Kenya, gli abiti del Papa per la prima tappa del suo viaggio apostolico in Africa

5 Novembre 2015 Mondo di Francesco, News

tweet
46 papa africa GI

Credit Getty Images

Un viaggio tra i poveri più poveri del mondo quello che vedrà protagonista papa Francesco dal 25 novembre.

Una prima volta in Africa che rappresenta pienamente la sua missione pastorale e il suo insegnamento che vede sempre la volontà di aiutare chi soffre al centro di tutto.

La prima tappa di questo suo decimo viaggio all’estero sarà in Kenya, dove il 26 novembre celebrerà una grande messa nel campus dell’Università di Nairobi, la capitale del Paese africano. Come ormai d’abitudine, è attesa una folla oceanica di fedeli: i giornali kenyani prevedono che addirittura potrebbero essere presenti oltre 1 milione e mezzo di fedeli.

Si stanno così ultimando i preparativi per accoglierlo. Fervono soprattutto nella piccola sartoria della parrocchia di San Giuseppe Lavoratore di

Kangemi, uno degli “slum” (ossia le baraccopoli) che si trovano nella periferia di Nairobi. Un luogo ai margini, dove vivono 100mila poveri in condizioni davvero disastrose.

Proprio in questi giorni, sotto la guida di suor Ida Lagonegro, madre superiora delle Sorelle  Dimesse della Casa di Spiritualità, una squadra di sarti locali sta lavorando alacremente per cucire e confezionare gli abiti sacri che saranno utilizzati da papa Francesco e dagli altri religiosi nelle giornate kenyane.

«Stiamo preparando tre differenti vesti», spiega suor Ida che vive come missionaria in Kenya dal 1967. «La prima è bianca e molto semplice: sarà consegnata al Papa nel giorno del suo arrivo.

Riporta la sigla “JSH” (il trigramma che originariamente indicava il nome di Gesù, scelto dai gesuiti come emblema; ndr): abbiamo fatto questa scelta per ricordare le sue origini». Per la messa di Nairobi, invece, il Papa vestirà una casula più elaborata e pregiata, fatta di una stoffa particolare con inserti dorati importata dalla Grecia.

Infine c’è un terzo abito che riporta alcuni disegni tipicamente africani, dei semicerchi di vari colori: sarà indossato dai circa 300 preti e 60 vescovi che concelebreranno la messa insieme al Santo Padre. Su alcune delle stole, inoltre, è riportato il logo del viaggio kenyano con il motto “Stand strong in faith… Don’t be afraid” che tradotto dall’inglese significa “Rimane te saldi nella fede… Non abbiate paura”.

Naturalmente c’è molta eccitazione a Kangemi, anche perché è prevista una tappa di Francesco per venerdì 27.

Mary è una delle sarte che stanno lavorando insieme a suor Ida Lagonegro e racconta: «La visita di papa Francesco ci aiuterà a ritrovare la forza e la speranza, ma soprattutto ci darà tanta felicità. Per questo motivo vogliamo che il nostro quartiere sia il più bello possibile».

Rispetto ai recenti viaggi in Ecuador, Bolivia e Paraguay prima, e a Cuba e negli Stati Uniti poi, quello in Africa sarà più corto: sei giorni. Questi gli appuntamenti principali.

Kenya 

Dal 25 al 27 novembre

Francesco arriverà nella capitale kenyana Nairobi alle 15 (ora italiana) del 25. Dopo l’incontro con il presidente Uhuru Kenyatta, il Papa vedrà le autorità. Il giorno dopo ci sarà la messa all’Università di Nairobi (alle 8) e l’incontro con i religiosi e i seminaristi nel campo sportivo della St. Mary’s School, mentre venerdì 27 ci sarà la visita al quartiere di Kangemi (ore 6.30) e l’incontro con i giovani allo stadio Kasarani (ore 8). 

Uganda 

Dal 27 al 29 novembre

Il Papa, quindi, giungerà a Entebbe in Uganda (16.50). Dopo il saluto al presidente Yoweri Museveni e ai politici ugandesi, ci sarà la visita a Munyonyo con un gruppo di catechisti e insegnanti. Sabato 28 il Papa si recherà al santuario dei Martiri di Namugongo e celebrerà la messa (dalle 6.30). Poi verranno l’incontro con i giovani all’aeroporto di Kampala (13.15) e la visita alla Casa di Carità di Nalukolongo (15). 

Repbblica Centrafricana 

29-30 novembre

Nella terza tappa il fuso orario è lo stesso dell’Italia. L’arrivo nella capitale Bangui è previsto per le 10 di domenica 29 novembre; alle 12 ci sarà la visita a un campo profughi, alle 17 la messa in cattedrale (con la possibile apertura della Porta Santa annunciata all’Angelus di Ognissanti) e alle 19 la confessione di alcuni giovani e la veglia di preghiera davanti alla cattedrale. Il 30 Francesco incontrerà la comunità musulmana (8.15) e celebrerà messa allo stadio (9.30), quindi ripartirà per l’Italia (arrivo previsto alle 18.45).

di Matteo Valsecchi

TAG

, ,

VEDI ANCHE