In San Pietro il dipinto della Madre dei Pellegrini

22 Agosto 2019 News

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Credit Osservatore Romano

Da qualche giorno il Vaticano può contare su una Beata Vergine in più. Si tratta della Madonna di Scossacavalli, un dipinto dietro al quale si nasconde una storia degna di un romanzo. Nei giorni scorsi, il cardinale Angelo Comastri, insieme a mons. Vittorio Lanzani, ha benedetto quest’opera che a maggio è stata restituita alla devozione dei fedeli.  Il quadro restaurato è stato collocato sopra la tomba di Gregorio XIV con il titolo di Mater peregrinorum (“Madre dei pellegrini”). L’opera, che risale al 1519, giaceva dimenticata da oltre 70 anni nei magazzini della Fabbrica di San Pietro, l’ente che sovrintende lavori e opere d’arte della basilica vaticana.

Non tutti sanno che il dipinto (a olio), che raffigura la Vergine con Gesù Bambino, ha avuto un’esistenza lunga e tormentata, che è stata ricostruita in occasione del restauro iniziato due anni fa e terminato nel marzo 2018. È stato un restauro molto complicato, poiché l’opera era danneggiata al punto da risultare quasi illeggibile: la parte inferiore venne infatti rovinata dall’alluvione del Tevere del 1598, mentre quella superiore presentava diverse zone danneggiate per gli ex-voto inchiodati nei secoli dai fedeli. La scelta del Vaticano è stata però precisa: si è deciso di riportare alla luce l’immagine lasciando visibili i segni del tempo, come fossero delle rughe sul volto di una persona.

Non si conosce il nome del suo autore, ma abbiamo varie notizie circa la storia di questo dipinto, che ben presto conquistò un posto di rilievo nella devozione popolare. Grazie a un accurato lavoro sulle fonti storiche, è stato possibile scoprire che la Madonna ritrovata proveniva dalla chiesa di San Giacomo Scossacavalli, un edificio che oggi non esiste più. Sorgeva nei pressi di San Pietro, ma la chiesa fu demolita nel 1937 con le case circostanti della cosiddetta Spina di Borgo, per permettere al regime fascista di realizzare l’attuale via della Conciliazione che dal Tevere conduce fino a Piazza San Pietro. In precedenza al suo posto vi era il Borgo Pio, dove era presente questa chiesa, che per la tradizione fu costruita su due pietre portate a Gerusalemme da sant’Elena, madre dell’imperatore Costantino.

Dopo l’abbattimento della chiesa di San Giacomo Scossacavalli, la tela fu portata nei depositi vaticani sotto la protezione della Fabbrica di San Pietro. La quale, però, complice l’arrivo della seconda guerra mondiale, la dimenticò insieme ad altri capolavori. Ci sono voluti settant’anni perché padre Cipriano Cipriani, un archivista della Fabbrica, la ritrovasse nei magazzini della basilica ricoperta da rottami e sporcizia. Dopo il restauro, nel maggio scorso per la conclusione del mese mariano, la tavola è stata collocata nella basilica di San Pietro per la gioia dei fedeli e, soprattutto, dei pellegrini che in gran numero continuano a giungere in questo luogo da ogni parte del mondo.

di Francesco Morrone

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