Il gigante buono che protegge Papa Francesco

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Sandro Mariotti, l'angelo custode del Papa. (Credits: Getty Images)

Sandro Mariotti, l’angelo custode del Papa. (Credits: Getty Images)

Un metro e novanta di generosità e simpatia. È Sandro Mariotti, detto Sandrone, l’aiutante di camera di papa Francesco. Tutte le mattine parte all’alba da Castel Gandolfo (un paese a 25 chilometri da Roma dove, tra l’altro, c’è la residenza
del Papa) e lascia la moglie e i due figli per arrivare entro le sette a Casa Santa Marta, dove abita il Papa. Sandrone è la persona più vicina al Pontefice, una sorta di angelo custode che lo assiste in tutte le necessità quotidiane: controlla e tiene in ordine il suo guardaroba, lo accompagna nei viaggi e prende il suo bagaglio (compresa la famosa borsa nera con i documenti, nelle occasioni in cui Bergoglio
non la porta da solo). Inoltre gli sta accanto durante le udienze e gli incontri ufficiali per raccogliere i doni offerti al pontefice e per porgere i rosari e le medaglie che il Papa a sua volta regala ai suoi ospiti, e infine gli porge i testi dei discorsi ufficiali.

Un lavoro discreto ma prezioso, quello svolto dal maggiordomo papale che deve essere un uomo di totale fiducia e fedeltà. Proprio per questo l’eredità assunta da Sandrone non è stata facile, soprattutto all’inizio. Ha dovuto prendere infatti il posto
di Paolo Gabriele, ribattezzato dalla stampa «il corvo», il maggiordomo di Benedetto XVI arrestato nel maggio 2012 e poi condannato per aver sottratto e fotocopiato lettere e documenti riservati del Pontefice per poi passarli alla stampa. Mariotti, peraltro, non era un volto sconosciuto per Joseph Ratzinger né per il suo segretario particolare, monsignor Georg Gaenswein: lo conoscevano già perché si era occupato della ristrutturazione e dell’arredamento dell’appartamento pontificio, quando Benedetto XVI era stato eletto.

Sandrone era infatti uno degli addetti alla Floreria, la struttura che custodisce arredi e suppellettili destinati al palazzo apostolico, si occupa dell’allestimento e degli addobbi (anche floreali) delle cerimonie papali e conserva in uno speciale magazzino tutti i doni che il Pontefice riceve quotidianamente. Si tratta insomma di un ufficio che ha bisogno di persone di assoluta onestà.

Nei mesi che avevano preceduto lo scandalo, Sandrone aveva già cominciato ad affiancare Gabriele accanto al Papa, ma rimaneva in disparte. Poi però Mariotti ha dovuto prenderne il posto e molti occhi sono finiti su di lui, anche perché per la sua mole imponente non poteva passare inosservato. Ma lui non ha perso la sua semplicità e umiltà, svolgendo il lavoro di aiutante di camera con coscienza e serietà. Dopo l’elezione di Bergoglio, Sandrone è rimasto accanto al nuovo Papa e tra i due è nato subito un rapporto profondo.

Certamente Francesco non è abituato ad avere un maggiordomo personale: da arcivescovo di Buenos Aires non aveva neppure un segretario. Tuttavia ha ben presto compreso che, nel nuovo ruolo di Pontefice, non può fare a meno di un aiutante di camera che lo assista, soprattutto quando si trova a Santa Marta. Al mattino Bergoglio si sveglia prestissimo, alle cinque meno un quarto, e preferisce rifarsi il letto da solo e non vuole nessuno che lo aiuti a vestirsi e prepararsi. Ma alle
sette e trenta, appena terminata la Messa a Santa Marta, è già accanto al Papa quando saluta uno a uno i fedeli che hanno assistito alla celebrazione. Terminata la colazione lo accompagna al palazzo apostolico, dove iniziano le udienze ufficiali. Alle 13 il Pontefice e Sandrone tornano insieme a Santa Marta per il pranzo e, subito dopo, il maggiordomo accompagna il Pontefice in camera per un breve «riposino». Nel pomeriggio riprendono gli incontri e il lavoro di ufficio. La sera poi prepara gli abiti che serviranno il mattino successivo.

Si tratta insomma di un lavoro continuo e sempre molto intenso, ma Sandrone non perde mai il sorriso e la disponibilità. Mariotti si è fatto dare anche qualche prezioso consiglio da un altro storico maggiordomo papale, Angelo Gugel, che per oltre vent’anni è stato accanto a Giovanni Paolo II. Una figura autorevolissima del palazzo apostolico che, durante il pontificato di Ratzinger, qualche volta è tornato anche a servire il Santo Padre.

Con il passare dei mesi papa Francesco ha capito che serviva un’altra persona da mettere accanto a Sandrone, affinché il peso della giornata non gravasse solo su di lui. Così da qualche mese è apparso un secondo aiutante di camera, Piergiorgio Zanetti, ex agente della gendarmeria pontificia. Anch’egli sposato con due figlie, Zanetti parla molto bene lo spagnolo perché sua moglie è messicana. In realtà è una vecchia conoscenza del Pontefice: il fratello dell’ex gendarme, infatti, era missionario in Argentina e aveva presentato il giovane a Bergoglio, allora arcivescovo di Buenos Aires. Ogni volta che il futuro Papa veniva a Roma, c’era Zanetti pronto ad accompagnarlo e assisterlo. Così, quando Francesco ha avuto bisogno di un secondo maggiordomo ha pensato a lui. In questo modo
Mariotti e Zanetti possono fare dei turni e alternarsi a fianco del Pontefice che non si ferma mai un momento tra udienze, riunioni e incontri privati.

Il fatto che Zanetti sia un ex gendarme non è secondario: il Papa infatti è assolutamente imprevedibile e spontaneo nei suoi gesti e nei suoi spostamenti. Ama stare tra la gente e lasciarsi avvicinare da tutti, e si è mostrato da subito abbastanza allergico ai vincoli imposti dalle procedure di sicurezza. La gendarmeria vaticana e la polizia italiana fanno tutto il possibile per garantirgli questa libertà di movimento, ma il fatto che ora il Papa abbia sempre accanto a sé un ex agente dà a tutti maggiore tranquillità. Non a caso anche il maggiordomo di Giovanni Paolo II, Gugel, era un ex gendarme. D’altronde il rapporto di fiducia e di stima tra il Pontefice e il capo della gendarmeria vaticana, Domenico Giani, in questi mesi si è fatto sempre più stretto. All’inizio per Bergoglio non è stato facile abituarsi ai ritmi e alle regole del Vaticano, ma Giani in quei giorni delicati si è rivelato un validissimo aiuto e il Papa lo ripaga con affetto e considerazione.

Ora con i due maggiordomi, Sandrone e Piergiorgio, sempre accanto, Francesco può contare su due preziosi angeli custodi che vigilano costantemente su di lui.

di Ignazio Ingrao

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