José Ignacio, nipote del Papa, parla del suo matrimonio

6 febbraio 2019 News

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Credit Osservatore Romano

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Una chiesa piccola, semplice, pochi invitati, solo la famiglia ristretta e gli amici più intimi degli sposi. La parrocchia Jesus del Grand Poder che si trova nel quartiere Parque Leloir di Buenos Aires ha ospitato il matrimonio fra José Ignacio Bergoglio, nipote di papa Francesco, e Marina Muro, che vive nel vicino quartiere di Ituzaingò. La più emozionata oltre agli sposi? Senza dubbio  Maria Elena, mamma di José Ignacio e sorella del Papa, nel suo abito rosa. Per tutto il tempo della celebrazione ha tenuto per mano il figlio, con il quale abbiamo potuto parlare. 

Un momento indimenticabile? 

«Assolutamente sì. È stata una serata magica in chiesa.  Quando ho visto entrare Marina in chiesa, accompagnata dal fratello, è stato come aver visto entrare un angelo…».  

Che splendida immagine. È stato amore a prima vista? 

«Penso proprio di sì. Credo che quando ci siamo incontrati sapessimo tutti e due che ci aspettava una vita insieme. A prescindere dalle nostre differenze personali, entrambi condividiamo una passione e un amore in comune, quello di aiutare gli altri. Non è un caso che lavoriamo insieme nell’associazione Haciendo Lio e cerchiamo di aiutare i più bisognosi». 

Quanto tempo è durato il vostro fidanzamento? 

«Marina ed io ci siamo fidanzati quattro anni fa e solo di recente abbiamo deciso di proseguire insieme il viaggio per me più bello che è il matrimonio e nel giro di un mese mi sono ritrovato nella chiesa di Jesus del Grand Poder per accogliere la mia futura sposa».

Una futura sposa visibilmente felice…  

«Senza dubbio. Da quando è scesa dalla vettura che l’ha portata all’ingresso della chiesa, nel suo splendido abito bianco, fino all’altare sotto braccio al fratello. La messa poi è stata celebrata da padre Luis Luque, un sacerdote molto amico di noi Bergoglio. Devo ringraziarlo non solo per la celebrazione ma anche per l’organizzazione di tutta la cerimonia».

Che si è poi rivelata una bella cerimonia!   

«Sì, grazie. È stato un momento molto sentito da tutti: in tanti sono stati chiamati a partecipare alla funzione intorno all’altare. Pensi che al momento della benedizione il sacerdote ha fatto salire una signora che era venuta dall’Italia esclusivamente per il nostro matrimonio. È una lontana parente dei Bergoglio che fa parte della porzione di famiglia rimasta in Italia, più precisamente in Piemonte. Ha parlato in italiano agli ospiti e a noi tutti ricordando i nostri antenati comuni. E poi ha detto bellissime parole sull’importanza della famiglia che stavamo cominciando a formare e ci ha raccomandato: “State insieme e dialogate anche nelle difficoltà!”».

Parole che spesso ribadisce anche Francesco. 

«Sì lo dice sempre. È stato comunque un evento molto sentito da tutti gli ospiti. Che, fra l’altro, sono stati presi un po’ in contropiede perché non sapevano che regalo farci: non c’era una lista di nozze depositata in qualche negozio come si fa di solito. Tutto si è svolto all’insegna dell’informalità, c’era solo un tavolo sul quale ciascuno poteva lasciare qualcosa. Poi, dopo il matrimonio c’è stata anche una bella festa organizzata dai volontari di Haciendo Lio che hanno raccolto i soldi per le spese. Non solo. È stato anche molto divertente vedere il video che hanno realizzato con cui esprimevano la loro felicità  nel vederci finalmente sposi. Tutti sono contenti per il nostro matrimonio, hanno condiviso il nostro sogno che si realizzava». 

E di questo sogno realizzato cosa dice il Papa?

«È molto contento, anche perché era da tempo che mi parlava del matrimonio,  dell’amore eterno. Desiderava convincerci che fosse il momento di confermare il nostro amore davanti agli occhi di Dio. Così, quando gli ho parlato della nostra decisione di fare il grande passo è stato molto felice, anche se per un certo verso è subentrata, come dire, un po’ di nostalgia in noi tutti». 

Perché? 

«Perché fu proprio lui a darmi i sacramenti del Battesimo, della prima Comunione e della Cresima. Sarebbe stato bellissimo che fosse lui a sposarci».

Ma Francesco non avrà nascosto la sua soddisfazione…

«Certo che no, anzi. Si è molto rallegrato con noi chiamandoci più volte per farci i suoi migliori auguri. E ha garantito che avrebbe affidato il nostro matrimonio alla Vergine Maria e a san Giuseppe, promettendoci di pregare per noi la notte delle nostre nozze».

E il regalo? Possiamo sapere che cosa vi ha regalato? 

«No, non ci ha mandato doni o scritto lettere, ma il miglior regalo che poteva farci sono stati il suo accompagnamento e la sua benedizione». 

E per quanto riguarda il viaggio di nozze? Avete già fatto dei programmi?

«Beh sì. Credo proprio che il nostro viaggio di nozze sarà a Roma dove andremo per la prima volta dopo tutti questi anni e avremo finalmente la possibilità di riabbracciare Jorge (il nipote lo chiama in questo modo confidenziale come fa sua madre, la sorella di Francesco, ndr). Da fidanzati l’avevamo già incontrato nel luglio del 2015 in Paraguay, quando venne per il suo grande viaggio apostolico. Fu un momento meraviglioso: era un incontro a sorpresa e lui rimase molto contento. Poi avremmo dovuto rivederlo all’inizio del 2018 per il suo viaggio in Cile, ma in quel periodo è venuto a mancare il padre di Marina per un infarto improvviso».  

E adesso? 

«Nelle prossime settimane saremo appunto a Roma. Nel frattempo prosegue il nostro lavoro all’associazione Haciendo Lio. Un impegno che condividiamo con molte persone che credono che un mondo più giusto sia possibile. E vi invitiamo ad accompagnarci nelle nostre preoccupazioni, fatiche».

E noi ci auguriamo di poter essere i primi ad annunciare l’arrivo di un nuovo Bergoglio! Se sarà maschio lo chiamerete Francesco o Jorge?

«Ad essere sinceri non ci abbiamo ancora pensato ma lo faremo presto. E se dovesse nascere femmina?».

di A. Alimonti e F. Wals

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