Il Crocifisso di Leone Xlll baciato da Francesco

31 Marzo 2016 Mondo di Francesco

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MPOR_20160325_38_altaAl termine dell’omelia del Venerdì Santo, ha fatto il suo ingresso nella basilica, portato in processione, il Crocifisso per l’adorazione: Francesco, tolti i paramenti, è andato verso la Croce, ha baciato Gesù, lo ha accarezzato e, infine, si è inchinato prima che il Crocifisso fosse portato sull’altare per essere adorato dalla Curia Romana, presente al completo. 

La celebrazione si è quindi conclusa con l’arrivo, sull’altare, del Santissimo Sacramento e con la Eucaristia. Trattandosi del Venerdì di Passione, non c’è stata la benedizione finale, a sottolineare l’unità del Triduo che si conclude la Domenica di Pasqua.

Come detto, papa Francesco, i cardinali ma anche alcuni fedeli presenti alla Celebrazione della Passione nel Venerdì Santo, hanno baciato il Crocifisso. Due parole su questo splendido crocifisso di raffinata arte sacra che è stato utilizzato durante il rito anche negli anni più recenti.

La croce è in legno scuro, mentre la statuina, molto austera, che raffigura Gesù, è in avorio. Il Crocifisso risale ai tempi del pontificato di papa Leone XIII (1878-1903). E non è un caso: Leone XIII, infatti, aveva una devozione estremamente forte verso Gesù Cristo. Nella sua enciclica “Anno Sacrum” del 1899, scritta alla vigilia del primo Giubileo del XX secolo, Leone XIII scrisse: “O Gesù dolcissimo, o Redentore del genere umano”.

Inoltre in tutta l’enciclica si invitavano i fedeli a sottomettersi volontariamente e con tutto l’amore al Figlio di Dio che regna “per mezzo della verità, della giustizia e soprattutto della carità”.

di Tiziana Lupi e Matteo Valsecchi

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