Il Papa dà un tetto a chi ne ha bisogno

14 ottobre 2015 Mondo di Francesco, News

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Credit Osservatore Romano

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Il nuovo regalo di papa Francesco ai poveri di Roma porta nel nome il profumo del suo pontificato. Il dormitorio di via dei Penitenzieri, a due passi dal Vaticano e aperto pochi giorni fa, si chiama infatti Dono di Misericordia.

“«Dono», perché vero dono della Comunità religiosa; «di misericordia», perché misericordia è il secondo nome dell’amore, che si esprime attraverso gesti concreti e generosi verso il prossimo”, si legge nel comunicato dell’Elemosineria Apostolica.

E lo “zampino” dell’Elemosiniere vaticano, monsignor Konrad Krajewski, è immancabile. Ancora una volta ha assolto al mandato di Francesco: uscire dall’ufficio per andare incontro a chi ha bisogno.

Lo scorso giovedì, dunque, monsignor Krajewski ha celebrato una messa nel dormitorio e ha benedetto i suoi locali, ristrutturati dall’Elemosineria con i soldi ricavati dalla distribuzione delle pergamene delle benedizioni e con le offerte di molte persone anonime che, nell’ufficio della carità del Papa, hanno trovato l’approdo ideale alla loro generosità.

La struttura, di proprietà dei Gesuiti e già sede di un’agenzia di viaggi, è stata offerta al Papa in risposta al suo appello, lanciato tempo fa, di destinare i propri beni alle opere di carità (ne abbiamo parlato sul n. 24, ndr). 

Il dormitorio ha 34 letti, una sala per la colazione (offerta dal dormitorio) e i bagni per l’igiene personale. Gli ospiti devono solo sistemare il proprio letto e l’armadietto corrispondente.

La vita nella casa è scandita da un programma preciso. Gli ospiti possono entrare tra le 18 e le 19, dopo la cena servita nella casa Dono di Maria in Vaticano, una struttura di accoglienza attiva dal 1988 con 50 posti letto per donne; alla Dono di Maria si svolgono anche i colloqui per l’accettazione di chi chiede di accedere alla Dono di Misericordia (per 30 giorni al massimo).

Ogni mattina la sveglia suona alle 6.15 e alle 8 la casa chiude per le pulizie. Il dormitorio è gestito dalle suore di Madre Teresa di Calcutta, sullo stile delle case già esistenti in via Rattazzi, vicino alla Stazione Termini, e a San Gregorio al Celio. 

Questo Dono di Misericordia è un altro gesto concreto dell’amore di Francesco per i poveri, dopo le docce e la barberia sotto il colonnato di San Pietro e la visita alla Cappella Sistina. Ma l’attenzione del Papa per gli “ultimi” non finisce certo qui.

di Benedetta Capelli

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