Il viaggio apostolico di papa Francesco in Armenia

29 Giugno 2016 Gente di Francesco, News

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Papa Francesco e Karekin II innaffiano una pianticella di vite armena: secondo la leggenda, fu Noè a piantare le prime viti da vino ai piedi dell’Ararat. Credit Getty Images

Papa Francesco e Karekin II innaffiano una pianticella di vite armena: secondo la leggenda, fu Noè a piantare le prime viti da vino ai piedi dell’Ararat. Credit Getty Images

Come tutti i viaggi apostolici che papa Francesco ha fatto finora, anche quello in Armenia ci ha regalato, insieme alle sue parole, alcune immagini enormemente suggestive.

Di questo viaggio in Armenia non dimenticheremo, per esempio, quelle in cui il Santo Padre, con il catholicòs (cioè la guida della Chiesa apostolica armena) Karekin II, versa acqua da una brocca in una riproduzione dell’Arca di Noè che poi ha portato con sé al suo ritorno

Il simbolico gesto è stato compiuto sabato 25 giugno in piazza della Repubblica, a Erevan, al termine della preghiera ecumenica per la pace.

Alcuni giovani, discendenti dei rifugiati armeni dispersi nel mondo, hanno portato anfore contenenti terra dei loro Paesi (Terra Santa, Iraq, Siria e Iran) che hanno poi vuotato nell’Arca, dove è stato piantato un alberello; subito dopo, Francesco e Karekin II hanno insieme innaffiato la piantina.

Il giorno dopo il Pontefice e il catholicòs hanno compiuto un altro gesto simbolico legato all’Arca di Noè.

Dalla terrazza del monastero di Khor Virap (dove venne tenuto prigioniero san Gregorio l’Illuminatore, fondatore della Chiesa apostolica armena), hanno fatto volare due colombe, simbolo di pace, verso l’Ararat, il biblico monte dove, secondo la tradizione, si sarebbe arenata l’Arca dopo il Diluvio universale

L’Ararat (in lingua armena questo nome significa “luogo creato da Dio”) dista dal monastero una trentina di chilometri, ma è oltre il confine con la Turchia, in un territorio che un tempo era armeno, ma oggi è vigilatissimo dai militari turchi, per cui gli armeni non possono che limitarsi a guardare il “loro” monte da lontano.

L’Arca riposerebbe tra i ghiacci delle alte vette dell’Ararat: lo dice la leggenda, e fin dal XIX Secolo qui sono arrivate numerose spedizioni di ricerca che, tuttavia, non hanno trovato nulla.

Ci sono anche alcune foto degli anni Quaranta che mostrerebbero sulla vetta del monte un oggetto non bene identificato, ma anche queste “prove” non hanno mai trovato riscontro. A prescindere dalle leggende, ricordiamo che la storia dell’Arca di Noè è narrata nella Genesi, primo libro della Bibbia.

Secondo il racconto biblico, Dio vide la corruzione e la violenza sulla Terra, e decise di annientare tutte le creature che aveva creato mandando il Diluvio.

Si sarebbero dovuti salvare solo Noè, un uomo giusto che all’epoca aveva 600 anni (ne vivrà 950…), e la sua famiglia: la moglie, i loro tre figli Sem, Cam e Jafet, e le rispettivi mogli.

Otto persone, più una coppia di ogni specie animale perché, passato il Diluvio, la Terra potesse ripopolarsi.

Dio disse a Noè anche come avrebbe dovuto costruire l’imbarcazione che l’avrebbe salvato: “Fatti un’arca di legno di cipresso; dividerai l’arca in scompartimenti e la spalmerai di bitume dentro e fuori. Ecco come devi farla; l’arca avrà 300 cubiti di lunghezza (circa 133 metri, essendo un cùbito ebreo pari a circa 44,50 cm), 50 di larghezza e 30 di altezza. Farai nell’arca un tetto e a un cubito più sopra la terminerai; da un lato metterai la porta dell’arca. La farai a piani: inferiore, medio e superiore” (Genesi, 6, 14-16).

Costruita l’arca, Dio dette a Noè sette giorni per riempirla, prima di scatenare il Diluvio universale, che durò 40 giorni e 40 notti, sterminando tutti gli esseri viventi. Alla fine del Diluvio, le acque si ritirarono e Noè e quelli che erano sull’arca poterono uscire sulla terraferma. Cioè, secondo la leggenda, sul monte Ararat.

La Repubblica d’Armenia ha circa tre milioni di abitanti (un po’ meno della provincia di Milano) ed è nata nel 1991, con l’indipendenza dall’Unione Sovietica. 

LA LUNGA STORIA DELL’ARMENIA

La storia di questa terra di confine tra Europa e Asia è antichissima: è una delle culle dell’umanità e nell’anno 301 l’Armenia fu il primo Stato ad adottare il cristianesimo come religione ufficiale. Impossibile riassumere il frenetico alternarsi di conquiste e periodi di indipendenza. Si ricorda, però, il lungo periodo in cui fu parte dell’Impero ottomano (dal 1500 circa alla fine della Prima guerra mondiale), e fu proprio al tramonto di questo dominio che si consumò il genocidio armeno (detto anche il Grande crimine), con un numero di vittime ancora discusso (da 1.200mila a due milioni) e tantissimi costretti a fuggire dal Paese (tra gli armeni all’estero più famosi i cantanti Charles Aznavour e Cher). Dal 1922 al ’91, infine, l’Armenia fu parte dell’Urss.

di Tiziana Lupi

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