Il Papa rivede l’amica Emma Bonino

18 Novembre 2016 Parole e pensieri

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Credit Osservatore Romano

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Su molte questioni non la pensano allo stesso modo, ma la loro stima reciproca è molto forte.Così Bergoglio e l’ex ministro degli Esteri Emma Bonino, storica esponente Radicale, hanno avuto un altro incontro, il secondo. Un incontro amichevole durato più di mezz’ora del quale si conosce ben poco. Sappiamo che i due si sono intrattenuti in un “colloquio focalizzato soprattutto sui temi dei flussi migratori, dell’accoglienza ai migranti e della loro integrazione”.

È probabile che Emma Bonino non abbia voluto diffondere la notizia per non accendere di nuovo i riflettori sulla sua persona, ma quello che il Pontefice pensa di lei è noto: è «tra i grandi dell’Italia di oggi», insieme a Giorgio Napolitano e a Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa.  Bergoglio disse al direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana, «Emma Bonino è la persona che conosce meglio l’Africa e ha offerto il miglior servizio all’Italia per conoscere questo Continente. E a chi mi dice: ma è gente che la pensa in modo molto diverso da noi. Rispondo: vero, ma pazienza. Bisogna guardare alle persone, a quello che fanno».

Nel loro primo incontro del 4 novembre 2015 la leader politica presentò al Papa alcune iniziative a favore dei bambini profughi messe in campo dalla Fondazione “La fabbrica della pace”. E quando seppe della malattia della Bonino (un tumore ai polmoni), il Papa fece «una inaspettata quanto graditissima telefonata» che la incoraggiava «a tenere duro e a non perdersi d’animo». Ora, a quanto pare, il male se ne è andato, restituendole la salute e lasciando i suoi medici particolarmente sorpresi. Non è tutto.
Fu la Bonino a propiziare la chiamata del Papa a Marco Pannella, il leader radicale, morto il 19 maggio di quest’anno, all’epoca ricoverato in clinica per un difficile intervento.

ADDIO A UMBERTO VERONESI

Nel giorno in cui il Papa ha incontrato Emma Bonino, guarita da un cancro ai polmoni, è morto a Milano, a 91 anni, l’oncologo di fama mondiale Umberto Veronesi (nella foto, proprio con la Bonino). Ha dedicato la vita alla lotta ai tumori, è stato creatore e presidente della Fondazione per la ricerca sul cancro che porta il suo nome nonché ministro della Sanità e senatore. «Un grande medico e un grande scienziato, che ha aperto vie nuove nella lotta contro il cancro e ha lasciato una preziosa eredità» ha detto di lui il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Tante sono state le sue battaglie per la salute e per la cultura scientifica. Anche Veronesi aveva idee contrastanti rispetto a quelle della Chiesa, come l’eutanasia, ma d’altra parte il suo motto era: ricerca e laicità. Prima all’Istituto dei tumori di Milano e poi allo I.E.O., Veronesi ha lavorato attraendo grandi menti  provenienti da ogni parte del mondo e ha formato decine di brillanti giovani chirurghi.

di Cecilia Seppia

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