La devozione di papa Francesco per la Madonna

30 Aprile 2016 Mondo di Francesco, News

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Credit Osservatore Romano

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Maggio è il mese mariano per eccellenza, e dunque è un mese particolarmente caro a papa Francesco, come gli è caro tutto quanto riguardi la Madonna.

Il primo legame tra Maria e maggio si trova in una poesia scritta nel XIII secolo da Alfonso X il Saggio. Nel Settecento, questa “idea” trovò la prima grande diffusione grazie al gesuita Annibale Dionisi e al suo libro Il mese di Maria.

Tanti pontefici sono stati devotissimi alla Madonna, ma come si esprime in particolare il culto di papa Francesco per la Vergine? In quali momenti, con quali abitudini, gesti, dichiarazioni?

EDUCATO IN FAMIGLIA

L’intera famiglia Bergoglio (nonna Rosa per prima) avviò il piccolo Jorge Mario alla devozione religiosa e dunque all’amore per la Madonna. 

Entrando nella Compagnia di Gesù, poi, il futuro papa avrebbe trovato che per l’Ordine il culto per Maria è davvero una priorità: il fondatore sant’Ignazio di Loyola, del resto, portava sul petto un’immagine dell’Addolorata ai piedi della Croce. 

GLI ANNI IN ARGENTINA

Da sacerdote e da vescovo, Francesco ha sempre celebrato i riti legati alle feste mariane. E una di queste va sicuramente ricordata: la festa di Maria Ausiliatrice, del 24 maggio, a Flores, il quartiere di Buenos Aires, dove hanno sempre vissuto i Bergoglio. 

Da cardinale e arcivescovo della capitale argentina, poi, Bergoglio ha presieduto ogni 8 maggio le celebrazioni di Nostra Signora di Lujàn, la Madonna più amata in Argentina

Da non dimenticare, infine, che nel suo stemma vescovile, cardinalizio e papale, figura, in basso a sinistra, una stella, simbolo della madre di Cristo e della Chiesa.

UNA MADONNA TEDESCA

Pure se devotissimo alle icone “sudamericane” della Vergine, è ad Augusta, in Germania, che Bergoglio ha scoperto l’immagine che avrebbe caratterizzato il suo culto mariano: la Madonna che scioglie i nodi. 

Nel 1986 vide un quadro, ex voto per la ricomposizione di un matrimonio in crisi, con Maria che schiaccia la testa al serpente mentre con le mani scioglie i nodi in un nastro (simbolo di unione coniugale) sorretto da due angeli… Decise di introdurre questa immagine in Argentina e nel 1996 ne incoronò una riproduzione nella chiesa di San José del Talar a Buenos Aires. La Nuestra Señora Desatanudos è venerata il giorno 8 di ogni mese.

UN’ABITUDINE DA PAPA

Eletto papa e divenuto vescovo di Roma, Francesco ha affidato subito il pontificato alla protezione della Madonna, al suo «sguardo materno» . 

Il 14 marzo 2013, giorno dopo l’elezione, è andato in Santa Maria Maggiore per offrire alla Madonna Salus Populi Romani, protettrice dei romani, un mazzolino di fiori, trovato in Casa Santa Marta. Da allora, non c’è evento pubblico mariano, non ci sono partenza o ritorno da un viaggio, senza il saluto e la preghiera di Francesco al quadro della Madonna (attribuito dalla tradizione a san Luca) nella cappella Paolina della basilica.

OGNI PAESE HA UN’ICONA

Il culto per Maria è uno dei fili conduttori più evidenti delle visite pastorali di Francesco nel mondo: il popolo dei cristiani, del resto, è unito dalla venerazione mariana. 

Maria è rappresentata da diverse icone nei vari Paesi: Aparecida in Brasile, Guadalupe in Messico, Copacabana in Bolivia, Quinche in Ecuador, Caacupé in Paraguay, Madhu nelle Filippine…

APARECIDA E FATIMA

Francesco ha consacrato il suo pontificato a Nostra Signora Aparecida, la Madonna più amata in Brasile. Inoltre ha consacrato il mondo intero al cuore di Maria ai piedi della Madonna di Fatima e ha posto l’Anno Santo della Misericordia sotto il segno della Vergine. 

IL ROSARIO NEL CUORE

Il Rosario è la preghiera mariana per eccellenza. Del Rosario Francesco ha scritto: “Accompagna sempre la mia vita. È anche la preghiera dei semplici e dei Santi. È la preghiera del mio cuore”. E già in un paio di occasioni ha fatto distribuire in piazza San Pietro un rosario per tutti, scherzando come fosse una medicina per l’anima: la “Misericordina”.

LE DUE MADRI

Per il Papa, Maria è la madre di tutti i cristiani e i cristiani non possono fare a meno di lei. Ascoltando chi dice di non aver bisogno della Madonna, ha commentato: «Poveri orfani…». In un’omelia, poi, ha detto: «Per fare il test di una vocazione cristiana giusta bisogna domandarsi: come va il mio rapporto con le due madri che ho, la madre Chiesa e la madre Maria? Questo non è un pensiero di pietà. No: è teologia pura».

COME SI AMA MARIA

Parlando di Maria e teologia, poi, Francesco ha usato un’immagine particolarmente toccante. Ricordando certi quadri dove i fedeli sono raffigurati sotto il manto della Madonna («Le lacrime di chi soffre non sono sterili: sono una preghiera silenziosa che sale fino in Cielo e che in Maria trova sempre posto sotto il suo manto»), il Papa ha invitato clero e laici a fare lo stesso, a rifugiarsi presso la Madonna, dicendo: «Se vuoi sapere chi è Maria vai dal teologo, ma se vuoi sapere come si ama Maria, vai dal popolo di Dio che te lo insegnerà meglio».

LE GRANDI FESTE MARIANE

Com’è naturale, maggio è denso di ricorrenze mariane, cioè legate alla Madonna. Queste sono le più popolari.

l 8 maggio Si festeggiano la Madonna di Pompei (in questa data, nel 1876, partì la costruzione della sua basilica; si celebra anche il 7 ottobre, festa del Rosario), la Beata Vergine Maria dello Sterpeto di Barletta e Maria Santissima del Soccorso di Montepulciano (Siena).

l 12 maggio Madonna della Misericordia di Rimini. 

l 13 maggio Madonna di Fatima (in questa data avvenne la sua prima apparizione nel 1917).

l 15 maggio Madonna di Montenero di Livorno.

l 17 maggio Madonna della Lacrime di Spoleto.

l 19 maggio Madonna della Salute di Vercelli.

l 24 maggio Beata Vergine Maria Ausiliatrice di Torino.

l 26 maggio  Santa Maria del Fonte di Caravaggio (Bergamo).

l 31 maggio In questo giorno il calendario prevede il ricordo della Visitazione di Maria alla cugina Elisabetta, episodio che può interpretarsi come l’avvio del culto mariano, con le profetiche parole che la Vergine pronuncia in risposta al saluto della cugina, «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!»: «D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata».

di Enzo Caffarelli

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