Istituto Serafico di Assisi, i disabili nel cuore

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(credits: Getty Images)

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Francesca Di Maolo, direttrice del centro di riabilitazione del Serafico di Assisi, è una donna franca, che non ha paura di raccontare com’è cambiato il suo cuore appena è entrata in contatto con i ragazzi seguiti dall’istituto.

«Quando passavo vicino al Serafico mi voltavo dall’altra parte, perché non riuscivo a pensare a un bambino malato», dice, «e loro invece mi hanno subito abbracciata: ho capito che questa esperienza mi aspettava. Sono loro che mi hanno condotta verso i valori autentici», afferma con forza, «perché questo non è un luogo di sofferenza. La dedizione e gli sforzi dei nostri pazienti sono un inno alla vita, perché è nella fragilità che si scopre la bellezza e le cose importanti come l’amore e l’amicizia».

Il Serafico di Assisi è una struttura sanitaria-riabilitativa di eccellenza per ragazzi con disabilità di varia natura. Circa 130 partecipano ad attività educative, laboratori e terapie; settanta sono ospiti semiresidenziali, una trentina di loro sono soli. «Alcuni vengono da Paesi come l’Egitto, l’Ucraina e la Romania, dove un bimbo disabile non è considerato persona», spiega la Di Maolo.

Il “prendersi cura” è il motore del Serafico. Tutto è finalizzato a portare il bambino malato a comunicare, a vivere. «Abbiamo assistito a veri miracoli, come una bimba cieca che ora va sui pattini », racconta la direttrice, «o un bimbo che non parlava e che, con tanta logopedia, è arrivato a cantare alla recita di Natale».

Qualcosa di miracoloso lo hanno vissuto gli ospiti, i volontari e gli infermieri lo scorso 4 ottobre, con la visita di papa Francesco. Il Serafico è stata la sua prima tappa nel viaggio ad Assisi. Francesco ha baciato tutti i 107 disabili che erano ad attenderlo. «Il Papa mi guardava e mi diceva che era commosso», continua Francesca Di Maolo. «Forse non si aspettava tutta quella sofferenza, non si aspettava che i ragazzi fossero così segnati, sfigurati nel corpo, e ogni volta si fermava e mi ripeteva che era commosso, lui per primo vedeva Cristo dentro di loro e li sentiva dentro di sé».

La direttrice ricorda con commozione: «C’erano bimbi ciechi e con gravi deficit cognitivi che non sapevano nemmeno chi fosse Francesco, eppure in lui hanno riconosciuto un padre. Ragazzi autistici che non vogliono essere toccati e che invece l’hanno abbracciato. Un non vedente addirittura gli ha detto: “Io voglio vedere!”, e Francesco ha risposto: “Ma tu già vedi, con
gli occhi del cuore”».

Istituto Serafico per sordomuti e ciechi
Viale Marconi 6, 06081 Assisi (Pg)
Telefono: 075 812411
Posta elettronica: info@serafico.org
Sito web: www.serafico.org
Per aiutare con donazioni:
Iban – IT25F0631538271000000072191
Per devolvere il 5×1000: codice fiscale 00432610541

di Benedetta Capelli

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