Il Santo Padre tra i senza fissa dimora a Fiumicino

6 Febbraio 2019 News

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Credit Osservatore Romano

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Domenica scorsa papa Francesco ci ha dato ancora una volta la dimostrazione di come al centro del suo pontificato ci siano i poveri, quelli a cui ha pensato fin dall’inizio del suo ministero petrino: «Come vorrei una Chiesa povera per i poveri» aveva detto il 16 marzo 2013 nel suo primo incontro con il mondo dell’informazione.

Prima di partire per il viaggio negli Emirati Arabi Uniti, Francesco ha incontrato la povertà per ben due volte. La prima a Casa Santa Marta dove, prima della consueta recita dell’Angelus, ha ricevuto una decina di persone, provenienti da diversi Paesi mediorientali (di religione cristiana o musulmana), che sono state accolte dall’Elemosineria Apostolica e dalla Comunità di Sant’Egidio. 

La seconda, all’aeroporto di Fiumicino dove ha visitato la struttura adibita all’accoglienza e all’assistenza di persone senza fissa dimora. La struttura, realizzata grazie all’impegno congiunto di Aeroporti di Roma, della Caritas della Diocesi di Porto-Santa Rufina e della parrocchia dello scalo della Capitale, rientra nel progetto “Vite in transito, il volto umano di un aeroporto”. 

Tra i due incontri, come dicevamo, c’è stata la tradizionale recita dell’Angelus in una piazza San Pietro che vedeva, tra le decine di migliaia di fedeli, anche i ragazzi dell’Azione Cattolica Romana con la loro “Carovana della Pace”. Due di loro, affacciati insieme al Papa alla finestra dell’appartamento pontificio, hanno letto un messaggio a nome dell’Acr (che festeggia i suoi primi cinquant’anni) dopo il quale, com’è tradizione, sono stati fatti volare i palloncini, simbolo delle preghiere per la pace nel mondo. Poi, al termine  della preghiera mariana, Francesco ha voluto ricordare la crisi umanitaria che sta dilaniando lo Yemen: «La popolazione è stremata dal lungo conflitto e moltissimi bambini soffrono la fame ma non si riesce ad accedere ai depositi di alimenti» ha detto il Pontefice. Che, subito dopo, ha lanciato il suo appello: «Fratelli e sorelle, il grido di questi bambini e dei loro genitori sale al cospetto di Dio. Faccio appello alle parti interessate e alla Comunità internazionale per favorire con urgenza l’osservanza degli accordi raggiunti, assicurare la distribuzione del cibo e lavorare per il bene della popolazione».

Dopo avere ricordato la Giornata per la Vita (che si celebrava appunto domenica), Bergoglio ha affidato alla preghiera di tutti noi il viaggio per il quale stava per partire: «Tra meno di un’ora partirò per un viaggio breve ma importante negli Emirati Arabi Uniti. Per favore, accompagnatemi con la preghiera».

di Tiziana Lupi

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