Il viaggio apostolico di Papa Francesco in Corea del Sud

13 agosto 2014 Mondo di Francesco

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Come di consueto, il Pontefice viaggerà su un aeroplano Alitalia (credits: Getty Images)

Come di consueto, il Pontefice viaggerà su un aeroplano Alitalia (credits: Getty Images)

Inizia oggi il viaggio apostolico di Papa Francesco nella Repubblica di Corea, più comunemente nota come Corea del Sud, terzo viaggio fuori dall’Italia dopo quelli a Rio de Janeiro (luglio 2013) e in Terra Santa (maggio 2014). Il viaggio si svolge dal 13 al 18 agosto, in occasione della sesta Giornata della Gioventù Asiatica, che si svolgerà nella diocesi di Daejeon, ed è nato dagli inviti rivolti al Santo Padre dai vescovi del Paese dell’Estremo Oriente e dal presidente della Repubblica, la signora Park Geun-hye. Francesco partirà oggi dall’aeroporto di Roma Fiumicino alle quattro del pomeriggio; il volo durerà circa undici ore e mezzo e si concluderà a Seul il 14 agosto alle 10.30 (ora coreana: in Italia saranno le 3.30).

E’ la terza comunità cattolica in asia
Già nella conferenza stampa durante il viaggio di ritorno da Rio de Janeiro, Francesco aveva detto che l’Asia sarebbe stata un continente da visitare, visto che il predecessore Benedetto XVI non aveva fatto in tempo ad andarci. A suggerire la scelta della Corea del Sud potrebbe essere stato il grande numero di cattolici presenti nel Paese, il terzo asiatico per numero di cattolici dopo Filippine e Vietnam, insieme naturalmente alla concomitanza con la Giornata della Gioventù Asiatica, l’evento “ locale” che ricalca la Giornata Mondiale ed è organizzato dalla Federazione delle Conferenze episcopali asiatiche.

Per i giovani e per 124 martiri
Corea, Alzati, rivestiti di luce, la gloria del Signore brilla sopra di te”: questo è il motto del viaggio di Francesco, che è atteso da molti impegni. In particolare spiccano due eventi: il 15 agosto, solennità dell’Assunzione, ci sarà la messa celebrata nel World Cup Stadium di Daejeon con i giovani asiatici; il 16 agosto, ci sarà la messa di beatificazione di Paul Yun Ji-chung e altri 123 martiri alla Porta di Gwanghwamun, a Seul.

I 124 nuovi beati furono uccisi fra il 1791 e il 1868 durante il governo della dinastia Joseon, che seguiva la dottrina confuciana. Sono martiri in odium fidei, cioè uccisi da non cattolici per odio della fede cattolica. La questione del martirio è molto sentita in Corea, un Paese in cui l’evangelizzazione è iniziata nel 1784, quando il laico Lee Seung Hun, dopo essere stato battezzato a Pechino dai missionari cattolici con il nome di Pietro, tornò in patria e diede inizio alla prima comunità cristiana.

Monsignor Andrew Yeom Sooiung, arcivescovo di Seul, ha definito i 124 nuovi beati “grandi modelli di santità, che hanno attraversato le barriere di status sociale e amato il prossimo senza discriminazione di genere, classe sociale e religione”. Essi andranno ad aggiungersi a 103 beati già esistenti, anch’essi vittime di persecuzione.

Cinque giorni molto ricchi di impegni
Papa Francesco arriverà nella capitale Seul il 14 agosto alle 10.30. Dopo una messa celebrata in privato nella nunziatura apostolica (il nome  delle “ambasciate” vaticane), nel primo pomeriggio il Santo Padre sarà festeggiato in una cerimonia di benvenuto nel giardino della Blue House, il palazzo presidenziale che deve il nome alle tegole azzurre: qui Francesco incontrerà il presidente della Repubblica e le autorità. Successivamente, il Pontefice incontrerà i vescovi coreani nella sede della Conferenza episcopale coreana, e così chiuderà la sua prima giornata in Asia.

Francesco trascorrerà venerdì 15 agosto a Daejeon, quinta città della Corea, con più di un milione e mezzo di abitanti. Alla mattina celebrerà la Santa Messa dell’Assunzione e la preghiera dell’Angelus, nello stadio costruito per la Coppa del Mondo di calcio del 2002. Nel pomeriggio incontrerà i giovani al santuario di Solmoe, luogo di nascita di Andrea Taegon, il primo sacerdote coreano. Il giorno 16 sarà dedicato alla visita del Santuario dei Martiri e alla messa di beatificazione dei 124, a Seul; nel pomeriggio, il Papa visiterà a Kkottongnae, il “villaggio dei fiori, una comunità cristiana dedicata all’accoglienza e al servizio degli ultimi.

Domenica 17, Francesco andrà ad Haemi. Qui incontrerà i vescovi asiatici nel Santuario, mentre nel Castello celebrerà la messa conclusiva della sesta Giornata della gioventù asiatica. Il viaggio si concluderà lunedì 18 con un incontro con i leader religiosi e con una messa per la pace e la riconciliazione nella cattedrale di Myeong-dong a Seul da dove, dopo la cerimonia di congedo, ripartirà in aereo per Roma Ciampino, dove atterrerà alle 17.45 (ora italiana) dello stesso giorno.

Informazioni su visita, eventi e celebrazioni del viaggio apostolico si possono già trovare sul sito www.popekorea.catholic.or.kr/, ma solo in lingua inglese o coreana.

I 124 martiri coreani
Il più noto dei futuri beati coreani è Paul Yun Ji-chung, già proclamato (con i suoi 123 compagni) Servo di Dio nel 2003 da Giovanni Paolo II. Nato in una nobile famiglia, Paul Yun Ji-chung si convertì al cristianesimo. Alla morte della madre si rifiutò di seppellirla secondo il rito tradizionale del Confucianesimo, e perciò pagò con la morte nel 1791. L’episodio aprì le porte a una lunga persecuzione contro i cristiani. Paul Yun Ji-chung fu il primo martire coreano appartenente a una famiglia di alto livello sociale; dopo, molti nobili subirono una sorte simile: per le autorità, infatti, il Cristianesimo era un culto malvagio che distruggeva l’ordine tradizionale. Dalla fine del XVIII secolo furono più di 16mila i cristiani uccisi e la libertà religiosa fu proclamata solo nel 1882.

Come seguire il viaggio in TV
I principali canali italiani stanno ancora studiando come seguire il viaggio papale. La differenza di fuso orario non facilita le cose: la messa del 15 agosto, per esempio, andrà in onda alle 3.30 della notte fra il 14 e il 15. Tv2000 e TelePace seguiranno quasi tutti gli eventi in diretta, da mattina a tarda notte. RaiUno ha annunciato due “speciali”, il 15 agosto alle 10.25 (due ore per l’incontro del Papa con i giovani) e il 17 alle 9.25 (tre ore per la messa alla Giornata della Gioventù).

Perché le Coree sono due?
La penisola coreana è divisa in due Stati. Esistono, cioè, due Coree: la Repubblica di Corea, o Corea del Sud, dove si reca il Papa, e la Repubblica Democratica Popolare di Corea o Corea del Nord. La separazione tra i due Stati, il primo democratico e il secondo sottoposto a un duro regime autoritario, risale al 1945. Alla fine della Seconda guerra mondiale, il Giappone che aveva conquistato la Corea si arrese agli Alleati. La Corea, allora, fu divisa in due parti, separate dal 38° Parallelo: il Sud, sotto l’influenza degli Stati Uniti, e il Nord, sotto quella dell’Unione Sovietica. Nel 1948 dalla divisione nacquero due veri Stati, profondamente divisi dall’ideologia: il Sud capitalista e il Nord comunista. Dopo una guerra durata dal 1950 al 1953, causata dall’invasione del Sud da parte delle truppe del Nord (volevano unificare le due Coree sotto l’ideologia comunista), lungo il confine del 38° Parallelo fu creata la Zona Demilitarizzata Coreana, una striscia lunga 248 chilometri e larga 4, che separa i due Paesi ed è il confine più armato del mondo.

di Tiziana Lupi

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