Il Santo Padre ordina in San Pietro 19 sacerdoti

15 Maggio 2019 News

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Credit Osservatore Romano

Il momento più solenne è stato quando si sono distesi per terra, fronte sul pavimento della basilica di San Pietro. È il passaggio del rito di ordinazione in cui i nuovi sacerdoti professano simbolicamente di consegnarsi interamente a Cristo per la vita. E loro, i diciannove che papa Francesco ha ordinato personalmente domenica scorsa in una cerimonia partecipatissima dai fedeli, hanno vissuto quell’inginocchiarsi fino in fondo davanti alla Cattedra di Pietro come un investimento senza riserve. Francesco, nell’omelia, ha dato loro le chiavi per assumere in profondità la missione della vita sacerdotale: «Fratelli e figli carissimi» ha detto con tono paterno, «considerate che esercitando il ministero della sacra dottrina sarete partecipi della missione di Cristo, unico maestro. Questa non è un’associazione culturale, questo non è un sindacato: voi sarete partecipi del mistero di Cristo. Dispensate a tutti quella Parola di Dio, che voi stessi avete ricevuto con gioia. E per questo leggete e meditate assiduamente la Parola del Signore per credere ciò che avete letto, insegnare ciò che avete appreso nella fede, vivere ciò che avete insegnato».

Bergoglio ha pronunciato il testo del Rituale per l’ordinazione dei presbiteri, ma ha voluto aggiungere anche qualche frase a braccio: ulteriori raccomandazioni che ritiene fondamentali per chi si incammina sulla strada del sacerdozio. «Mai» ha avvertito «si può fare un’omelia, una predicazione senza tanta preghiera, con la Bibbia in mano. Non dimenticatevi questo! Siate uomini di preghiera, uomini di sacrificio. Sia dunque nutrimento al Popolo di Dio la vostra dottrina: quando viene dal cuore e nasce dalla preghiera, sarà tanto feconda. Sia gioia e sostegno ai fedeli di Cristo il profumo della vostra vita».

«State attenti» ha dunque suggerito «nella celebrazione dell’eucaristia. Riconoscete ciò che fate, imitate ciò che celebrate perché partecipando al mistero e alla risurrezione del Signore portiate la morte di Cristo nelle vostre membra e camminiate con lui in una unità di vita». Il Papa ha voluto essere ancora più chiaro, parlando con il suo consueto linguaggio alla portata di tutti: «Il Signore ha voluto salvarci gratuitamente. Lui stesso ci ha detto “date gratis quello che gratis avete ricevuto”. La celebrazione della messa è il sommo della gratuità del Signore. Non sporcatela con interessi meschini».  Parole forti. «Con il battesimo» ha detto ancora «aggregherete nuovi fedeli al popolo di Dio. Con il sacramento della penitenza rimetterete i peccati nel nome di Dio, di Cristo, della Chiesa. E qui per favore vi chiedo di non stancarvi di essere misericordiosi, come il Padre, come Gesù è stato misericordioso con noi tutti. Con l’olio santo darete sollievo agli infermi. Perdete il tempo per visitare gli ammalati. Celebrando i sacri riti e innalzando nelle varie ore del giorno la preghiera di lode e di supplica, vi farete voce del popolo di Dio e dell’umanità intera».

«Consapevoli di essere stati scelti fra gli uomini e costituiti in loro favore per attendere alle cose di Dio» ha aggiunto riprendendo il testo del Rito «esercitate in letizia e carità con sincerità, l’opera sacerdotale di Cristo, unicamente intenti a piacere a Dio e non a voi stessi.

La gioia sacerdotale si trova soltanto su questa strada: cercando di piacere a Dio che ci ha eletti. Infine, partecipando alla missione di Cristo, capo e pastore, impegnatevi a unire i fedeli in un’unica famiglia. Ecco le vicinanze proprie del sacerdote: vicino a Dio nella preghiera, vicino al vescovo che è il vostro padre, vicino al presbiterio, agli altri sacerdoti, come fratelli, senza “spellarsi” l’un l’altro, e vicini al popolo di Dio. Abbiate sempre davanti agli occhi l’esempio del Buon pastore che non è venuto per essere servito ma per servire e per cercare e salvare ciò che era perduto». La cerimonia si è tenuta nella Quarta domenica di Pasqua, detta appunto del “Buon Pastore”, che coincideva con la 56ma “Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni”.

I nuovi sacerdoti erano tutti molto emozionati ma anche già consci del loro ruolo. All’ordinazione si sono preparati con alcuni giorni di ritiro e poi una veglia di preghiera insieme al vicario della diocesi di Roma, il cardinale Angelo De Donatis. Occasioni anche per fraternizzare tra loro. Otto provengono dal Collegio diocesano Redemptoris Mater, altri otto dalla Fraternità sacerdotale dei Figli della Croce, uno dal pontificio seminario Romano Maggiore, due da altri collegi. «Questi ragazzi» ha raccontato a Il mio Papa il moderatore dei Figli della Croce, don Giacomo Martinelli «hanno avuto la fortuna di essere educati alla fede in un contesto comunitario, fin da bambini».

Si tratta di un gruppo molto composito. Alcuni sono italiani (da Milano, da Varese e altre parti d’Italia) , ma c’è anche chi viene da Zagabria, come Goran Kuener, che con i suoi 46 anni è il più maturo. Ci sono un giovane peruviano, un salvadoregno, un nuovo sacerdote vietnamita, uno dal Myanmar, un haitiano e persino un nuovo “don” originario del Giappone.

di Nina Fabrizio

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