L’aiuto del Santo Padre ai migranti messicani

8 Maggio 2019 News

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Credit Osservatore Romano

Papa Francesco ha donato mezzo milione di dollari (circa 450mila euro) alla Chiesa messicana per fare in modo che continui ad assistere gli immigrati bloccati al confine nel loro viaggio della speranza verso gli Stati Uniti. Lo ha reso noto la Santa Sede che ha spiegato che il denaro proviene dall’Obolo di san Pietro, il fondo che finanzia le opere di beneficenza del Pontefice. La cifra sarà distribuita tra 27 progetti di 16 diocesi e congregazioni religiose messicane che hanno chiesto aiuto per continuare a fornire alloggio, cibo ed articoli di prima necessità ai migranti.

«Negli ultimi mesi» riferisce il Vaticano, «migliaia di migranti sono arrivati in Messico, dopo aver viaggiato per oltre 4.000 chilometri a piedi e con mezzi di fortuna da Honduras, El Salvador e Guatemala. Uomini e donne, spesso con bambini piccoli, fuggono da povertà e violenza, con la speranza di un futuro migliore negli Stati Uniti. Ma la frontiera statunitense rimane chiusa per loro».

Lo scorso anno sono entrate in Messico sei carovane di migranti, per un totale di 75mila persone, ed è già stato annunciato l’arrivo imminente di altri gruppi. Queste persone, non potendo entrare negli Stati Uniti, sono rimaste bloccate in Messico (che è il Paese confinante con gli Usa) senza casa né mezzi di sostentamento. La Chiesa ospita migliaia di loro negli alberghi delle diocesi o delle congregazioni religiose, fornendo il necessario per vivere, dall’alloggio ai vestiti. Inoltre, sottolinea il comunicato del Vaticano, «la copertura mediatica (cioè l’attenzione dei mezzi di comunicazione, ndr) su questa emergenza è andata calando e di conseguenza sono diminuiti anche gli aiuti ai migranti da parte del governo e dei privati».

«La crisi umanitaria continuerà ad aumentare con l’arrivo di nuove carovane» hanno scritto monsignor Rogelio Cabrera López, presidente della Conferenza episcopale messicana (Cem) e il segretario generale, monsignor Alfonso Gerardo Miranda Guardiola, vescovo ausiliare di Monterrey. Il loro è un comunicato di ringraziamento al Papa nel quale lanciano un appello ai Governi del Messico e degli Stati Uniti per accogliere e integrare le migliaia di migranti fermi al confine con gli Usa. Alle frontiere nord e sud, spiegano i due prelati «i centri di accoglienza sono sovrappopolati» e non mancano nelle città di frontiera «campagne di criminalizzazione dei migranti», attraverso le quali viene impedito loro di «trovare lavoro, affittare un appartamento o circolare per la strada. Sono i centri di accoglienza di diocesi, congregazioni religiose e organizzazioni della società civile ad assistere migliaia di migranti, mentre le autorità, in molti luoghi, e sono sopraffatte in termini di aiuto e non riescono a fornire il trattamento dignitoso che i migranti meritano».

CHE OSA E’ L’OBOLO DI SAN PIETRO

L’Obolo di San Pietro è l’aiuto economico che i fedeli offrono al Santo Padre, come segno di adesione alla sollecitudine del Successore di Pietro per le molteplici necessità della Chiesa nel mondo e per le opere di carità in favore dei più bisognosi. Se ne ha notizia dal VII° secolo e tradizionalmente la colletta che lo finanzia ha luogo in tutto il mondo cattolico, a seconda delle diocesi, il 29 giugno, solennità dei santi apostoli Pietro e Paolo, o la domenica più vicina a quella ricorrenza. Gli ultimi interventi finanziati con i fondi dell’Obolo di San Pietro sono stati realizzati in Iran, Mozambico e Indonesia,  colpiti da  eventi meteorologici disastrosi.

di Franco Saronno

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