Il Papa incontra una famiglia colpita dal terremoto

3 Novembre 2016 News

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Credit Osservatore Romano

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La terra torna a tremare, la gente fugge, le case e le chiese crollano. Dopo il terribile sisma del 24 agosto, in cui sono morte 298 persone, il Centro Italia è stato nuovamente colpito da una devastante serie di terremoti. La prima volta è successo mercoledì 26 ottobre con due scosse molto forti. Ma è niente rispetto a quella di domenica 30: alle 7.40 del mattino una scossa registra i 6.5 gradi nella scala Richter, il più potente mai registrato nel nostro Paese dopo il 1980, l’anno del sisma in Irpinia.

A esserne vittima sono state soprattutto le province di Perugia e Macerata, oltre che le stesse zone già distrutte dal movimento tellurico dell’estate scorsa. Per fortuna non ci sono stati morti (la maggior parte dei paesi, infatti, erano già stati evacuati in agosto), ma interi comuni sono stati rasi al suolo e sono oltre 40mila gli sfollati.

Anche se si teme che il numero possa crescere fino a 100mila. La splendida basilica di Norcia è crollata e persino a Roma si sono avuti dei danni: una crepa è comparsa sulla facciata della basilica di San Paolo fuori le mura, mentre nella basilica di San Lorenzo sono crollati dei calcinacci: per qualche ora i Vigili del Fuoco hanno anche controllato eventuali danni in San Pietro, ma non è stato trovato nulla.

 Papa Francesco, pur impegnato con il viaggio apostolico in Svezia anche questa volta non ha fatto mancare il suo abbraccio a chi in queste ore sta soffrendo. Domenica all’Angelus ha detto: «Esprimo la mia vicinanza alle popolazioni dell’Italia Centrale colpite dal terremoto. Anche questa mattina c’è stata una forte scossa. Prego per i feriti e per le famiglie che hanno subito maggiori danni, come pure per il personale impegnato nei soccorsi e nell’assistenza. Il Signore Risorto dia loro forza e la Madonna li custodisca». Parole accorate che hanno fatto seguito al toccante incontro avuto dal Santo Padre mercoledì dopo l’udienza generale sul sagrato di San Pietro, quando ha abbracciato la piccola Giorgia di 4 anni, insieme ai suoi genitori Michela Sirianni Massaro e Fabio Rinaldo. Nel terremoto del 24 agosto hanno perso Giulia, che era la figlia più grande.

Michela e Fabio hanno raccontato al Papa quelle 17 ore drammatiche dopo il sisma, con Giorgia che rivede la luce grazie alla caparbietà dei soccorritori e Giulia (11 anni) che invece «non ce l’ha fatta ad uscire viva dalle macerie»: ha detto la madre al Papa. È una donna provata, ha confidato a Francesco di essere «una mamma cristiana smarrita» ancora incapace di spiegare la morte della sua bimba, ma comunque grata perché tra le sue braccia può ancora stringere Giorgia.

«Siamo felici che sia viva – ha aggiunto Michela – e che per molti sia divenuta persino un simbolo di speranza, con il suo sorriso bellissimo; ma la perdita di Giulia offusca la nostra voglia di vivere e non riusciamo ancora a farci forza per andare avanti». È per questo che, stringendo la foto della loro figlia scomparsa, hanno bussato alla porta del cuore del Papa, spinti all’incontro dalla carezza che Francesco aveva riservato, poco dopo il terremoto e sempre in piazza San Pietro, a Leo, il cane eroe che trovò tra i detriti le due bambine. E il Papa ha risposto donando carezze, pregando il Signore, condividendo il dolore di Michela e Fabio che ancora oggi parlano di Giulia al presente e che la sentono viva. 

Papa Bergoglio avrà pensato anche a loro giovedì scorso, nella sua omelia alla messa a Casa Santa Marta, in seguito al primo terremoto di Macerata e Perugia, infatti, è tornato a parlare di questi drammi. Il Papa ha ricordato che «anche oggi davanti alle calamità, alle guerre che si fanno per adorare il dio denaro, a tanti innocenti uccisi dalle bombe che gettano giù gli adoratori dell’idolo denaro, anche oggi il Padre piange, anche oggi dice: “Gerusalemme, Gerusalemme, figlioli miei, cosa state facendo?’. E lo dice alle vittime poverette e anche ai trafficanti delle armi e a tutti quelli che vendono la vita della gente. Ci farà bene pensare che il nostro Padre Dio si è fatto uomo per poter piangere e ci farà bene pensare che nostro Padre Dio oggi piange: piange per questa umanità che non finisce di capire la pace che Lui ci offre, la pace dell’amore».

Tra le tante storie drammatiche di questi giorni c’è anche quella delle sette suore di clausura di Norcia, sopravvissute al crollo delle basilica dedicata a san Benedetto. Domenica mattina,  quando il terremoto ha devastato la loro chiesa, erano nel chiostro in attesa della messa insieme al priore, padre Cassiano e a un giovane padre brasiliano di nome Gregorio. Rimaste bloccate, sono state salvate in tempo dai vigili del fuoco che hanno sfondato un portone e sono riusciti a portarle in strada, lontano dai calcinacci che continuavano a cadere. Giunte in piazza, hanno recitato un rosario. E pure di fronte a questo spavento, le sette religiose sono più determinate che mai: «Il vescovo ci vuole mandare a Trevi. Ma noi vogliamo un prefabbricato: finché c’è una persona a Norcia, noi restiamo. Fino a quando il monastero non sarà accessibile e potremo illuminare le anime come voleva santa Chiara», ha dichiarato suor Maria Raffaella, la più anziana del gruppo.

CENTO ANNI DI TERREMOTI IN ITALIA

I terremoti dei giorni scorsi sono gli ultimi di una serie che ha colpito l’Italia. Ecco la storia dei peggiori sismi degli ultimi cento anni.

1908: Messina e Reggio Calabria vengono colpite dalla maggiore catastrofe naturale in Europa: tra i 90 e i 120mila morti.

1915: Avezzano (AQ), nella stessa zona dei terremoti di questi ultimi anni; circa 33mila vittime.

1930: l’Irpinia è colpita da un primo gravissimo sisma negli anni 30 con quasi 1400 morti.

1968: la zona del Belice (Sicilia) è rasa al suolo: 379 vittime.

1976: in Friuli sono state 976 le vittime, nel più tremendo evento sismico nel Nord. 

1980: la provincia di Avellino torna a essere colpita con 2735 vittime.

1997: inizia il recente ciclo di sismi in Centro Italia. Nella basilica di Assisi  crolla la volta di Giotto; 11 vittime.

2002: 30 morti in Puglia e Molise.  

2009: il terremoto dell’Aquila causa 309 vittime.

2012: due sismi a pochi giorni di distanza colpiscono l’Emilia; 23 vittime.

2016: Amatrice e Accumoli colpite il 24 agosto; 298 vittime.

di Benedetta Capelli e Matteo Valsecchi

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