Il papa con i bimbi malati nel Venerdì della Misericordia

29 Settembre 2017 News

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Credit Osservatore Romano

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Potrebbe essere stato Gabriel con la sua letterina ad aver suscitato nel cuore di Francesco il desiderio di uscire dal Vaticano per recarsi alla Fondazione Santa Lucia, un centro d’eccellenza sulla via Ardeatina a Roma, specializzato nella neuroriabilitazione di pazienti con deficit di movimento e cognitivi. Il bimbo, affetto da una tetraparesi che gli impedisce di parlare e comunicare a parole, con l’aiuto della mamma, circa un mese fa aveva scritto così: “Caro papa Francesco, mi piacerebbe tanto conoscerti  meglio e farti conoscere i miei amici che fanno la terapia insieme a  me, vieni a trovarci?”. E Bergoglio ci è andato. Con la sua Ford Focus blu ha fatto visita al piccolo e agli altri pazienti dell’istituto, lo scorso 22 settembre, un venerdì, giorno ormai riservato alla “Misericordia”. 

È raro riuscire a portare il sorriso e la gioia in un luogo di sofferenza e malattia, ma Francesco ce l’ha fatta anche stavolta, complice l’effetto sorpresa. Nessuno infatti sapeva niente, solo i dirigenti della struttura hanno appreso la notizia un’ora prima del suo arrivo, ma quei 60 minuti sono bastati a mettere “sottosopra” dalla felicità tutti i reparti. Fin dal parcheggio del complesso ospedaliero il Pontefice è stato sommerso dall’affetto della gente: ha abbracciato tutti, non si è negato alle richieste di foto, e le sue mani non hanno fatto altro che impartire benedizioni e lasciare in dono rosari e risate. Qualche paziente ha sospeso la fisioterapia per poterlo salutare, qualcun altro impossibilitato a muoversi, ha chiesto al medico di poterlo chiamare “solo un istante, il tempo di dirgli ciao!”. E di istanti, in un’ora e mezzo, ne sono passati tantissimi, tutti straordinari. 

Come al solito il momento più emozionante è stato coi bambini, affetti da patologie neurologiche che affrontano ogni giorno la riabilitazione motoria spesso faticosa, dolorosa e lenta. «Ma è il Papa vero?» ha chiesto un bimbo. «No, sono quello di riserva, spero vada bene lo stesso» ha risposto Bergoglio scherzando. A un altro ragazzino è caduta la palla e Francesco si è chinato due volte a raccoglierla, senza spazientirsi. La simpatia del Pontefice ha conquistato anche gli adulti e preziose sono state le parole di conforto rivolte ai genitori che lo hanno inondato di gratitudine. 

Altra tappa significativa, quella nel reparto dove sono ospitati pazienti tra i 15 e 25 anni tetraplegici e paraplegici, alcuni dei quali costretti in sedia a rotelle in seguito a incidenti stradali, e infine la palestra dove gli anziani, non senza fatica, fanno fisioterapia. Francesco li ha incoraggiati a svolgere con costanza gli esercizi fisici, ma poi ha detto anche di non arrendersi, di sperare nel futuro e confidare nella ricerca scientifica che permette di fare grandi progressi in questo campo! Al termine, non potevano mancare la sosta nella Cappellina del Santa Lucia, e la firma sul libro degli ospiti. «Vi ringrazio per chi siete e per cosa fate. È bello il clima di famiglia che si respira qui, tra medici, infermieri e pazienti, continuate a fare il bene!» ha detto il Papa prima della benedizione finale.

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