L’Angelus della II domenica di Quaresima di Francesco

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Papa francesco si è dimostrato davvero molto preoccupato per la situazione di Siria e Iraq. Per tutti i cristiani che stanno pagando con la vita la loro fede. Oggi, durante l’Angelus della seconda domenica di Quaresima, il Santo Padre ha sottolineato come occorra pregare “insistentemente perché al più presto si ponga fine all’intollerabile brutalità di cui sono vittime”. Insieme ai membri della Curia Romana papa Bergoglio ha detto di aver offerto proprio questa intenzione l’ultima Santa Messa degli Esercizi Spirituali. “Nello stesso tempo chiedo a tutti”, ha sottolineato Francesco “secondo le loro possibilità, di adoperarsi per alleviare le sofferenze di quanti sono nella prova, spesso solo a causa della fede che professano”.

“Desidero ricordare pure il Venezuela, che sta vivendo nuovamente momenti di acuta tensione”, ha inoltre spiegato papa Bergoglio, “prego per le vittime e, in particolare, per il ragazzo ucciso pochi giorni fa a San Cristobal. Esorto tutti al rifiuto della violenza e al rispetto della dignità di ogni persona e della sacralità della vita umana”. E ha concluso l’Angelus affidando il Venezuela all’intercessione di “Nostra Signora di Coromoto”.

Nell’Angelus Papa Francesco ha ricordato “la nostra condizione di peccatori, ma anche la vittoria sul male offerta a quanti intraprendono il cammino di conversione e, come Gesù, vogliono fare la volontà del Padre”.

In questa seconda domenica di Quaresima, la Chiesa indica la meta dell’itinerario di conversione.

“La pagina evangelica racconta l’evento della Trasfigurazione, che si colloca al culmine del ministero pubblico di Gesù. Egli è in cammino verso Gerusalemme, dove si compiranno le profezie del ‘Servo di Dio’ e si consumerà il suo sacrificio redentore. Le folle, non capivano questo: di fronte alla prospettiva di un Messia che contrasta con le loro aspettative terrene, lo hanno abbandonato. Ma loro pensavano che il Messia sarebbe stato un liberatore dal dominio dei romani, un liberatore della patria e questa prospettiva di Gesù non piace loro e lo lasciano. Anche gli Apostoli non capiscono le parole con cui Gesù annuncia l’esito della sua missione nella passione gloriosa”.

“Non capiscono”, grida ancora Francesco sottolineando che “Gesù prende la decisione di mostrare a Pietro, Giacomo e Giovanni un anticipo della sua gloria, quella che avrà dopo la resurrezione, per confermarli nella fede e incoraggiarli a seguirlo sulla via della prova, sulla via della Croce. E così, su un alto monte, immerso in preghiera, si trasfigura davanti a loro: il suo volto e tutta la sua persona irradiano una luce sfolgorante. I tre discepoli sono spaventati, mentre una nube li avvolge e risuona dall’alto la voce del Padre: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». Gesù è il Figlio fattosi Servo, inviato nel mondo per realizzare attraverso la Croce il progetto della salvezza, per salvare tutti noi. La sua piena adesione alla volontà del Padre rende la sua umanità trasparente alla gloria di Dio, che è l’Amore”.

Gesù si rivela così come l’icona perfetta del Padre, l’irradiazione della sua gloria, conclude papa Francesco evidenziando come l’amore sia in grado di trasfigurare tutto! “Credete voi in questo?” chiede il Santo Padre ai fedeli raccolti sotto il balcone di piazza San Pietro. “Ci sostenga in questo cammino la Vergine Maria, che ora invochiamo con la preghiera dell’Angelus”, dice Francesco prima di salutare tutti i presenti con il consueto “Buon appetito”.

A.S.

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