Il “Credo” con il commento del Papa su Tv2000

12 Febbraio 2020 News

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Credit Vatican Media

Il Credo è la preghiera con cui, ogni volta che andiamo a Messa, facciamo la nostra professione di fede. E si tratta di una preghiera che stiamo per conoscere approfonditamente attraverso le parole di un commentatore molto speciale: dal 17 febbraio su Tv2000, infatti, sarà papa Francesco a ripercorrere i diversi brani del Credo nella trasmissione intitolata, appunto, “Io credo”. Lo farà dialogando con don Marco Pozza, il cappellano del carcere di Padova che lo aveva già intervistato gli anni scorsi per commentare il Padre Nostro e l’Ave Maria. Nelle otto puntate previste (ne parliamo nel riquadro della pagina accanto) il Credo offrirà al Pontefice la possibilità di parlare, ad esempio, dell’idea che abbiamo di Dio. «Alle volte ci vengono teorie che ci fanno presentare un Dio astratto, un Dio ideologico, e che ti provano l’esistenza di Dio come fosse una matematica. I Santi hanno capito cosa è credere in Dio che è Padre e non in un dio-Mandrake, con la bacchetta magica» dice Francesco in uno dei passaggi della lunga intervista che siamo in grado di anticiparvi.

E parla anche del cristianesimo che, oggi come ieri, è ancora perseguitato: «C’è un processo contro il cristianesimo. C’è un processo che vuole annientarlo perché il cristianesimo è una minaccia» avverte Bergoglio che, parlando del Credo, toccherà i temi più diversi, dal populismo a satana, dalla fede alla mondanità, dal lusso nella Chiesa alla mafia e ai politici. Parlando, naturalmente, anche della fede: «La fede va trasmessa in dialetto, soprattutto in dialetto familiare» esorta, citando la mamma dei Maccabei («per tre volte, dice il testo biblico, che ai sette figli martiri parlava in dialetto») ma, forse, pensando anche a come la fede è stata trasmessa a lui, dalla nonna Rosa che non perdeva l’occasione di parlargli in piemontese. Cioè, nel dialetto di famiglia: «La fede va trasmessa in quel linguaggio che è proprio della famiglia, che è proprio della gente che ti si avvicina con amore, un linguaggio diverso da quello intellettuale» spiega Francesco.

Dalla fede al Vangelo e alla sua testimonianza, il passo è breve. E Francesco rivela di diffidare dei cristiani incapaci di mettere in pratica ciò in cui credono: «Quando vedo cristiani troppo puliti che hanno tutte le verità, l’ortodossia, la dottrina vera, e sono incapaci di sporcarsi la mani per aiutare qualcuno a risollevarsi, non sanno sporcarsi le mani; quando vedo questi cristiani io dico: “Ma voi non siete cristiani, siete teisti con acqua benedetta cristiana, ma ancora non siete arrivati al cristianesimo”». È all’esempio di Dio, conclude, che dobbiamo guardare: «Se Dio si è sporcato le mani ed è disceso al nostro inferno, noi dobbiamo seguire le sue tracce. Se qualcuno dice: “No, io non riesco” va bene, ma non sei arrivato a essere cristiano, sei un cristiano a metà, un cristiano superficiale. Neppure un cristiano: un uomo che crede in Dio, che ha delle idee chiare sulla redenzione, anche crede che satana esiste ma si ferma alla porta degli inferi,fa dei calcoli».

QUANDO VA IN ONDA LA NUOVA TRASMISSIONE

“Io credo” andrà in onda il lunedì, in prima serata, su Tv2000, a partire dal 17 febbraio. In ciascuna delle otto puntate previste, don Marco Pozza, oltre a dialogare con papa Francesco, ospiterà un personaggio del mondo culturale, artistico e sportivo italiano per commentare e attualizzare le parole del Credo. Si parte con il filosofo Salvatore Natoli e si prosegue con: Martina Colombari, Paolo Bonolis, lo scrittore Paolo Rumiz, Carolina Kostner, Giovanni Bachelet (il giurista democristiano ucciso 40 anni fa dalle Brigate Rosse), lo chef Massimo Bottura e Fausto Bertinotti. Eccoli tutti insieme a Francesco.

di Tiziana Lupi

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