Il Papa e gli amici della chiesa di Ciampino

4 Gennaio 2018 Parole e pensieri

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03 papa CiampinoPochi giorni fa, martedì 2 gennaio, si è celebrato il terzo anniversario della morte di don Giuseppe Todde, che per quasi quarant’anni ha diretto e curato la chiesa Santuario della Beata Vergine Maria di Ciampino. Don Giuseppe non è stato soltanto un parroco molto amato dalla comunità di questo piccolo comune alle porte di Roma, ma ha anche avuto un’amicizia molto intensa con papa Francesco. A raccontarci i dettagli di questo legame, nato ancor prima che Bergoglio diventasse Pontefice, è suo fratello Francesco, che ci ha aperto le porte di casa svelandoci qualche aneddoto curioso. «L’amicizia tra mio fratello e papa Francesco risale agli anni in cui don Peppino, come lo chiamavano i fedeli, guidava la parrocchia di Ciampino e concretizzò i desideri dei fedeli del quartiere della Folgarella, edificando lì la nuova chiesa che prese il posto della piccola cappella ospitata in una casetta isolata. Siccome il quartiere iniziava a popolarsi sempre di più, le esigenze della parrocchia si moltiplicavano e mio fratello decise di ricorrere alla collaborazione di sacerdoti esterni che potessero dargli una mano». 

Siamo alla fine degli anni ’80, e in quel periodo a Ciampino  cominciava l’attività di apostolato di tanti giovani sacerdoti gesuiti argentini, che partivano dal Sudamerica e venivano in questa piccola parrocchia della periferia romana per formarsi e imparare l’italiano. Nei 38 anni di permanenza di don Giuseppe nella Beata Maria Vergine del Rosario, sono stati almeno una trentina i gesuiti argentini che hanno dato supporto al parroco. E indovinate un po’ chi era il superiore incaricato di seguire da Buenos Aires questo rapporto? Ovviamente era il futuro papa Francesco, che a quell’epoca, ancora monsignore, era stato prima rettore dello studentato dei gesuiti a Buenos Aires e poi provinciale per tutta l’Argentina. «In quegli anni Bergoglio era il referente principale di quei giovani sacerdoti», prosegue Francesco Todde. 

«Quando veniva a Roma per recarsi in Vaticano, il Papa voleva sempre passare qui a Ciampino per ringraziare personalmente mio fratello per come si prendeva cura dei suoi giovani sacerdoti argentini. Ogni volta rimanevano ore a parlare e quel rapporto di stima si è presto trasformato in un’amicizia sincera che sarebbe durata a lungo». 

Quando nel 2001 Jorge Mario Bergoglio fu nominato cardinale da papa Giovanni Paolo II, la famiglia di don Giuseppe ebbe anche la gioia di ospitare per una decina di giorni nella propria casa la sorella del neo porporato, la signora Marta Regina, insieme a tutta la sua famiglia. Ma non solo: la sorella del Papa è anche mamma di padre José Luis, che nella parrocchia di Ciampino è molto conosciuto e stimato. «Anche per vicinanza con questo suo nipote, il Papa veniva spesso a celebrare la messa nella nostra chiesa, anche perché era devotissimo alla vergine Santa. In  quel periodo, Bergoglio restava a parlare con don Giuseppe per ore, e puntualmente si fermava a Ciampino con lui e tutta la nostra  famiglia per il pranzo domenicale», spiega ancora Francesco Todde. 

Il legame del Pontefice con la famiglia Todde si è consolidato sempre di più. E quando veniva a Roma, Bergoglio appena poteva da don Giuseppe e da suo fratello Francesco. «Quando stava qui da noi, si sentiva in famiglia. Adorava la cucina di mia moglie Anna Rosa e gli piaceva tanto raccontare le barzellette. Inoltre, malgrado il Vaticano gli mettesse a disposizione una macchina con autista, lui preferiva sempre venire con i mezzi pubblici. Io insistevo per andarlo a prendere con la mia macchina, ma non c’era verso di fargli cambiare idea». Quando nel 2013 Bergoglio è diventato Pontefice, a casa della famiglia Todde è stata festa grande. Nessuno si aspettava che il Papa, con tutti i suoi impegni e l’agenda piena, avrebbe trovato il tempo di mantenere quell’amicizia. «E invece i contatti non si sono mai interrotti», racconta commosso Francesco. «Bergoglio mi chiama sempre il giorno del mio compleanno. Non avrei mai immaginato che trovasse il tempo di farlo. Figuratevi che due anni fa si è perfino scusato per avermi fatto gli auguri in ritardo». 

L’ultima volta che Francesco e Anna Rosa hanno incontrato di persona il Papa è stato il 2 novembre scorso, in occasione della visita del Pontefice alle Fosse Ardeatine. «Quel giorno era pieno di gente, io e mia moglie eravamo convinti che sarebbe stato impossibile salutarlo. Invece, quando si è accorto di noi, ci è venuto incontro e ci ha salutato con grande affetto. Ci ha detto che prega sempre per noi e che non dimenticherà mai l’affetto che c’è stato con nostro fratello. Questa amicizia per me è un dono di Dio».

di Francesco Morrone

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