In Centrafica inaugurata la struttura ospedaliera voluta dal Papa

6 Marzo 2019 News

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Credit Osservatore Romano

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I bambini in braccio alle loro mamme, quelli nei lettini fatti di sbarre e altri increduli dinanzi al candore dell’abito bianco del Papa che aveva per ognuno di loro una carezza e un sorriso. Siamo tornati a novembre del 2015. Luogo: Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana. Un posto alla periferia del mondo scelto da papa Francesco per aprire il Giubileo della Misericordia, per accendere i riflettori su questa terra, grande due volte l’Italia, con solo 400 chilometri di strade asfaltate e 4 pediatri locali in tutto il Paese. E lo spaventoso dato  che riguarda la mortalità infantile: 105 bambini muoiono prima di compiere un anno di vita su mille bambini nati in quella terra disperata e travagliata da guerre. 

Insomma il quadro che si presentava agli occhi del Papa era un quadro che gridava aiuto: serviva fare qualcosa di concreto, salvare le vite dei piccoli. «Non dimentico, conservo nel cuore gli occhi di dolore dei tanti bambini malnutriti che ho incontrato»: queste le parole scelte da Francesco nel  suo videomessaggio inviato per l’inaugurazione, avvenuta sabato 2, dell’ospedale pediatrico di Bangui. Una struttura nata grazie all’importante sostegno dell’ospedale pediatrico “Bambino Gesù”, l’ospedale del Papa, che dal 2016 è impegnato nella formazione del personale sanitario e nella ristrutturazione del centro. «Mi auguro che possa diventare un centro di eccellenza, dove i bambini possano trovare risposta e sollievo alle loro sofferenze, con tenerezza e amore». Francesco ricorda anche che la dottoressa che lo accompagnò nel visitare l’ospedale, confessò che i bimbi sarebbero morti tutti a causa della malaria e della malnutrizione. «No, questo non deve più accadere». Augurando che il fiume di misericordia, nato dall’apertura della porta santa, porti «linfa vitale» all’ospedale papa Bergoglio incoraggia tutti ad essere «artigiani di misericordia».

Presente all’inaugurazione c’era naturalmente Mariella Enoc, presidente dell’ospedale “Bambino Gesù”. Nel saluto ai presenti, tra i quali il presidente centrafricano Touadéra, la dottoressa Enoc ha ricordato che il cardinale Konrad Krajewski, elemosiniere pontificio, “rende presente nel mondo la carità del Papa”. Don Corrado ha infatti raggiunto il Paese africano alcuni giorni prima dell’inaugurazione, ha visitato la struttura portando ai piccoli malati la vicinanza di Francesco. Con i suoi occhi ha visto i buoni risultati raggiunti grazie ai 3 milioni di euro di donazioni destinati dal Papa a questo progetto, ai quali si è aggiunta la somma di 750mila euro ricavata da diverse iniziative di solidarietà promosse dalla Gendarmeria vaticana, come il concerto di Claudio Baglioni e circa un milione di euro donato da una parrocchia di Novara. 

L’ospedale vanta una rete fognaria, 193 posti letto e altri 80 destinati ai bambini malnutriti, sale operatorie attrezzate e sterilizzate, con 80 persone assunte tra medici e infermieri. E grazie alla sinergia con il “Bambino Gesù”, una ventina di piccoli pazienti sono stati trasferiti a Roma per interventi chirurgici e cure specifiche. Perché, come dice il Papa nel suo videomessagggio: «Chi si prende cura dei piccoli  sta dalla parte di Dio e vince la cultura dello scarto».

di Benedetta Capelli

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