto anni ho registrato il mio primo tango, Nostalgia. E qualche tempo fa il mio pianista e direttore d’orchestra ha insistito perché tornassi a cantare il tango così oggi sono da 59 anni sul palco…».

E il Cardinal Bergoglio come l’ha conosciuto?

«Me lo presentò Padre Angel, un grande amico di Bergoglio che mi aveva appena nominato presidente onorario dei Mensajeros de la Paz a Buenos Aires».

Di cosa si tratta?

«Fondata da padre Angel Garcia Rodriguez nel 1962, è un’associazione che ha sempre avuto come obiettivo principale la promozione umana e sociale delle persone più svantaggiate della società, gli ultimi, di cui parla sempre il Papa».

Quindi il motivo principale del vostro incontro  erano i poveri più che la musica?

«In effetti sì. Penso sia importante dare un contributo attraverso il proprio ruolo, un modo per dare visibilità ai poveri. È qualcosa che il Papa ha sempre fatto e continua a fare ancora oggi ponendo questi temi all’attenzione del mondo».

Cosa la colpì di quel primo incontro?

«Lui è un uomo che incanta, una persona molto moderna. È proprio un latino, molto simpatico e una persona buona».

E il vostro incontro a Roma?

«Quando fu nominato Papa, mia moglie Natalia e io desideravamo fare un viaggio a Roma per salutarlo. E padre Angel anche questa volta lo ha reso possibile».

Siete appena stati alla messa del Papa a Santa Marta.

«Sì, è stato un incontro molto emozionante. Gli ho potuto regalare il mio disco di tango direttamente dalle mie mani! Spero che lo ascolterà e che gli piaccia» .

Ci dice di cosa avete parlato?

«Abbiamo parlato di Buenos Aires e di Argentina. Mi ha chiesto dei miei progetti futuri e si è complimentato per la lunga e brillante carriera… Mi ha detto che ho fatto felice tanta gente in molti Paesi».

Il Papa cosa vi ha regalato?

«Il Papa ha regalato un Rosario nero a me e bianco per mia moglie. E ci ha congedato con le sue celebri parole “Pregate per me”».

Cosa vi ha colpito di Roma?

«Abbiamo visitato la chiesa delle Santissime Stigmate di San Francesco, dietro piazza Argentina. È una chiesa aperta 24 ore su 24 per i senzatetto. Un’idea meravigliosa di padre Angel, inaugurata da poco a Roma».

È un progetto per i bisognosi come piace al Papa.

«Una iniziativa incredibile. Oltre a servire la prima colazione, ci sono novanta posti letto a disposizione dischi ha bisogno. E poi c’è la cura 24 ore su 24. È iniziato tutto da poco, lo scorso 9 dicembre».

Quindi i Mensajeros de la Paz dall’Argentina vi hanno portati a Roma.

«Io per Mensajeros de la Paz ci sarò sempre, ieri oggi, domani… Dovunque padre Angel sarà coinvolto io ci sarò, di questa cosa si può stare certi».

E adesso cosa farà?

«Tra dieci giorni sarò in tour in Messico e poi ho delle serate in calendario a Buenos Aires».

Lei organizza anche serate di beneficienza?

«Sì ho tenuto molti concerti benefici in Spagna, America… e molti altri posti.  Ho anche cantato nelle carceri per i detenuti».

Descriva il Papa in due parole.

«È un tipo unico, naturale, molto a suo agio e molto vicino. Intelligente, entusiasta divertente. Desidero andarlo a trovare più volte ancora, tutte le volte che potrò. E magari riuscirò a cantare un tango davanti a lui in persona».

di Adriano Alimonti e Federico Wals

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