Il messaggio di pace del Santo Padre

29 Dicembre 2018 Parole e pensieri

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Credit Osservatore Romano

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Il prossimo 1° gennaio si celebrerà la 52ma Giornata Mondiale della Pace. Ma le parole di Francesco fanno già discutere. Il suo messaggio, di cui riportiamo ampi stralci, riguarda tutti noi, ma gran parte della sua attenzione è rivolta a i politici.

“PACE A QUESTA CASA” 

Francesco parte dalle parole del Vangelo di Luca (Lc 10,5-6). “Inviando in missione i suoi discepoli, Gesù dice loro: «In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa!». “E per casa” dice Francesco, “Gesù intende anche la casa comune, il pianeta in cui Dio ci ha posto ad abitare e del quale siamo chiamati a prenderci cura con sollecitudine”.

UN FIORE NELLE ROCCE 

La pace è simile alla speranza, come un fiore fragile che cerca di sbocciare in mezzo alle pietre della violenza. Sappiamo che la ricerca del potere ad ogni costo porta ad abusi e ingiustizie. La politica è un veicolo fondamentale per costruire la cittadinanza e le opere dell’uomo”. Spiega Francesco: “La funzione e la responsabilità politica costituiscono una sfida permanente per tutti coloro che ricevono il mandato di servire il proprio Paese, di proteggere quanti vi abitano e di lavorare per porre le condizioni di un avvenire degno e giusto”. 

LA POLITICA E’ IMPORTANTE

Scrive Francesco: “Se attuata nel rispetto fondamentale della vita, della libertà e della dignità delle persone, la politica può diventare una forma eminente di carità. Ogni scadenza elettorale costituisce l’occasione per tornare ai riferimenti che ispirano la giustizia e il diritto”. E aggiunge: “La buona politica è al servizio della pace; rispetta e promuove i diritti umani fondamentali, che sono ugualmente doveri reciproci, affinché tra le generazioni presenti e quelle future si tessa un legame di fiducia e di riconoscenza”.

I VIZI DELLA POLITICA

“Accanto alle virtù, purtroppo, non mancano i vizi” che, dice Francesco “tolgono credibilità e autorevolezza”. Eccoli: “La corruzione, la negazione del diritto, il non rispetto delle regole comunitarie, l’arricchimento illegale, la giustificazione del potere mediante la forza o col pretesto della ragion di Stato, la xenofobia e il razzismo, il rifiuto di prendersi cura della Terra, lo sfruttamento illimitato delle risorse naturali per  il profitto immediato, il disprezzo di coloro che sono stati costretti all’esilio”.

SERVE PARTECIPAZIONE 

Per il Papa serve quindi una buona politica che “promuova la partecipazione dei giovani e la fiducia nell’altro. Quando la politica si traduce nell’incoraggiamento dei giovani talenti e delle vocazioni che chiedono di realizzarsi, la pace si diffonde nelle coscienze e sui volti”.

BBASTA PAURE

“No alla guerra e alla strategia della paura. Cento anni dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, oggi più di ieri conosciamo il terribile insegnamento delle guerre fratricide. Non sono sostenibili i discorsi che tendono ad accusare i migranti di tutti i mali e a privare i poveri della speranza. Va invece ribadito che la pace si basa sul rispetto di ogni persona, qualunque sia la sua storia, sul rispetto del diritto e del bene comune, del creato che ci è stato affidato e della ricchezza morale trasmessa dalle generazioni passate”.

LE BEATITUDINI DEL POLITICO

Il Papa raccomanda di ricordare le “beatitudini del politico”, proposte dal Cardinale vietnamita François-Xavier Nguyen Vãn Thuan, morto nel 2002, “un fedele testimone del Vangelo”:

Beato il politico che ha un’alta consapevolezza e una profonda coscienza del suo ruolo.

Beato il politico la cui persona rispecchia la credibilità.

Beato il politico che lavora per il bene comune e non per il proprio interesse.

Beato il politico che si mantiene fedelmente coerente.

Beato il politico che realizza l’unità.

Beato il politico che è impegnato nella realizzazione di un cambiamento radicale.

Beato il politico che sa ascoltare.

Beato il politico che non ha paura.

LA PREGHIERA DEL MAGNIFICAT

A conclusione del messaggio il Papa cita la famosa preghiera del “Magnificat” (il titolo proviene dal primo verso in latino: Magnificat anima mea Dominum) che Maria recita nel Vangelo secondo Luca.

L’anima mia magnifica il Signore

e il mio spirito esulta il Dio salvatore,

perché ha guardato l’umiltà 

della sua serva.

D’ora in poi tutte le generazioni 

mi chiameranno beata.

Grandi cose ha fatto 

in me l’Onnipotente

e Santo è il suo nome:

di generazione in generazione 

la sua misericordia

si stende su quelli che lo temono.

Ha spiegato la potenza 

del suo braccio

ha disperso i superbi nei pensieri 

del loro cuore;

ha rovesciato i potenti dai troni

ha innalzato gli umili;

ha ricolmato di beni gli affamati

ha rimandato i ricchi a mani vuote.

Ha soccorso Israele suo servo

ricordandosi della sua misericordia

come aveva promesso 

ai nostri Padri

ad Abramo e alla sua discendenza per sempre.

di Paolo Gavazzi

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