Il presepe vivente? Facciamolo a casa nostra

20 Dicembre 2019 News

tweet

Credit Osservatore Romano

Nelle ultime settimane papa Francesco ha parlato più volte del presepe. Lo ha fatto con la Lettera apostolica “Admirabile signum”, scritta in occasione della visita a Greccio, il luogo del primo presepe, voluto da san Francesco d’Assisi. Poi lo ha fatto anche il 5 dicembre, ricevendo in udienza le delegazioni dei comuni che hanno donato l’albero e il presepe allestiti in piazza San Pietro: «È una maniera genuina di comunicare il Vangelo, in un mondo che a volte sembra avere paura di ricordare che cos’è veramente il Natale, e cancella i segni cristiani per mantenere solo quelli di un immaginario banale, commerciale» ha detto nell’udienza.

Così, se sullo scorso n.50 di Il mio Papa abbiamo visto come fare il presepe seguendo le parole di Francesco, oggi vogliamo provare fare insieme a voi un presepe vivente, cioè quella rappresentazione della nascita di Gesù realizzata con persone “vere” in una scenografia costruita appositamente con i materiali più diversi. Possiamo allestirlo a casa, invitando magari familiari e amici a una vera e propria recita natalizia; oppure a scuola o, ancora, in parrocchia o sul posto di lavoro.

Per “rubare” qualche consiglio utile, siamo andati a curiosare durante l’allestimento del presepe vivente in una scuola romana, l’Istituto Comprensivo “La Giustiniana”. Osservando le due maestre che si stanno occupando del progetto “Presepe vivente” (con ben 225 bambini delle classi 4° e 5° elementare), Anna Miranda e Annamaria Bruno, e parlando con la dirigente scolastica Marilena Abbatepaolo, abbiamo scoperto un sacco di cose interessanti.

la Capanna

Per le pareti della capanna possiamo utilizzare delle cassette per la frutta in legno, quelle che troviamo in qualsiasi mercato o negozio di ortofrutta, che rivestiremo con la carta roccia. Il tetto, per evitare che il peso eccessivo possa destabilizzare la capanna, lo faremo con cartoni da imballo che sono resistenti ma non troppo pesanti. Anch’essi naturalmente rivestiti con la carta roccia. Se siamo in casa, facciamola nella stanza dove in genere si raduna tutta la famiglia: cucina, soggiorno, salotto… Sul soffitto possiamo attaccare grandi fogli di carta colorati di blu scuro su cui avremo disegnato (o attaccato) delle stelle.

Maria e Giuseppe

Per i genitori di Gesù rifacciamoci all’iconografia tradizionale: entrambi saranno di corporatura esile. Maria avrà lunghi capelli neri e lineamenti delicati e indosserà un abito bianco, molto semplice. Sul capo mettiamo un velo azzurro. Sull’età di Giuseppe si è molto discusso: c’è chi lo immagina anziano e chi, invece, lo pensa poco più grande di Maria. Scegliamo una persona dell’età che ci sembra più adatta e facciamo indossare anche a lui un abito lungo e, sopra, un mantello. In mano avrà un bastone e, volendo, una lampada.

Gesù Bambino

Difficile, se non impossibile, trovare un neonato che stia fermo nel presepe! Per Gesù il consiglio è quello di usare un bambolotto e vestirlo con pochi panni, quelli che aveva a disposizione Maria dopo la sua nascita. Adagiamolo in terra su un po’ di paglia.

il Bue, l’asinello e altri animali

Dei due animali che, secondo la tradizione, avrebbero scaldato Gesù Bambino appena nato, vedremo solo la testa, disegnata su un cartone da cui abbiamo ricavato la sagoma. Le due teste sbucheranno da altrettante pedane in legno dietro cui “immagineremo” che ci sia il corpo. Per le pecore, che nel presepe non mancano mai, possiamo utilizzare sagome di cartone su cui incolleremo dell’ovatta. Per eventuali altri animali saranno sufficienti sagome di cartone ritagliate e colorate.

L’Angelo

Se stiamo tenendo come punto di riferimento le immagini della tradizione, l’angelo sarà vestito di bianco e avrà i capelli (o una parrucca) di color biondo. Se desideriamo, con il cartone e un pennarello dorato possiamo realizzare un bel paio di ali.

La Stella cometa

Per la stella sarà sufficiente disegnarla e ritagliarla su un cartone giallo o colorarla d’oro. Poi la attaccheremo con un po’ di colla o con uno spago alla capanna.

I Re Magi

Anche se non è il 6 gennaio, nel nostro presepe non possono mancare i Re Magi. Diversamente da Maria e Giuseppe non dovranno essere persone di corporatura troppo esile e saranno vestiti elegantemente: possiamo realizzare i loro abiti con pezzi di tessuto lavorato e ricamato. Ciascuno di loro avrà in mano un contenitore con il dono portato a Gesù: possiamo costruirlo con il legno o con il cartone oppure utilizzare vasetti e portagioie che abbiamo a casa.

Gli Artigiani

Come ha detto papa Francesco, nel presepe trovano spesso posto personaggi che non hanno nulla a che fare con il racconto evangelico della Natività. Pensiamo ai fornai, i pescatori, le lavandaie, i fruttivendoli e via dicendo. Mettiamoli anche nel nostro presepe vivente a indicare che nel nuovo mondo inaugurato da Gesù c’è posto per tutti. Gli abiti degli artigiani possiamo cucirli o ricavarli da qualche vecchio costume di carnevale.

Laghetti

e corsi d’acqua

Se decidiamo di mettere nel nostro presepe vivente un piccolo lago o un ruscello, abbiamo diverse opzioni. Se sono piccoli possiamo realizzarli direttamente con la carta stagnola; se li vogliamo realizzare più grandi possiamo utilizzare anche delle vecchie lenzuola di colorare azzurro e modellarle secondo necessità.

Solidarietà

Alla fine di questo lavoro possiamo dare al nostro presepe vivente anche uno scopo solidale, come verrà fatto all’Istituto Comprensivo “La Giustiniana” di Roma dove saranno raccolti fondi per acquistare materiale scolastico destinato a chi non può permetterselo. A casa, in ufficio o a scuola, mettiamo anche noi una cassetta per raccogliere le eventuali offerte di chi, dopo avere ammirato il presepe, deciderà di fare un gesto concreto di solidarietà a favore di una famiglia bisognosa, un’associazione o un ente che si occupa di chi è meno fortunato.

di Tiziana Lupi

TAG

, ,