Julia Bruzzese: a New York il Papa la benedice e lei migliora. Sarà miracolo?

6 Ottobre 2015 Mondo di Francesco, News

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Franci benedice bimba

Un incontro fugace, sincero. Uno dei tanti che papa Francesco ha fatto nel corso del suo viaggio negli Stati Uniti. Siamo a New York, all’aeroporto JFK. Il Santo Padre è appena sbarcato dopo la tappa a Washington dove ha tenuto uno storico discorso al Congresso americano. Sulla pista ad attenderlo ci sono le autorità e anche una ragazzina molto speciale. Si chiama Julia Bruzzese, il cui cognome denota evidentemente le sue origini italiane. Julia ha 12 anni e frequenta la scuola di San Bernardo a Dyker Heights, nel quartiere newyorkese di Brooklyn,  e dallo scorso maggio soffre di una malattia che ha lasciato perplessi tanti medici: all’improvviso ha iniziato a perdere la sensibilità alle gambe. Una malattia che è peggiorata rapidamente fino a costringerla a stare una sedia a rotelle.

Come tanti ragazzi e tanti malati che il Santo Padre ama incontrare a ogni occasione anche Julia chiede a papa Francesco una benedizione speciale, affinché il suo male possa guarire. Il Santo Padre le si avvicina, le mette la mano sulla fronte e poi pronuncia la sua benedizione. Lei bacia l’anello di Francesco: è emozionatissima Julia e in quel momento scoppia in lacrime. A riprendere questa scena toccante ci sono le telecamere del canale americano Cbs. La piccola dice con il tutto il suo cuore al giornalista: «Papa Francesco mi farà un miracolo, sono sicura che tornerò a camminare grazie a lui».

Da allora sono passate quasi due settimane e oggi quello che Julia sognava, sperava, voleva con tutto il suo cuore ha iniziato a realizzarsi. Appena cinque giorni dopo l’incontro con Bergoglio finalmente la medicina riesce a dare la risposta che per mesi era sembrata un rebus quasi insolubile:  l’equipe medica che l’ha in cura scopre nel suo sangue i batteri della cosiddetta malattia di “Lyme”. Si tratta di una patologia infettiva che può portare a una forma di artrite cronica che finisce con l’impedire al malato di camminare. Tuttavia non è una paralisi completa, anzi è possibile combatterla attraverso l’utilizzo di antibiotici.

E così oggi Julia ha potuto dire: «Il miracolo si è compiuto. Sì, il fatto che i medici abbiano scoperto che avevo la malattia di Lyme è la dimostrazione che se credi in una cosa alla fine arriva», una frase pronunciata subito dopo la visita che le ha restituito la speranza di una vita normale. 

Questa magnifica storia, infatti, ora sembra proprio destinata a un lieto fine. Per la piccola sarà presto possibile tornare a giocare a softball  (una specie di baseball per le ragazze) e calcio, i suoi sport preferiti, e a cantare nel coro della scuola.

di Matteo Valsecchi

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