La visita di papa Francesco al cimitero Laurentino

7 novembre 2018 News

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Credit Osservatore Romano

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Francesco è il primo Papa a varcare la soglia del cimitero Laurentino, nell’estrema periferia sud di Roma. Lo ha fatto per celebrare la Messa in suffragio dei defunti. In questo giorno, dedicato al ricordo di chi non c’è più, sono molte le persone che si recano al cimitero per onorare la memoria dei propri cari. In anticipo sui piani e sotto un cielo che a stento trattiene la pioggia, la prima tappa del Pontefice è stata nell’area dedicata alle sepolture dei bambini, compresi quelli mai nati a causa di gravidanze interrotte spontaneamente o volontariamente e dei piccoli morti per malattie o incidenti.

Un momento davvero toccante: il Papa procede da solo in questo luogo chiamato “Giardino degli angeli”, legge i nomi incisi sulle tombe, tocca le lapidi piene di fiori, peluche e giochi, depone mazzi di rose bianche, prega, in un silenzio denso di commozione. Poi con affetto saluta alcuni familiari dei bambini: anche qui, tante lacrime ma pure il respiro del conforto e dell’abbraccio misericordioso che Francesco sa sempre come donare. Infine risale in auto, scortato dai gendarmi, per raggiungere il piazzale antistante la cappella del cimitero dove ad attenderlo per la Messa, ci sono centinaia di fedeli, seduti persino sull’erba, che appena lo vedono, interrompono, con un applauso, la quiete di questo luogo.

Prima di tutto il Papa saluta il sindaco di Roma, Virginia Raggi, il cardinale vicario Angelo De Donatis, il vescovo ausiliare per il settore Sud, Paolo Lojudice e il cappellano della cappella cimiteriale “Gesù Risorto”, mons. Claudio Palma. Dopo la lettura del brano delle Beatitudini, tratto dal Vangelo di Matteo, Francesco pronuncia la sua breve omelia, interamente a braccio e parla di quelle tre dimensioni della vita, presente, passato e futuro, tracciate dalla Liturgia. È il giorno della memoria, dice il Papa, mentre spiega che la memoria è sempre faticosa ma al tempo stesso doverosa: «La memoria è quello che fa forte un popolo, perché si sente radicato in un cammino, radicato in una storia. La memoria ci fa capire che non siamo soli, siamo un popolo: un popolo che ha storia, che ha passato, che ha vita.

Memoria di tanti che hanno condiviso con noi un cammino, e sono qui. Non è facile fare memoria. Noi, tante volte, siamo affaticati a tornare indietro e pensare a cosa è successo: nella mia vita, nella mia famiglia, nel mio popolo… Ma oggi è un giorno di memoria, la memoria che ci porta alle radici».

Memoria, secondo il Pontefice, vuol dire però anche speranza. Speranza di cieli nuovi e terre nuove, come narra la Seconda Lettura, speranza di incontrarci e ritrovarci dopo la morte, speranza di arrivare lì dove ad attenderci c’è l’amore del Padre. Fra passato e futuro, memoria e speranza, c’è poi la terza dimensione, quella del presente, della strada da percorrere ogni giorno, con l’ausilio di “luci buone” che il Papa indica nelle Beatitudini. Domanda allora il Santo Padre: «Quali sono le luci che mi aiuteranno a non sbagliare la strada? Qual è il navigatore che lo stesso Dio ci ha dato, per non sbagliare la strada? Sono le Beatitudini che nel Vangelo Gesù ci ha insegnato. Queste Beatitudini – la mitezza, la povertà di spirito, la giustizia, la misericordia, la purezza di cuore – sono le luci che ci accompagnano per non sbagliare strada: questo è il nostro presente».
Al rientro in Vaticano, papa Francesco si è poi recato come di consueto nelle Grotte della Basilica di San Pietro per la visita, in forma strettamente privata, alle tombe dei Pontefici defunti, alcuni dei quali sono divenuti santi: un momento intenso di preghiera e ringraziamento a Dio per coloro che lo hanno preceduto alla guida della Chiesa.

CONOSCIAMO MEGLIO IL CIMITERO LAURENTINO

Situato al km 13.500 di Via Laurentina, nella zona di Trigoria, il cimitero Laurentino sorge nel cuore dell’agro romano, su un’area di circa 21 ettari: è il terzo per estensione degli undici cimiteri della Capitale. Il Laurentino è stato consacrato il 9 marzo 2002 dall’allora cardinale vicario Camillo Ruini. Il 4 gennaio 2012 è stato inaugurato il “Giardino degli angeli”: un’area di circa 600 metri quadrati dedicata alla sepoltura dei bambini mai nati per interruzione di gravidanza (spontanea o volontaria). Circoscritto da una siepe, il Giardino si trova di fronte al “Campo Bambini” ed è “custodito” da due grandi statue di marmo raffiguranti due angeli, simbolo di innocenza e purezza. Il Laurentino è l’unico cimitero della Capitale ad avere una propria cappella chiamata Cappella di “Gesù Risorto”, anch’essa inaugurata nel 2012 dal card. Vallini. La cappella ha una struttura circolare, occupa una superficie di 220 metri quadrati con circa 140 posti a sedere e ha un ampio sagrato e un piazzale di 1200 metri quadrati, dove lo scorso 2 novembre è stato allestito l’altare su cui il Papa ha celebrato la Messa.

di Cecilia Seppia

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