Il Papa con Leo, il cane-eroe del terremoto

8 Settembre 2016 Mondo di Francesco, News

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Credit Osservatore Romano

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Ci teneva proprio, papa Francesco, a incontrare sabato 3 settembre in piazza San Pietro alcuni dei volontari intervenuti nei luoghi del terremoto che lo scorso 24 agosto ha ferito il Centro Italia.

«Ci teneva anche a stringere la zampa di Leo, il nostro labrador di 4 anni, che la mattina del 25 agosto ha fiutato, dopo soli 40 secondi dal suo arrivo a Pescara del Tronto, la presenza della piccola Giorgia sotto le macerie della sua casa». Lo racconta il sovrintendente capo Liborio Desimone, responsabile della Squadra Cinofili della Questura pescarese, che ha avuto la gioia di salutare il Pontefice in occasione della catechesi ai volontari insieme a Leo e al suo conduttore, l’assistente della Polizia di Stato Matteo Palladinetti. Entrambi, con i Vigili del Fuoco, hanno avuto la gioia di estrarre viva dopo oltre 9 ore di scavi la bambina, e subito dopo di lei la sorella Giulia che purtroppo non ce l’ha fatta.

«Abbiamo chiesto al Papa una preghiera proprio per Giulia, poi per la sorellina che siamo riusciti a salvare e per tutti i sopravvissuti al terremoto. Abbiamo ribadito di aver fatto solo il nostro lavoro, e come noi tante altre persone; l’unica a dover essere onorata è Giorgia.

Francesco ci ha assicurato la sua preghiera e poi ha voluto complimentarsi con noi per quello che avevamo dichiarato dopo il salvataggio della piccola, sottolineando: “Siete stati proprio bravi, avete detto belle parole, grazie. Ho tutto ben presente, i giornali sono sopra la mia scrivania”».

Poi Liborio e Matteo hanno chiesto al Santo Padre di diventare un loro “collega” per qualche secondo, «indossando il nostro berretto della Polizia. Lui ha fatto un grande sorriso e, con la sua solita spontaneità, ha acconsentito a questa richiesta un po’ strana da parte nostra e si è mostrato alla mano, come sempre».

Così Francesco si è calcato sulla testa, sopra lo zucchetto, il cappellino che i due poliziotti hanno voluto donargli. «Ci ha riempito di orgoglio e di emozione il fatto che il Papa ci volesse presenti per il Giubileo dei volontari», aggiunge Liborio.

E Matteo commenta: «Il Santo Padre è una persona molto umana, disponibile, carismatica. È stata una grande emozione incontrarlo e non ci aspettavamo questo clamore mediatico, siamo abituati a fare questo tipo di lavoro. Nel frattempo Leo si è preso più volte le carezze del Papa: era molto contento».

Liborio e Matteo sono già tornati a Pescara, al lavoro quotidiano di addestramento dei 7 cani che sono attualmente in forza alla Questura della città abruzzese: labrador come Leo, poi golden retriver, ma anche pastori tedeschi «che sono a tutti gli effetti nostri colleghi, hanno un numero di matricola come noi», puntualizza il sovrintendente capo.

«Alcuni sono in servizio antisommossa a Roma, impiegati nell’ambito dell’ordine pubblico proprio in occasione del Giubileo; ciascun animale riceve un addestramento specifico, a seconda del lavoro che farà. Ma per loro è un gioco rispondere agli stimoli dell’addestramento».

E in questi giorni che cosa sta facendo Leo? «È tornato nei boschi ad allenarsi per ricercare le persone: lui è specializzato nell’individuare l’odore umano, che sia sotto le macerie o in un casolare sperduto. Ha fiutato Giorgia quando era sepolta sotto oltre 3 metri di detriti: nessun uomo, per quanto esperto, sarebbe stato in grado di farlo».

LEO DOPO IL TERREMOTO IN CENTRO ITALIA

Il labrador Leo in azione con il suo conduttore della Polizia di Stato, Matteo Palladinetti, fra le macerie di Pescara del Tronto (Ascoli Piceno), uno dei paesi devastati dal sisma che ha colpito l’Italia centrale il 24 agosto, causando 296 morti, quasi 400 feriti e migliaia di sfollati. Oltre 60 le persone estratte vive dalle loro case sbriciolate grazie a 50 esemplari dalle squadre cinofile sui luoghi della tragedia, che hanno permesso di trovare anche 50 corpi da restituire ai loro cari. «Sono animali addestrati con il gioco a fiutare l’odore umano», spiega Matteo, che ogni giorno allena Leo a trovare persone che custodiscono la sua pallina preferita. «Alcuni colleghi, detti figuranti, si nascondono nel bosco, ad esempio, e lui ne segnala il ritrovamento abbaiando a lungo. Così io lo raggiungo e gli do in premio la pallina». 

di Laura Badaracchi

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