Konrad Krajewski: l’elemosiniere del Papa

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Padre Konrad Krajewski insieme a Papa Francesco

Padre Konrad Krajewski insieme a Papa Francesco

Milleduecento Vangeli e cinquanta euro. Sono le cifre della Pasqua di carità di Padre Konrad Krajewski, l’Elemosiniere di papa Francesco. Ormai ogni giorno la “fantasia della carità” diventa concreta grazie alla infaticabile presenza di questo arcivescovo che a nome del Papa gira la città di Roma con qualcosa da dare. A Regina Coeli, il carcere storico di Roma a Trastevere, ha portato il Vangelo: «Abbiamo riempito le tasche di chi ha svuotato le tasche degli altri» dice con un sorriso.

Tu sai cosa fare, hai bisogno di soldi?
Giovedì Santo padre Konrad è all’Isola Tiberina per la lavanda dei piedi e la messa con 50 ospiti
dell’associazione l’Isola dell’Amore Fraterno. Poi il Venerdì Santo, mentre il Papa segue la Via Crucis al Colosseo, arriva alla Stazione Termini dove i volontari di diverse associazioni fanno servizio ogni notte, e porta a nome di Francesco, delle buste con 50 euro, un dono per Pasqua. «Tu sai cosa devi fare, hai bisogno di soldi è la frase che si sente ripetere spesso da papa Francesco.

Padre Konrad come lo chiamano tutti, non vive in Vaticano, ma a Borgo Pio, in una casa «con la bandiera polacca», dice «perché così posso essere più vicino alla gente». Il Papa gli ha detto: «A chi ti chiama eccellenza chiedi 5 euro di tassa per i poveri». Konrad che viene dalla diocesi di Lódź, che dal 1998 è stato a fianco di tre papi durante le liturgie, da anni gira la notte per le vie di Roma per dare aiuto a chi ne ha bisogno. «Le mie braccia sono corte adesso, se le prolunghiamo con le tue braccia riesco a toccare i poveri di Roma e d’Italia, io non posso uscire, tu sì» gli ha detto il Papa alla sua nomina.

L’esordio con 1600 schede telefoniche
Era agosto. E poco dopo il Papa lo ha inviato a Lampedusa, per essere vicino a chi soffre e non solo alle vittime del mare, ma anche ai sommozzatori che per ore e ore hanno strappato cadaveri dal mare. «Avevo portato dei soldi» spiega «pensando che ai superstiti servissero. Ma non era questa la loro esigenza. Allora con il Papa abbiamo pensato alle carte telefoniche. Ne abbiamo ordinate 1600. Un aiuto concreto, veloce e coraggioso.

Sono stato vicino ai sommozzatori, ero sul gommone mentre loro si immergevano. Io pregavo e loro mi abbracciavano, una cinquantina di persone che si alternavano a scendere. Ogni 27 corpi recuperati si tornava al porto. Era la prima volta che qualcuno era vicino a loro. Ho dato loro i rosari, sapevano che il Papa era vicino tramite il suo inviato, erano più sereni e portavano il rosario con loro».

Di racconti ce ne sono tanti, storie personali, una elemosina spirituale oltre che materiale. Ogni mattina padre Konrad legge le lettere che arrivano al Papa e che Francesco manda a lui con delle piccole note. «Lettere» racconta «che sono spesso un grido. Come quella dei genitori di Noemi. Sette pagine, il Papa appena l’ha letta ha chiamato i genitori e poi me l’ha mandata con una nota: “Tu sai cosa devi fare”. E allora cerco di pensare: cosa farebbe Francesco al mio posto?» Noemi è la bimba in fin di vita per la quale il Papa ha fatto pregare tutta piazza San Pietro durante una udienza generale. «Il Papa ha scritto così» spiega Padre Konrad «perché dobbiamo pensare secondo il Vangelo e risolvere i problemi del mondo secondo l’ amore di Dio».

L’Elemosineria Apostolica esiste da secoli, ma cosa è cambiato con papa Francesco? «Prima gli elemosinieri » risponde l’arcivescovo «erano soprattutto nunzi a fine carriera. Il Papa concede la firma all’Elemosiniere per dare benedizioni apostoliche per un matrimonio, un battesimo, la cresima. E per questo si ricevono delle offerte. Le offerte servono al Papa per le sue elemosine, per dare un aiuto immediato, quasi un pronto soccorso. Nello scorso anno abbiamo distribuito un milione di euro per 6500 aiuti. Ma ora tutto è raddoppiato.

Papa  Francesco segue tutto il lavoro che si fa in collaborazione con i parroci. Sono loro il nostro riferimento quando ci arrivano le lettere e a loro vengono mandati gli aiuti che poi portano, a nome del Papa, a chi ha fatto la richiesta». Insomma è un po’ come fosse il Papa stesso a portare i soldi. «Ed è quello che cerco di fare anche io» continua. «Per esempio sono andato da Noemi a Chieti e sono stato con la famiglia, ho pregato con loro. Hanno apprezzato il gesto di papa Francesco che ha mandato un vescovo dal Vaticano per stare con loro, per far sentire il suo abbraccio. Non si sprecano le parole».

«La scrivania non è per te, vendila»
I soldi vengono da un conto speciale per le elemosine dove per fortuna i soldi arrivano anche in modo imprevisto. Poi l’Elemosiniere è libero anche di inventare. «Ho iniziato a visitare le case per anziani di Roma. Vado in ogni stanza, abbraccio tutti e lo faccio a nome del Papa, per loro è un grande dono perché nessuno li va a trovare. Sto con loro mezza giornata, poi lascio un rosario e loro pregano per il Papa. 

Del resto papa Francesco mi ha detto subito: “La scrivania non è per te, puoi venderla, tu devi uscire dal Vaticano per andare a cercare i poveri. Esattamente come faceva lui da cardinale a Buenos Aires quando usciva la sera per andare a mangiare con i poveri, per stare con le persone, condividere la vita sulla strada, e vuole che io faccia lo stesso. Vedrai, mi ha detto, che ti ho affidato la parte più bella della vita pastorale».

Padre Konrad racconta di una Roma fatta di amore e volontariato, di vicinanza alla gente, di pasti caldi distribuiti. Una città che vede con i volontari della Guardia Svizzera, giovani che finito il servizio per la sicurezza si impegnano per mettere in pratica gli insegnamenti del Papa. «Vado spesso a raccontare le storie che ho conosciuto, e a volte il Papa mi dice: “Perché questo è successo a loro e non a me?” E poi mi dice: “Non smettere mai di confessare. Anche quella è elemosina”».

Identikit – Padre Konrad Krajewski
✔ Nato a Lodz in Polonia il 25 novembre 1963.
✔ Nel 1988, dopo aver ottenuto la laurea in teologia all’Università Cattolica d Lublino, è stato ordinato presbitero.
✔ Nel 1999 è stato nominato cerimoniere pontificio e come tale ha servito tre pontefici.
✔ Il 3 agosto 2013 è nominato elemosiniere di Sua Santità.

Che cosa è l’obolo di San Pietro
Nell’VIII secolo, gli anglosassoni decisero di inviare un contributo annuale al Santo Padre. Nacque così il «Denarius Sancti Petri» (Elemosina a San Pietro), che si diffuse in tutti i Paesi europei. Questa pratica fu poi benedetta da papa Pio IX, con l’Enciclica Saepe venerabilis del 1871. Le offerte dei fedeli sono destinate alle opere ecclesiali, alle iniziative umanitarie e di promozione sociale, come anche al sostentamento delle attività della Santa Sede. Oggi questa colletta ha luogo in tutto il mondo, per lo più il 29 giugno o la domenica più vicina alla Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo. Ma chiunque può inviare denaro in qualunque momento a: Sua Santità Papa Francesco – 00120 Città del Vaticano

di Angela Ambrogetti

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