Il Papa continua la sua guerra alla mafia

19 settembre 2018 In Edicola

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39 CoverCari lettori, tra le tante battaglie che papa Francesco sta portando avanti in questi anni di pontificato, quella contro la mafia è una delle più importanti e sulla quale si è sempre espresso in modo chiaro e deciso. «Chi è mafioso non può essere cristiano!». Con queste semplici parole, pronunciate  nel corso della sua visita di sabato 15 in Sicilia, il Papa ha messo all’angolo i mafiosi e tutti quelli che si muovono in quella zona d’ombra che da sempre ha permesso a «Cosa nostra» e alle altre organizzazioni malavitose di infiltrarsi nel tessuto della società. Non sono mancati i momenti simbolici come la preghiera sotto la stele che ricorda la strage di Capaci, dove nel 1992 persero la vita in un attentato il giudice Giovanni Falcone, la moglie e la loro scorta. Ma anche la visita alla casa di Don Pino Puglisi, il prete antimafia ucciso da due killer di «Cosa nostra» nel 1993, è stata l’occasione per invitare i giovani siciliani (e non solo) a fare ciascuno la propria parte seguendo l’esempio di padre Puglisi del quale ha raccontato: «Nella sua stanza la sedia dove studiava era rotta. Ma la sedia non era il centro della sua vita, perché non stava seduto a riposare, ma viveva in cammino per amare».

di Aldo Vitali

Il direttore de Il Mio Papa Aldo Vitali

Il direttore de Il Mio Papa Aldo Vitali

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