Il premio Ratzinger a una teologa e a un architetto

21 novembre 2018 News

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Credit Osservatore Romano

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Papa Francesco torna a parlare di un tema che gli sta a cuore da sempre: il ruolo della donna nella Chiesa. Lo fa all’udienza  con i vincitori del Premio Ratzinger per il 2018, nella sala Clementina del Palazzo Apostolico. 

Le parole di Francesco sono chiare: «È molto importante che venga riconosciuto sempre di più l’apporto femminile nel campo della ricerca teologica scientifica e dell’insegnamento della teologia, a lungo considerati territori quasi esclusivi del clero»… Lo spunto viene da una  dei due vincitori del premio, assegnato a personalità di spicco nella ricerca scientifica: la teologa tedesca Marianne Schlosser.

Francesco ha proseguito: «È necessario che l’apporto femminile venga incoraggiato e trovi spazio più ampio, coerentemente con il crescere della presenza femminile nei campi di responsabilità della Chiesa, in particolare, e non solo nel campo culturale. Dopo Teresa d’Avila e Caterina da Siena Dottori della Chiesa non è permesso più alcun dubbio sul fatto che le donne possono raggiungere le vette più alte nell’intelligenza della fede».

L’altro premiato è l’architetto Mario Botta, progettista di molti edifici religiosi. Per lui Francesco ha detto: «Gli edifici sacri sono stati richiamo concreto a Dio e alle dimensioni dello spirito… L’impegno dell’architetto creatore di spazio sacro nella città degli uomini è quindi di valore altissimo, e va riconosciuto e incoraggiato dalla Chiesa».

CHI E’ MARIANNE SCHLOSSER

Tedesca di Baviera come Benedetto XVI, insegna Teologia della spiritualità alla facoltà di Teologia cattolica dell’Università di Vienna. È considerata uno dei più importanti studiosi della teologia e della spiritualità dei Padri della Chiesa (i primi studiosi della dottrina della Chiesa) e dei pensatori del Basso Medioevo (il periodo che va dall’anno Mille al 1492, anno della scoperta dell’America). Ha curato il secondo volume della “Opera Omnia” (cioè completa) di papa Ratzinger e come lui crede nell’importanza della Teologia per comunicare la fede e costruire il dialogo tra il mondo degli studiosi e quello dei credenti; i suoi libri, infatti, non parlano solo ai “professori” ma a un pubblico più vasto perché i tesori della spiritualità vadano diffusi a tutti. Nel 2014 Francesco l’ha voluta nella Commissione Teologica Internazionale e dal 2016 è nella commissione di studio sul diaconato femminile. 

CHI E’ MARIO BOTTA

Architetto svizzero di 75 anni, laureatosi a Venezia, è uno dei fondatori dell’Accademia di Architettura di Mendrisio, in Svizzera, dove ancora insegna. Per Botta è fondamentale che il progetto si fonda con la natura, la cultura e la storia del territorio. Ha firmato molti edifici importanti nel mondo. In Italia il suo nome è particolarmente legato alla Scala di Milano: Botta non ha solo ristrutturato il teatro, ma lo ha anche ampliato aggiungendo due torri, quella scenica (dentro cui si fanno i complicati e “voluminosi” cambi delle scene) e quella “ellittica” (ospita i camerini).  Ha disegnato anche molti edifici di culto, dalla cattedrale di Evry in Francia alla chiesa del Santo Volto di Torino. In questi progetti ha sempre curato molto il “dialogo” tra l’edificio e la luce: l’ingresso della luce negli edifici aiuta a valorizzare gli spazi interni e li “trasforma” con il passare delle ore, dei mesi e delle stagioni. 

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