Il Santo Padre a sorpresa fra gli studenti di un liceo

30 Dicembre 2019 News

tweet

Credit Osservatore Romano

Per gli 800 ragazzi del liceo classico di Roma Pilo Albertelli è il penultimo giorno di scuola prima delle vacanze di Natale ma il vero regalo è stato accogliere il Papa e dialogare con lui per circa un’ora. Quando alle 11.25 di venerdì 20 Francesco varca la soglia dello storico istituto intitolato al professore partigiano, trucidato nelle Fosse Ardeatine, gli studenti esplodono di gioia. Ad accoglierlo, il coro scolastico che intona l’Alleluja, la preside Antonella Corea e Andrea Monda, direttore dell’Osservatore Romano, per anni insegnante di religione nel liceo. «È un sogno che si realizza avere il Papa nella mia scuola» dice subito Monda e il suo pensiero è lo stesso dei tanti giovani che nel cortile, uno accanto all’altro, affacciati alle finestre, in piedi o seduti, parlano con il Pontefice. A lui rivolgono domande personali: quali sono i suoi pensieri prima di andare a dormire o che cosa ricorda di quando insegnava a Buenos Aires, ma anche interrogativi dal taglio più esistenziale. Francesco risponde intervallando riflessioni a battute. Fa sorridere quando ammette: «Prima di dormire penso a tutti voi, ai meno fortunati. Spesso però, appena poggio la testa sul letto, mi addormento di botto». Sollecitato da Eleonora, riflette sulla solitudine e dice: «non è sempre negativa, ma se vissuta male porta alla malinconia. Ogni tanto però bisogna stare un po’ da soli» conclude.

A Damiano che chiede quali parole userebbe per convincere qualcuno a diventare cristiano, il Papa raccomanda di non cadere nello sbaglio del proselitismo. «Non siamo nei tempi delle crociate: ad ebrei e musulmani non si può dire “vieni e convertiti”. Il modo giusto? Se vuoi che ti ascoltino sii coerente con la tua fede!» dice il Papa. Poi parla pure del fenomeno migratorio e dei cambiamenti che ha portato in Argentina. I ragazzi del liceo romano, a cui il Papa affidò le meditazioni della Via Crucis del 2018, lo sanno bene: sono infatti impegnati in progetti di solidarietà e studio e di recente hanno anche inaugurato l’Aula delle Migrazioni. Infine una riflessione sull’amore, quello senza secondi fini, gratuito e raro. «Nell’amore c’è sempre un po’ di egoismo», confida Bergoglio, ricordando tuttavia l’esempio dei genitori che amano senza limiti i propri figli. È «una strada difficile, fatta di potature, di pazienza e piccoli sacrifici ma su questa strada si può anche giocare e sognare». Suona la campanella alle 12.30 e il Papa è ancora lì a rispondere con profondità e schiettezza ad altre due domande sul rapporto tra discepolo e maestro e sulla contraddizione dell’uso della guerra per portare pace e sicurezza. Alla fine dell’incontro è… d’obbligo qualche selfie e lui non si sottrae.

di Cecilia Seppia

TAG

, , ,

VEDI ANCHE