La scomunica, quando e come opera

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Martha Heizer, insegnante di religione a Innsbruck, cofondatrice e presidente del movimento “Noi siamo Chiesa” e suo marito Gertz sono stati scomunicati a maggio (credits: Getty Images)

Martha Heizer, insegnante di religione a Innsbruck, cofondatrice
e presidente del movimento “Noi siamo Chiesa”, e suo marito Gert sono stati scomunicati a maggio (credits: Getty Images)

Scomunica, una parola che probabilmente per molti ha un sapore antico, di una Chiesa che non c’è più. Al contrario, la scomunica è ancora molto attuale. Lo è talmente che, lo scorso mese di maggio, papa Francesco l’ha utilizzata scomunicando Martha Heizer, insegnante di religione a Innsbruck nonché co-fondatrice e presidente del movimento “Wir sind Kirche” (“Noi siamo Chiesa”), e suo marito GertTre anni fa i due coniugi, in segno di sfida verso il Vaticano sulla questione del sacerdozio femminile, avevano cominciato a celebrare la messa in casa loro, nel piccolo comune tirolese di Absam dove abitano, in assenza di sacerdoti. 

Nessun sacramento

All’indomani del gesto, la Congregazione per la dottrina della fede aveva istituito una commissione che ha stabilito la scomunica per una pratica che, profanando il sacramento dell’Eucarestia, per la Chiesa si configura tra i delitti più gravi al pari, ad esempio, della pedofilia.

Ma cos’è, in realtà, la scomunica? Secondo il dizionario storico dell’Enciclopedia Treccani è, “nel diritto canonico una censura ecclesiastica che, a causa di un peccato grave e fino all’eventuale assoluzione, esclude il battezzato dalla comunione con la Chiesa, vietandogli di ricevere o amministrare sacramenti e di esercitare qualsiasi ministero ecclesiastico”. Si tratta, insomma, della più grave delle pene che possa essere comminata a un battezzato, perché lo allontana dalla Chiesa e dai sacramenti.

Può essere anche automatica

Esistono due tipi di scomunica: “latae sententiae” se scaturisce da un comportamento delittuoso e non è necessario che venga esplicitamente comminata perché chi compie un determinato atto si trova a essere scomunicato per il solo fatto di averlo compiuto; “ferendae sentientiae” se, invece, la scomunica non è automatica e deve essere comminata da un organismo ecclesiale.

Esistono inoltre, sempre secondo il diritto canonico, i diversi gradi di scomuniche: se, infatti, generalmente una scomunica può essere tolta dal sacerdote durante la confessione, alcune sono riservate al vescovo o, persino, alla Santa Sede: in questo caso, che riguarda i delitti più gravi, la scomunica può essere comunque tolta da un sacerdote che, però, deve essere ricorso alla Penitenzieria Apostolica, il competente ufficio della Curia Romana.

Va detto che, poiché il peccato grave è già sufficiente da solo a dannare l’anima, la scomunica è considerata non tanto come punizione quanto come un tentativo estremo di riportare un fedele sulla retta via, ed evitare che, accompagnato a comunione sacrilega, il peccato diventi ancora più grave.

Quali sono, secondo il diritto canonico, i peccati passibili di scomunica? Nell’elenco dei più gravi, con scomunica riservata alla Santa Sede, troviamo: chi profana le ostie dell’Eucarestia (ed è quello che ha causato la scomunica dei coniugi Heizer); chi usa violenza fisica contro il Papa; il sacerdote che, in confessione, assolve la persona con cui ha avuto rapporti sessuali; il vescovo che consacra un altro vescovo senza mandato pontificio; il sacerdote che rende pubblica l’identità di un fedele e i suoi peccati.

Tra coloro che vengono, invece, scomunicati automaticamente ma senza necessità di ricorrere alla Santa Sede (cioè la scomunica può essere annullata dopo la confessione e il pentimento) c’è chi ricorre all’aborto (anche se è necessario l’intervento del vescovo per la sua remissione), chi abbandona la propria fede e chi appartiene a logge massoniche.

È da sottolineare che la scomunica priva dell’esercizio dei diritti ma non dei doveri perciò al fedele rimane, ad esempio, l’obbligo di partecipare alla messa la domenica e i giorni di precetto, pur senza ricevere la comunione

di Tiziana Lupi

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