L’Angelus della quinta domenica di Quaresima

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Il Papa durante l'Angelus della quinta domenica di Quaresima. (Credits: Getty Images)

Il Papa durante l’Angelus della quinta domenica di Quaresima. (Credits: Getty Images)

Il Vangelo della quinta domenica di Quaresima narra la risurrezione di Lazzaro. “È il culmine dei “segni” prodigiosi compiuti da Gesù: è un gesto troppo grande, troppo chiaramente divino per essere tollerato dai sommi sacerdoti, i quali, saputo il fatto, presero la decisione di uccidere Gesù”. È con queste parole che Papa Francesco accoglie la folla accorsa ad ascoltare il suo Angelus durante la quinta domenica di Quaresima.

Dopo aver sottolineato le parole di Gesù nel Vangelo «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno» Papa Bergoglio vuole chiarire ai fedeli come la morte venga trasformata in una vita nuova, piena e immortale. “Come Gesù è risorto con il proprio corpo, ma non è ritornato ad una vita terrena, così noi risorgeremo con i nostri corpi che saranno trasfigurati in corpi gloriosi. Lui ci aspetta presso il Padre, e la forza dello Spirito Santo, che ha risuscitato Lui, risusciterà anche chi è unito a Lui”, continua Francesco.

Il Santo Padre racconta come Dio ci chieda insistentemente di uscire dal buio della prigione in cui ci siamo rinchiusi, accontentandoci di una vita falsa, egoistica, mediocre. Lui ci invita alla vera libertà: un invito a lasciarci liberare dalle “bende”, dalle bende dell’orgoglio. Perché l’orgoglio ci fa schiavi, schiavi di noi stessi, schiavi di tanti idoli, di tante cose. “La nostra risurrezione incomincia da qui: quando decidiamo di obbedire a questo comando di Gesù uscendo alla luce, alla vita”, conclude Papa Francesco.

 

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