Il Papa nomina il nuovo Camerlengo. Chi è e che cosa fa

20 Febbraio 2019 News

tweet
Credit Osservatore Romano

Credit Osservatore Romano

Papa Francesco ha nominato il nuovo Camerlengo di Santa Romana Chiesa. Si tratta del cardinale Kevin Joseph Farrell, Prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, che succede al cardinale Jean Louis Tauran, scomparso nel luglio scorso, che ricordiamo per avere pronunciato il fatidico annuncio “Habemus Papam” dell’elezione di Bergoglio. Quella del Camerlengo è una figura importante nella gerarchia ecclesiastica; vediamo insieme quali sono i suoi compiti, essenzialmente legati al momento della morte del Papa e a quelli successivi.

HABEMUS PAPAM? NO. Non è compito del Camerlengo annunciare l’elezione del nuovo Papa dopo la fumata bianca. Nel 2013 il cardinale Tauran lo fece in quanto Cardinale Protodiacono e non come Camerlengo. Tauran lo divenne per decisione di papa Francesco nel 2014.

RESIDENZA PAPALE. Dopo la morte del Papa, il Camerlengo appone i sigilli agli spazi privati della residenza del Pontefice. Poi comunica il decesso al cardinale vicario di Roma, al Cardinale Arciprete della Basilica Vaticana e al Decano del Collegio Cardinalizio che, a sua volta, deve darne notizia ai cardinali (e convocarli a Roma per il conclave), al corpo diplomatico e ai capi di Stato del mondo. Il Camerlengo prende anche possesso del Palazzo Apostolico Vaticano e dei Palazzi del Laterano e di Castel Gandolfo.

L’ANELLO PISCATORIO. Una volta accertata la morte, il Camerlengo deve rimuovere l’anello piscatorio dal dito del Papa e ordinare che il sigillo papale venga nfranto. Anche in questo caso si tratta di un’usanza del passato, volta a evitare che si potesse retrodatare qualche documento.

LA SEDE VACANTE. Spirato il Pontefice, il Camerlengo presiede la sede vacante, al cui inizio si preparano i funerali del Papa defunto e si avviano i lavori per il conclave. Nella gestione quotidiana della Chiesa il Camerlengo è aiutato da tre Cardinali Assistenti. 

SE IL PAPA E’ ASSENTE. Se il Papa è assente perché in viaggio o per qualsiasi altro motivo, al Camerlengo spetta il compito di amministrare i beni temporali della Chiesa. 

LA MORTE DEL PAPA. Al Camerlengo spetta anche il compito di verificare, in caso di morte del Papa, che questi sia realmente deceduto, alla presenza del Maestro delle Celebrazioni Liturgiche, dei Prelati Chierici e del Segretario e Cancelliere della Camera Apostolica. Anticamente si usava picchiettare la fronte del pontefice con un martelletto d’argento con sopra inciso lo stemma papale. Ad interrompere la tradizione Fino alla morte di Giovanni XXIII, inoltre, è stata usata la formula del “Vere Papa mortuus est” (cioè: il Papa è davvero morto). Prima di pronunciarla, il Camerlengo chiamava tre volte il defunto con il nome di battesimo. Attualmente il Camerlengo si limita a stendere un velo sul viso del Papa defunto. 

C’E’ CHI DA CAMERLENGO E’ DIVENTATO PAPA. È capitato nella storia della Chiesa che un Camerlengo sia stato eletto Papa. Ma tutavia si tratta di un evento che si verifica raramente. Negli ultimi tre secoli è successo solo due volte: con Vincenzo Gioacchino Pecci, eletto nel 1877 con il nome di Leone XIII, e con Eugenio Pacelli, diventato nel 1935 papa Pio XII. Quest’ultimo, secondo la tradizione, sarebbe stato protagonista di un simpatico aneddoto: alla morte di papa Pio XI, qualcuno gli avrebbe dato il martelletto d’argento per verificare il decesso, usanza caduta in disuso già da molto tempo. Pacelli, guardando i presenti, avrebbe detto che non gli sembrava il caso di battere il martelletto sulla fronte del Pontefice defunto e lo avrebbe fatto riporre. 

di Tiziana Lupi

TAG

, ,

VEDI ANCHE