Il Papa ha festeggiato la Beata Vergine di Guadalupe

20 Dicembre 2019 Parole e pensieri

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Credit Osservatore Romano

Tra canti, percussioni, maracas, il suono inconfondibile della chitarra chiamata “jarana jarocha”, gli abiti tradizionali e i colori, la basilica di San Pietro, giovedì scorso si è trasformata in un lembo di terra latina. Il motivo è ormai noto: la celebrazione della messa della Beata Maria Vergine di Guadalupe, nel giorno di festa a lei dedicato.

Al centro della messa, animata dal coro del Collegio Pio Latino Americano insieme a quello della Cappella Sistina, in questo atto di omaggio divenuto consuetudine per il pontificato di Francesco, c’è infatti la “Morenita”, patrona delle Americhe e di tutti i popoli di lingua spagnola. È la protettrice dei “latinos” e dei migranti che cercano di attraversare il confine messicano per raggiungere gli Stati Uniti, lei la Guadalupana, che ogni anno attira a sé oltre 20 milioni di pellegrini nel suo Santuario poco lontano da Città del Messico.

Nell’omelia il Papa, davanti a decine di rappresentanti indios parla a braccio e in spagnolo, lingua madre, lingua del cuore e descrive subito la Madonna usando tre aggettivi: donna, madre e meticcia. Tanti, infatti, sono stati nel corso dei secoli gli appellativi che la pietà popolare ha voluto attribuire alla Vergine. Ma nessuno di essi, nota subito il Pontefice, ha mai toccato il fatto che lei fosse donna e discepola.

Maria invece è donna e signora, «donna con la signoria di essere tale», e in virtù del suo essere donna, è pure discepola, fedele al suo Maestro che è anche suo Figlio, l’unico Redentore. E mai ha voluto prendere per sé qualcosa di suo Figlio, mai si è presentata come una co-redentrice, decidendo di condividere con Gesù la potestà di redimere l’umanità e non lo ha fatto perché lei è anche Madre, abituata a dare la vita anziché a trattenerla per sé. Ecco che l’accento del Papa cade sulla maternità di Maria che «è Madre nostra, di tutti i popoli, madre della Chiesa, ma prima ancora madre dei nostri cuori e delle nostre anime».

È a questo punto che Francesco approfitta per ribadire un concetto a lui caro: cioè che guardando all’esempio di Maria, il ruolo della donna nella Chiesa non si può ridurre a mera funzionalità, cioè a burocrazia e compiti da svolgere o caselle da riempire, perché questo atteggiamento svilisce la sua natura e la sua chiamata: la donna è molto di più di una funzione da svolgere!

Ma è quando il Papa si sofferma sul terzo aggettivo che desta maggiore curiosità. Maria, per Bergoglio, è infatti anche «meticcia», come il volto della Guadalupana, davanti alla quale al termine della celebrazione il Papa si ferma a lungo a pregare. Spiega infatti: «Maria ha voluto essere meticcia, si è mescolata non solo con Juan Dieguito (il contadino che ebbe l’apparizione, ndr.), ma con il popolo. È diventata meticcia per essere madre di tutti, si è “meticciata” con l’umanità. Perché lo ha fatto? Perché lei ha “meticciato” Dio e questo è il grande mistero: Maria madre meticcia, che ha fatto Dio, vero Dio e vero uomo, in suo Figlio Gesù».

LA STORIA DELLA VERGINE DI GUADALUPE

Tra il 9 e il 12 dicembre 1531, durante l’epopea dei conquistadores e l’avvio della schiavitù per milioni di indios Nuestra Señora de Guadalupe, apparve sulla collina del Tepeyac a Città del Messico dove ora c’è un santuario, a Juan Diego Cuauhtlatoazin, giovane contadino indigeno e uno dei primi aztechi a convertirsi al cristianesimo. Sul suo mantello, usato per cogliere fiori che la Vergine gli fece trovare fuori stagione in quel luogo, si impresse l’icona di Maria: immagine piena di simboli legati agli astri e ancora sotto studio. Da qui milioni di indios chiesero di essere battezzati.

di Cecilia Seppia

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