Il pranzo di papa Francesco con gli “ultimi”

21 Novembre 2019 News

tweet

Credit Osservatore Romano

Giuseppe ha il volto segnato di rughe, una vita nella fatica: alla sua età il domani è ancora incerto. Domenica scorsa però si è sciolto, un sorrisone è spuntato dai suoi occhi azzurrissimi – specchio di una dignità profonda -, quando gli hanno detto: «Ti vuoi accomodare tu alla sinistra del Papa?». Giuseppe si è commosso, ha pianto. E poi ha asciugato le lacrime per non farsi vedere da Francesco. «Sai, oggi è una festa, domani sarà più difficile», ha confidato. Anche lui è stato uno dei 1.500 ospiti d’onore al pranzo con gli ultimi che Bergoglio ha voluto proprio in Vaticano, a casa sua, come se fosse una domenica in famiglia.

Un menù di tutto rispetto: lasagne, bocconcini di pollo alla crema di funghi e purè, tramisu come dolce e caffè, e da bere  acqua, aranciata e coca cola. Ma soprattutto un menù servito da camerieri in giacca bianca che hanno svolto un servizio professionale come per un matrimonio o un grande banchetto. E lo hanno fatto nell’Aula Paolo VI dove si tengono non solo le udienze del Papa quando è brutto tempo e la piazza non lo consente, ma anche concerti e iniziative benefiche che hanno visto sedere nelle prime file autorità e personalità celebri. Il clima era quello delle feste.

Accoglienza e calore. Gli ottanta volontari, giovani donne e giovani uomini, hanno fatto da angeli custodi per un giorno a chi il più delle volte è in mezzo alla strada, dorme all’addiaccio, elemosina un pasto senza magari essere guardato negli occhi. Ed anche a chi è sbarcato in Italia con una viva speranza, in parte ricacciata indietro, come Carmen, peruviana che vive e lavora nel nostro Paese da tredici anni. Ha accompagnato i figli all’ingresso insieme ai volontari dell’Ordine di Malta che la seguono e assistono da tempo e a chi le ha chiesto come si sentiva, ha detto con viso dolce: «Sono molto emozionata, non mi aspettavo veramente questo invito e questo onore di essere accolti così bene, con tutta questa gentilezza e cura».

Anche Ugo è stupito, pure se per lui è la seconda volta che partecipa all’iniziativa. È un “romano de Roma», orfano a tredici anni. L’adolescenza in un istituto alberghiero, tanti lavoretti. A un certo punto anche un lavoro degno, una vita da sposato a Latina. Con la separazione dalla moglie purtroppo si è invece aperta la strada della depressione e da lì una brutta discesa, fino ad essere accolto in un ricovero per clochard nella cittadina laziale. 

Francesco sembra conoscere a fondo le vite di questi amici e ancora vuole conoscere e ascoltare la viva voce di chi soffre. Poco prima di prendere anche lui posto alla tavola imbandita e ben curata, con i fiori al centro e i tovaglioli di stoffa, il Papa ha celebrato nella basilica di San Pietro la messa per la Giornata mondiale dei Poveri, un giorno speciale che ha fatto istituire tre anni fa. E ha spiegato: «Nella smania di correre, di conquistare tutto e subito, dà fastidio chi rimane indietro ed è giudicato scarto: quanti anziani, quanti nascituri, quante persone disabili, poveri ritenuti inutili. Questa fretta del tutto e subito non viene da Dio». 

Quindi ha lanciato un monito: «Non va seguito chi diffonde allarmismi e alimenta la paura dell’altro e del futuro, perché la paura paralizza il cuore e la mente. Eppure, quante volte ci lasciamo sedurre proprio dalla fretta, di voler sapere ‘tutto e subito’, dal prurito della curiosità, dall’ultima notizia eclatante o scandalosa, dai racconti torbidi, dalle urla di chi grida più forte e più arrabbiato».

Francesco si è poi rivolto anche alla piazza all’appuntamento dell’Angelus. «Ringrazio per le tante iniziative in favore dei bisognosi, questo deve testimoniare l’attenzione che non deve mai mancare nei confronti dei nostri fratelli e sorelle».

Il Papa si riferiva all’eccezionale presidio per i Poveri allestito in piazza San Pietro di cui parliamo nel servizio a pagina 12: un vero ospedale da campo che si è realizzato grazie al contributo di tanti volontari, dagli stessi camici bianchi, alle crocerossine, agli infermieri. Prima di congedarsi dalla folla, ha voluto condividere la sua ultima riflessione: «Ho visto pochi minuti fa alcune statistiche di povertà… fanno soffrire! L’indifferenza della società verso i poveri…Preghiamo».

CHE COSA E’ LA GIORNATA MONDIALE SUI POVERI

La Giornata mondiale dei Poveri è stata istituita dal Papa tre anni fa e si celebra ogni anno in Vaticano, e adesso anche in molte parrocchie, con iniziative in favore degli ultimi: pranzi, presidi ambulatoriali, distribuzione di pacchi dono. Francesco ha voluto così, tra le tante giornate mondiali già celebrate dalla Chiesa aggiungerne una dedicata solo a chi soffre l’indigenza. Un segno forte all’interno e all’esterno dell’istituzione ecclesiastica.

PERCHE’ NELLA LASAGNA NON E’ STATA USATA CARNE DI MAIALE

«Non c’è carne di maiale nel menù, tutti possono mangiare tranquillamente tutto». È la rassicurazione ulteriore che monsignor Rino Fisichella, l“organizzatore” dell’incontro ha voluto dare agli ospiti del pranzo speciale col Papa. Il menù è stato voluto così, senza utilizzare la carne di maiale per far sentire accolti anche i membri di religioni diverse da quella cattolica. I musulmani praticanti non mangiano il maiale perché il Corano lo vieta: la carne è definita “immonda”, quindi proibita. Anche per gli ebrei, il maiale, pure se insaccato come il prosciutto, è severamente vietato.

di Nina Fabrizio

TAG

, , ,

VEDI ANCHE