Il Santo Padre si confessa e poi si fa confessore

4 aprile 2019 News

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Credit Osservatore Romano

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Il silenzio, la preghiera, il cuore inquieto e poi risanato dalla misericordia di Dio. Francesco, come i fedeli presenti a San Pietro, vive così il terzo venerdì di Quaresima, presiedendo la Celebrazione penitenziale e dando il via alle “24 ore per il Signore”, iniziativa giunta alla sesta edizione e voluta dal Pontificio Consiglio per la promozione della nuova Evangelizzazione sul tema: “Neppure io ti condanno” (Giovanni 8,11).

Un’intera giornata per avvicinarsi al sacramento della Riconciliazione con chiese aperte tutta la notte in ogni diocesi del mondo, dall’Islanda fino alla Russia. Alla cosa non si è sottratto Francesco che si è confessato da uno degli 80 confessori presenti in San Pietro, lo fa al termine di un’omelia nel quale ha spiegato il senso del perdono ricevuto, «un nuovo inizio» che ci rende «creature nuove». «Il perdono di Dio» spiega il Papa «non è una fotocopia che si riproduce identica a ogni passaggio in confessionale» ma un’esperienza «originale e inimitabile» che, «ci fa passare dall’essere soli con le nostre miserie e i nostri accusatori, all’essere risollevati e incoraggiati dal Signore, che ci fa ripartire». 

Francesco si è soffermato su Gesù che perdona l’adultera, che scrive sulla sabbia, restando con lei in silenzio. È lui che fa la differenza perché scrive nel cuore dell’uomo, dando una speranza certa. «Per Lui» ha spiegato «prima del peccato viene il peccatore. Io, tu, ciascuno di noi nel cuore di Dio veniamo prima: prima degli sbagli, delle regole, dei giudizi e delle nostre cadute. Chiediamo la grazia di uno sguardo simile a quello di Gesù, chiediamo di avere l’inquadratura cristiana della vita, dove prima del peccato vediamo con amore il peccatore, prima dell’errore l’errante, prima della sua storia la persona». 

Lo sguardo di Francesco è dunque sul cuore liberato dal male perché ha fatto spazio al Signore che perdona e guarisce. «La Confessione» prosegue il Papa «è il passaggio dalla miseria alla misericordia, è la scrittura di Dio sul cuore. Lì leggiamo ogni volta che siamo preziosi agli occhi di Dio, che Egli è Padre e ci ama più di quanto noi amiamo noi stessi». Lì possiamo ricominciare quando perdiamo il filo della vita e facciamo fatica ad accettarci. È nel «perdono sorprendente di Dio» che ogni cristiano rinasce perché prova la gioia di essere accolto e amato». 

Il cuore della Confessione, ha evidenziato il Papa, non sono i peccati che diciamo ma l’amore che riceviamo. «Può venirci ancora un dubbio: “confessarsi non serve, faccio sempre i soliti peccati”. Ma il Signore ci conosce, sa che la lotta interiore è dura, che siamo deboli. Sarà Lui a risollevarci e a fare di noi creature nuove». 

Tolte le vesti viola, il colore della Quaresima, Francesco oltrepassa l’Altare della Cattedra e si confessa come qualsiasi fedele. Dopo il perdono ricevuto, si è fatto confessore, come spesso succede nelle sue visite nelle parrocchie. Al suo confessionale si sono accostate 11 persone provenienti da Vietnam, Italia, Polonia e Colombia, felici di poter sperimentare mediante il Papa il perdono di Dio.

di Benedetta Capelli

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