Il Papa a Betlemme

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Un lungo abbraccio con il Presidente Abu Mazen: così è iniziata la seconda tappa del viaggio di Papa Francesco in Terra Santa. Papa Bergoglio, nella messa celebrata nella mangiatoia di Betlemme, ha invocato la pace tra Israele e Palestina, ringraziando per l’accoglienza: “Che grande grazia celebrare dove è nato Gesù. Gerusalemme deve essere sempre la capitale delle tre religioni monoteistiche; là devono convivere cristiani, musulmani e anche ebrei”

“Il Bambino di Betlemme è fragile, come tutti i neonati. Non sa parlare, eppure è la Parola che si è fatta carne, venuta a cambiare il cuore e la vita degli uomini. Quel Bambino, come ogni bambino, è debole e ha bisogno di essere aiutato e protetto. Anche oggi i bambini hanno bisogno di essere accolti e difesi, fin dal grembo materno”.

“Ci sono bambini che piangono invano per la fame e per malattie facilmente curabili in un mondo che butta via farmaci e cibo. In un tempo che proclama la tutela dei minori, si commerciano armi che finiscono tra le mani di bambini-soldato e si commerciano prodotti lavorati da piccoli lavoratori-schiavi. Il pianto di questi bambini è soffocato: devono combattere, devono lavorare, non possono piangere”.

“Il Medio Oriente da decenni vive le drammatiche conseguenze del protrarsi di un conflitto che ha prodotto tante ferite difficili da rimarginare e, anche quando fortunatamente non divampa la violenza, l’incertezza della situazione e l’incomprensione tra le parti producono insicurezza, diritti negati, isolamento ed esodo di intere comunita’, divisioni, carenze e sofferenze di ogni tipo. Nel manifestare la mia vicinanza a quanti soffrono maggiormente le conseguenze di tale conflitto, vorrei dire dal profondo del mio cuore che è ora di porre fine a questa situazione, che diventa sempre più inaccettabile, e ciò per il bene di tutti”.

“E’ giunto il momento per tutti – ha detto Papa Francesco – per avere il coraggio della generosità e della creatività al servizio del bene, il coraggio della pace, che poggia sul riconoscimento da parte di tutti del diritto di due Stati ad esistere e a godere di pace e sicurezza entro confini internazionalmente riconosciuti”.

di Alessia Sironi

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