“Impariamo ad accogliere e condividere” dice Francesco

29 Gennaio 2020 Parole e pensieri

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Credit Osservatore Romano

Sabato 25 gennaio è l’ultimo giorno della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani e come da tradizione la Basilica papale di San Paolo Fuori le Mura, la più grande dopo San Pietro delle quattro presenti nella capitale, ospita la celebrazione dei Vespri, presieduta dal Papa e animata dal Coro della Cappella Sistina.

Tra l’odore dell’incenso, i canti solenni e le preghiere nelle varie lingue, la Chiesa celebra così la Conversione dell’Apostolo delle Genti e Francesco, ispirandosi al brano evangelico sul naufragio di Paolo durante il suo viaggio da prigioniero verso Roma, rinnova l’appello alla piena unità tra i cristiani che, oltre gli interessi di parte e ai retaggi del passato, rappresenta “l’approdo comune” per tutte le comunità cristiane.

Non esiste però unità che non parta dall’accoglienza ed è su questo che il Papa insiste subito assicurando che se assimiliamo l’ottica di Dio, se non rimaniamo concentrati solo su noi stessi e le nostre realtà ecclesiali, ma ci apriamo al bene di tutti, possiamo superare ogni divisione.

Nel naufragio di Paolo in fondo, prosegue Bergoglio, ciascuno contribuisce alla salvezza dell’altro: il centurione prende decisioni importanti, i marinai mettono a frutto le loro conoscenze e abilità, l’Apostolo incoraggia chi è senza speranza e così anche tra i cristiani ciascuna comunità ha un dono da offrire agli altri. Basilare però è imparare a condividere e ad essere più ospitali come la gente di Malta quando accoglie Paolo e i suoi compagni di viaggio infreddoliti e spaventati: «Da questa Settimana di preghiera vorremmo imparare ad essere più ospitali, prima di tutto tra di noi cristiani, anche tra fratelli di diverse confessioni. L’ospitalità appartiene alla tradizione delle comunità e delle famiglie cristiane. I nostri vecchi ci hanno insegnato con l’esempio che alla tavola di una casa cristiana c’è sempre un piatto di minestra per l’amico di passaggio o il bisognoso che bussa. E nei monasteri l’ospite è trattato con grande riguardo, come fosse Cristo. Non perdiamo, anzi, ravviviamo queste usanze che sanno di Vangelo!» ha detto il Papa. Che ricorda poi che l’imbarcazione su cui era Paolo, prima di arenarsi, era stata per diversi giorni in balia della tempesta, e mentre tutti stavano perdendo ogni speranza di sopravvivere, era stato proprio l’Apostolo a rassicurarli, lui che era un prigioniero e quindi fra i più vulnerabili, perciò mette in luce come coloro che sono deboli, quanti hanno poco da offrire ma fondano la propria ricchezza in Dio, possono donare messaggi preziosi, allo stesso modo le comunità cristiane, anche «quelle meno rilevanti agli occhi del mondo», se vivono l’amore a Dio e al prossimo, o quelle perseguitate ed emarginate. E aggiunge: «In quanto discepoli di Gesù dobbiamo stare attenti a non farci attirare da logiche mondane, ma metterci in ascolto dei piccoli e dei poveri, perché Dio ama mandare i suoi messaggi per mezzo di loro».

Prima dell’omelia il Papa ha compiuto alcuni gesti forti insieme agli esponenti delle altre Chiese, come il Metropolita Gennadios e l’emissario dell’arcivescovo di Canterbury, Sua Grazia Ian Ernest, rispettivamente ortodosso e anglicano, per ribadire che l’unità è possibile: la preghiera davanti alla tomba dell’Apostolo e poi alle spoglie del suo discepolo, san Timoteo, provenienti da Termoli (CB), quindi l’abbraccio con gli altri religiosi.

VI SPIEGHIAMO CHE COSA SONO I VESPRI

La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani quest’anno si è svolta sul tema, tratto dagli Atti degli Apostoli, “Ci trattarono con gentilezza”. Tradizionalmente questa iniziativa, giunta alla sua 53ª edizione, anziché con una Messa, si chiude con la celebrazione dei Secondi Vespri. Seguendo la Liturgia delle Ore, i vespri sono la preghiera del tramonto, una delle maggiori ore canoniche di molte Chiese cristiane. Essi consistono di diverse parti, a seconda delle tradizioni liturgiche, ma una componente sempre presente è la salmodia, cioè il canto di alcuni  salmi.

di Cecilia Seppia

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