Il primo Papa della mia via

17 ottobre 2018 In Edicola

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43 CoverCari lettori, ero un bambino piccolissimo quando morì Giovanni XXIII, ho un vaghissimo ricordo di quella notizia che rattristò tutta la mia famiglia. Ma se si escludono questi confusi ricordi, il primo papa della mia vita, quello che per tanti anni ho seguito, è stato Paolo VI. L’ho “incontrato” che ero un bambino, se n’è andato quando frequentavo l’Università. Un periodo lunghissimo in cui si diventa uomini e si capiscono molte cose. Il primo ricordo che ho di lui è indiretto, nel senso che lui non c’era: ma c’era, durante una mia visita a San Pietro, l’allestimento per il Concilio Vaticano II che Paolo VI continuò dopo la morte del suo predecessore. Rivedo, ma chissà se la memoria mi inganna, degli alti scranni verdi e mio padre che mi spiegava di che cosa si trattava. Poi la figura di papa Montini è diventata via via sempre più familiare, attraverso le immagini del telegiornale in bianco e nero. Fino a quando, nell’Italia degli anni Settanta martoriata dal terrorismo (e io, studente universitario, che avevo la consapevolezza che attorno a me, seppur nascosti e mimetizzati, c’erano amici e fiancheggiatori di quegli sciagurati assassini) Paolo VI si offrì come ostaggio alle Brigate Rosse in cambio della liberazione di Aldo Moro. Fu uno shock, per me e per tutti, un gesto clamoroso che comprendeva in sé la pietà dell’uomo di Chiesa e la concretezza di un uomo politico, quale Paolo VI, oggi San Paolo VI, sapeva all’occorrenza diventare. Buona lettura

di Aldo Vitali

Il direttore de Il Mio Papa Aldo Vitali

Il direttore de Il Mio Papa Aldo Vitali

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