La liturgia penitenziale in San Giovanni in Laterano

13 Marzo 2019 News

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Credit Osservatore Romano

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All’indomani del Mercoledì delle Ceneri, papa Francesco presiede il tradizionale incontro di inizio Quaresima con i sacerdoti della “sua” diocesi di Roma. Nella basilica di San Giovanni in Laterano, il Pontefice partecipa alla liturgia penitenziale (una celebrazione per chiedere perdono) iniziata intorno alle 9.30 con l’ascolto di alcuni brani dell’Esodo e la meditazione del cardinale Angelo De Donatis, vicario generale per Roma (cioè il vescovo che ha la delega del Papa per il governo della diocesi). 

Francesco arriva in basilica al momento delle confessioni e impartisce il sacramento della Riconciliazione a una ventina di sacerdoti: li “confessa” per quasi un’ora. Poi, a porte chiuse, facendo larghe aggiunte “a braccio” al discorso preparato, il Papa apre il suo cuore. 

Parla per mezz’ora scegliendo una parola come filo rosso di tutto il discorso: “perdono”, soprattutto per le tante vicende di pedofilia che stanno deturpando il volto della Chiesa… 

Dice il Papa: «Sento di condividere con voi il dolore e la pena insopportabili che causano in noi e in tutto il corpo ecclesiale l’onda degli scandali di cui i giornali del mondo intero sono ormai pieni… È evidente che il vero significato di ciò che sta accadendo è da cercare nello spirito del male, nel Nemico, che agisce con la pretesa di essere il padrone del mondo. Eppure non scoraggiamoci! II Signore sta purificando la sua Sposa (la Chiesa, ndr) e ci sta convertendo tutti a sé. Ci sta facendo sperimentare la prova, perché comprendiamo che senza di lui siamo polvere. Ci sta salvando dall’ipocrisia, dalla spiritualità delle apparenze».

Le parole di Francesco vogliono essere anche di speranza, nonostante il peccato deturpi e riguardi «fratelli sacerdoti o vescovi che cadono nel baratro senza fondo del vizio, della corruzione o, peggio, del crimine che distrugge la vita degli altri». Spiega: «L’umile pentimento di fronte alla mostruosità del peccato è l’inizio della nostra santità».

Francesco, poi, individua un “pericolo”: il «santo specchio», cioè la tentazione dell’autocompiacimento, dell’autosufficienza, e invita a guardare solo a Dio, il centro di tutto, a cui rivolgersi sempre faccia a faccia. 

E qui condivide il suo stupore dinanzi all’icona della Madonna Odigitria (dal greco “che mostra la via”) di Bari, vista durante la sua visita del giugno 2018: «La Madonna aveva il Bambino nudo, mi è piaciuta tanto che ho chiesto di farmela avere. L’ho messa davanti alla mia porta: mi piace al mattino, quando mi alzo e le passo davanti, dirle che custodisca la mia nudità: “Madre, tu conosci le mie nudità”. Dio conosce la nostra vergognosa nudità, eppure non si stanca di servirsi di noi per offrire agli uomini la riconciliazione». 

Alla fine dell’incontro, Bergoglio ha regalato il libro La riconciliazione «sorella del battesimo» e ha incoraggiato l’iniziativa Come in cielo, così in strada della Caritas diocesana (dal 31 marzo al 6 aprile) per sostenere chi ha bisogno, chi è in povertà.

di Benedetta Capelli

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