Il Papa torna a casa e porta i fiori alla Madonna

23 Luglio 2015 Mondo di Francesco, News

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Credit: Osservatore romano

La prima uscita pubblica di papa Francesco, alle 8 del mattino del 14 marzo 2013, poche ore dopo l’elezione, fu per recarsi alla basilica di Santa Maria Maggiore, nell’omonima piazza romana in vetta al colle Esquilino.

Andò nella cappella Paolina e pregò l’icona della Madonna detta Salus Populi Romani (salvezza del popolo romano). Fu una preghiera “personale” a Maria, a cui avrebbe affidato il suo magistero, frutto di una devozione profonda, anche se accompagnata da gesti semplici, come il dono di un mazzo di fiori (quel giorno presi da un tavolo di Casa Santa Marta!) che Francesco non avrebbe mai dimenticato nelle visite successive.

Visite che sono state numerose: il Papa è tornato a Santa Maria Maggiore altre 22 volte. L’ultima lunedì 13 luglio, dopo il viaggio in Sudamerica. Del resto è diventata sua consuetudine recarsi a pregare nella basilica prima e dopo ogni viaggio all’estero. La visita del 13, quindi, è stata come le altre: eccezionale e normale insieme. 

Subito dopo l’atterraggio a Ciampino, l’automobile del Papa si è diretta all’Esquilino. Il Santo Padre è stato accolto a Santa Maria Maggiore dal cardinale spagnolo Santos Abril y Castellò, arciprete della basilica.

Nel cortile ha salutato i sacerdoti e quindi è andato verso la cappella della Salus Popoli Romani, percorrendo la navata destra. Qui ha salutato anche i padri penitenzieri, ovvero i sacerdoti confessori a disposizione dei pellegrini, e proprio a chi era nel confessionale ha ricordato di essere misericordioso con un suggerimento semplice e inequivocabile: «Siate buoni!»

Durante il percorso – che più o meno è sempre lo stesso – Francesco è accompagnato dal cardinale Santos Abril y Castellò, con cui ha un rapporto particolare: parlano la stessa lingua e si conoscono da anni. A volte è lo stesso cardinale a preparare i fiori con cui il Papa renderà omaggio alla Madonna (prima dei viaggi, invece, talvolta è stato chiesto ai frati francescani dell’Immacolata presso la basilica di comporre il mazzo con fiori dai colori delle bandiere dei Paesi da visitare).

Santa Maria Maggiore non chiude mai durante le visite di Francesco. Il Santo Padre ci tiene che ci siano i fedeli, e più di qualche fortunato in visita alla basilica ha avuto occasione d’incontrarlo. Del resto, il vero motivo della visita è la preghiera e Francesco comunica la sua devozione ai presenti

Dopo aver pregato in ginocchio nella cappella, il Papa si siede e recita il rosario; poi, prima di uscire, si volge sempre a dare un ultimo sguardo alla Vergine. All’altare della Madonna vengono anche lasciate intenzioni di preghiera e doni ricevuti dal Papa durante il viaggio: dal Brasile, per esempio, sono stati lasciati una bandiera e un pallone da calcio…

Nella basilica è conservato un altare particolare: è quello dove Ignazio di Loyola, fondatore dei gesuiti (l’ordine a cui appartiene il Papa), celebrò la prima messa, nella notte di Natale del 1538.

Si dice che il Santo consegnasse ai primi missionari un crocifisso e un’immagine della Salus Populi Romani. Oggi Francesco, gesuita, è vescovo di Roma e si affida nella missione alla stessa Madonna.

La storia della Salus populi romani

L’icona “Salus Populi Romani”, salvezza del popolo romano, è una delle più antiche venerate a Roma (la datazione è discussa) ed è attribuita a san Luca, l’evangelista che ha lasciato maggiore testimonianza della madre di Gesù. Questa immagine è da sempre legata alle vicende della città. Nel 590 papa Gregorio Magno la portò in processione per le strade flagellate dalla peste e la peste sparì: da allora fu trasferita in Santa Maria Maggiore. Quasi mille anni dopo, nel 1571, papa Pio V la pregò per la vittoria della flotta cristiana contro quella musulmana nella battaglia di Lepanto. Nel 1954 Pio XII l’incoronò Regina del mondo quando proclamò il dogma dell’Assunzione di Maria. San Giovanni Paolo II la indicò, infine, come protettrice delle Giornale Mondiali della Gioventù.

di Adriano Alimonti

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