Il pensiero del Papa è sempre rivolto a chi soffre

29 Dicembre 2016 News, Parole e pensieri

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Credit Osservatore Romano

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Dopo avere dedicato l’omelia della messa della notte di Natale all’infanzia sofferente di tutto il mondo, nella benedizione Urbi et Orbi del 25 dicembre e nell’Angelus di Santo Stefano Francesco ha richiamato l’attenzione di tutti su altri due drammi: le guerre e il martirio dei cristiani.

L’elenco dei Paesi ricordati il giorno di Natale è lungo: Siria, Terra Santa, Iraq, Libia, Sud Sudan, Repubblica Democratica del Congo, Yemen, Ucraina, Colombia, Venezuela, Myanmar e Corea. Nell’elenco c’è posto anche «per chi è stato ferito o ha perso una persona cara a causa di efferati atti di terrorismo, che hanno seminato paura e morte nel cuore di tanti Paesi e città»; per chi soffre la fame, i profughi, i migranti, i rifugiati; «per chi è segnato dal disagio sociale ed economico e chi patisce le conseguenze dei terremoti o di altre catastrofi». 

Il 26 dicembre, giorno in cui la Chiesa ricorda il primo martire santo Stefano, Francesco ha parlato della persecuzione dei cristiani: «Oggi la Chiesa sperimenta dure persecuzioni, fino alla suprema prova del martirio. Quanti nostri fratelli e sorelle nella fede subiscono soprusi, violenze e sono odiati a causa di Gesù! Io vi dico una cosa, i martiri di oggi sono in numero maggiore rispetto a quelli dei primi secoli». Francesco ha concluso, poi, con una preghiera per la tragedia aerea del 25 dicembre con la morte del coro russo dell’Armata Rossa. «Esprimo vive condoglianze per la triste notizia dell’aereo russo precipitato nel mar Nero. Il Signore consoli il caro popolo russo e i familiari dei passeggeri che erano a bordo».

di Tiziana Lupi

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