Il Papa ha “spretato” un sacerdote cileno pedofilo

3 ottobre 2018 News

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Credit Osservatore Romano

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Nella lotta senza tregua alla pedofilia nella Chiesa, papa Francesco ha compiuto un nuovo passo avanti. Duro, significativo e, anche, dimostrativo della sua intenzione di non mollare la presa su quella che si sta rivelando una vera e propria piaga.  Giovedì 27 settembre Bergoglio ha firmato il decreto con cui ha dimesso dallo stato clericale (una volta si diceva “ridotto allo stato laicale” o volgarmente “spretato”) Fernando Karadima Fariña, sacerdote cileno colpevole di numerosi abusi sessuali ai danni di minorenni nella diocesi di Osorno e già condannato nel 2011 dalla Congregazione per la dottrina della fede a una vita di preghiera e penitenza. La notizia è stata resa nota dalla Santa Sede con un comunicato stampa breve ma preciso nella spiegazione delle modalità con cui il fatto è avvenuto. 

Nella nota si legge: “Il Santo Padre ha esercitato la sua potestà ordinaria suprema, piena, immediata e universale sulla Chiesa, potestà che può sempre esercitare liberamente (Codice del Diritto Canonico, canone 331), cosciente del suo servizio al popolo di Dio come successore di San Pietro”. Non dimentichiamo che il Papa è un sovrano assoluto e gode dei pieni poteri sulla Città del Vaticano e sulla Chiesa.

Ed è in virtù di questi poteri che ha potuto ridurre Karadima allo stato laicale. Il sacerdote ha perso automaticamente i diritti propri dello stato clericale e non è più tenuto ai relativi obblighi. Ha perso, inoltre, dignità e compiti ecclesiastici, è stato escluso dal sacro ministero, non può più avere compiti direttivi in ambito pastorale e non può insegnare discipline teologiche.    

La decisione di Francesco è per ammissione stessa del portavoce vaticano Greg Burke qualcosa di eccezionale: «È un passo in più nella linea ferrea di Papa Francesco di fronte agli abusi. Eravamo davanti a un caso molto serio di marciume che andava strappato alla radice. Si tratta di una misura eccezionale, ma i delitti gravi di Karadima sono stati un danno eccezionale in Cile. Il Papa agisce in coscienza e la motivazione è il bene della Chiesa». Non è dato sapere cosa farà adesso l’ottantottenne Karadima, probabilmente rimarrà a vivere in pensione nella struttura cattolica alla periferia della capitale cilena nella quale abita da quando è stato condannato dalla Congregazione per la dottrina della fede. Quel che è certo è che la decisione nei suoi confronti di Francesco è stata accolta con soddisfazione da chi ha subito gli abusi del sacerdote cileno: “Il pedofilo Karadima espulso dal sacerdozio. Nessuno avrebbe pensato che sarebbe venuto questo giorno. Un uomo che ha rovinato la vita a tante persone. Ringrazio papa Francesco per avere infine preso questa decisione. Spero che molti sopravvissuti sentano oggi un lieve sollievo” ha scritto Juan Carlos Cruz, una delle vittime di Karadima che Bergoglio ha ricevuto a Casa Santa Marta nel maggio scorso. 

Papa Francesco, dal canto suo, siamo certi che non si fermerà qui e prenderà tutti i provvedimenti che riterrà necessari. Nel frattempo, considerando come ha detto, la pedofilia opera del diavolo, due giorni dopo il decreto contro Karadima, ha invitato i fedeli di tutto il mondo a pregare il Rosario ogni giorno durante il mese di ottobre per chiedere alla Vergine Maria e a San Michele Arcangelo di proteggere la Chiesa dal diavolo che mira a dividere la comunità cristiana e per chiedere di renderla sempre più consapevole degli errori commessi. Insomma, chi si aspettava una risposta da papa Francesco l’ha avuta. Spiazzante, come sempre.

LE PREGHIERE CHE IL PAPA CI CHIEDE DI RECITARE ALLA FINE DEL ROSARIO

Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio. Non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, ma liberaci da ogni pericolo, o Vergine Gloriosa e Benedetta. Amen

San Michele Arcangelo, difendici nella lotta: sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del demonio. Supplichevoli preghiamo che Dio lo domini e Tu, Principe della Milizia Celeste, con il potere che ti viene da Dio, incatena nell’infermo satana e gli spiriti maligni che si aggirano per il mondo per far perdere le anime. Amen.

di Tiziana Lupi

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