Il confessionale e le tante altre “invenzioni” dei santi

7 novembre 2018 News

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Credit Osservatore Romano

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Che i santi siano simboli di fede vissuta è ovvio e noto a tutti noi. Che alcuni tra loro, invece, siano anche “inventori” è  cosa a cui forse non abbiamo mai pensato. Non solo sono numerosi quelli che hanno “inventato” una pratica liturgica che poi sarebbe stata seguita per secoli o un oggetto di culto. Diversi santi hanno anche inventato cose a noi ben note, che sono parte della nostra vita quotidiana, ma assolutamente slegate dalla vita della Chiesa, come cibi e bevande.

In alcuni casi la documentazione storica dell’invenzione è incontestabile; in altri ci si affida alle tradizioni popolari, ma sono tradizioni ben vive e talvolta perfino fonte di rivalità tra i seguaci di questa o quella ipotesi.

Dunque cercando nelle vite dei santi sono emerse tante notizie curiose e inattese. Chi ha inventato il confessionale? Chi ha introdotto la pratica dei primi venerdì del mese o della visita alle Sette chiese? Chi ha dato forma alla Via Crucis? Chi ha usato per primo la parola “cristiano” o “laico”?  Qui avrete le risposte. Ma ci sorprenderà ancora di più scoprire chi ha inventato le tisane curative, le zeppole, lo zabaione e il whisky… Ecco, allora, il primo elenco mai compilato dei santi “inventori”.

VEDIAMO DA VICINO QUALI SONO I SANTI “INVENTORI”

La mozzarella

S. ALDEMARO (24 marzo)

Benedettino del X secolo, con i compagni del monastero di Bucchianico (CH) avviò la lavorazione del latte per produrre fiordilatte, caciocavallo e provolone, che distribuiva durante le processioni.

“Tu scendi dalle stelle”

S. ALFONSO MARIA DE’ LIGUORI (1º agosto)

Il più celebre canto natalizio fu composto a Nola nel 1754. In realtà è il rifacimento in italiano di “Quando nascette Ninno”, dello stesso santo, composto 

da 42 versi divisi in 7 strofe.

La predicazione quaresimale quotidiana

S. ANTONIO DA PADOVA (13 giugno)

È il grande testamento spirituale del santo portoghese (nacque a Lisbona nel 1195): poche settimane dopo le fatiche di tali prediche, logoranti per un fisico già provato, nel 1231 morì.

Il monogramma di Cristo

S. BERNARDINO DA SIENA (20 maggio)

IHS, la sigla di Gesù Cristo ha origini antiche, ma al grande predicatore del ’400 va il merito di averla fatta conoscere a un vasto pubblico e di averne spiegato il significato come “Iesus Hominum Salvator”.

Il confessionale

S. CARLO BORROMEO (4 novembre)

Quando ancora la confessione avveniva nei luoghi più disparati, l’arcivescovo di Milano dispose la costruzione di  confessionali moderni, con l’interno diviso da due pareti con grate, per garantire riservatezza.

L’organo

S. CATERINA DA SIENA (29 aprile)

Una tradizione popolare vuole che la santa abbia inventato l’organo, nell’epoca in cui qualsiasi strumento musicale era malvisto nelle chiese, compreso quello che è poi divenuto il più usato nelle funzioni.

L’alfabeto cirillico

S. CLEMENTE DI OCRIDA (27 luglio)

Attribuito in genere a S. Cirillo, l’alfabeto usato nel mondo slavo è opera di più persone, tra cui un vescovo nato nell’attuale Macedonia.

Il nome “cristiani”

S. EVODIO (2 settembre)

San Luca, autore del terzo Vangelo e degli Atti degli Apostoli, in questi ultimi ricorda che la Chiesa di Antiochia fu la prima a chiamare “cristiani” i seguaci di Cristo, grazie – secondo la tradizione – ad Evodio.

La parola “laico”

S. CLEMENTE I PAPA (23 novembre)

Quarto papa, dall’anno 88 al 97, è stato il primo ad usare la parola “laici” per indicare i cristiani non consacrati alla vita religiosa, ma non in opposizione alla Chiesa. Viene infatti dal greco “laos”, cioè “popolo (di Dio)”.

Il presepe

S. FRANCESCO D’ASSISI (4 ottobre)

A Greccio (nel reatino) nel 1223, il santo volle rievocare con persone e animali veri la nascita di Gesù a Betlemme, avviando l’usanza del presepe. Giotto ha immortalato l’evento in un famoso affresco.

La visita delle sette chiese

S. FILIPPO NERI (26 maggio)

Affinché i fedeli non si distraessero, il santo promuoveva durante il carnevale due giorni di visite a S. Pietro, S. Bartolomeo, S. Paolo, S. Giovanni in Laterano, S. Croce, S. Lorenzo e S. Maria Maggiore.

L’oratorio moderno

S. GIOVANNI BOSCO (31 gennaio)

Mentre Filippo Neri aveva fondato un oratorio di ragazzi e adulti soprattutto per pregare, Don Bosco ebbe l’idea di aggregare i più giovani in uno spazio anche per l’amicizia, lo sport, la cultura.

L’ospedale specializzato

S. GIOVANNI DI DIO (8 marzo)

Fondatore dei Fatebenefratelli, organizzò i primi ospedali modernamente intesi, con i reparti ben divisi, con medici, chirurghi e infermieri e una grande attenzione al singolo ricoverato.

La Giornata mondiale della Gioventù

S. GIOVANNI PAOLO II (22 ottobre)

Papa Wojtyla ripeteva che la GMG era stata inventata dai ragazzi giunti al raduno della Domenica delle Palme 1984. Tuttavia fu lui a istituirla nel 1985, da celebrare ogni anno nelle diocesi, insieme poi a un incontro mondiale.

Le zeppole

S. GIUSEPPE (19 marzo)

Tra i dolci della ricorrenza di S. Giuseppe, vi sono le zeppole: uova, burro, farina, zucchero e crema. Pare che durante la fuga in Egitto, per mantenere la Sacra Famiglia, egli divenne friggitore e venditore di frittelle.

La scuola per tutti

S. GIUSEPPE CALASANZIO (25 agosto)

Quando nessuna congregazione aveva come ministero l’istruzione dei bambini poveri, ideò l’educazione per tutti, fondando la prima scuola popolare gratuita d’Europa e le scuole pie (da cui il nome di Scolopi ai suoi religiosi).

La Schola Cantorum

S. GREGORIO MAGNO (3 settembre)

Il 64º papa (dal 590 al 604) riorganizzò i canti che da lui furono detti gregoriani, con una raccolta di canti da eseguirsi nelle Messe e fece nascere la prima scuola religiosa per insegnare le melodie ai giovani.

Il solfeggio

B. GUIDO D’AREZZO (7 settembre)

Noto anche come Guido Monaco o Pomposiano, fu un grande teorico della musica poco dopo il Mille. Ideò la moderna notazione musicale nonché la solmisazione, ossia la prima forma di solfeggio.

Gli esercizi spirituali

S. IGNAZIO DI LOYOLA (31 luglio)

Il fondatore dei Gesuiti costituì come metodo di spiritualità dell’Ordine gli esercizi consistenti nei vari modi di esaminare la coscienza, meditare, ontemplare, pregare e altre operazioni spirituali.

Le tisane curative

S. ILDEGARDA DI BINGEN (17 settembre)

La monaca tedesca è nota per i suoi infusi contro la malattia intesa come rottura dell’armonia tra corpo e spirito, tra cui la minestra del digiunatore e le tisane di melissa, rosa canina e salvia. 

I primi venerdì del mese

S. MARGHERITA MARIA ALACOQUE (17 ottobre)

In una apparizione alla santa francese, che diffuse anche il culto del Sacro Cuore, Gesù assicurò la salvezza dell’anima a chi si fosse comunicato tutti i primi venerdì per nove mesi. La pratica è giunta fino a noi.

La Via Crucis

S. LEONARDO DA PORTO MAURIZIO (26 novembre)

La diffusione della forma attuale di questa pia pratica, con le 14 Stazioni disposte nello stesso ordine, si deve a un frate minore ligure, che nel Settecento eresse personalmente ben 572 Via Crucis.

La campana con il batacchio

S. PAOLINODI NOLA (22 giugno)

Le campane esistono da millenni in oriente e occidente. Ma pare che le prime con il batacchio o battaglio interno si debbano al santo napoletano, vissuto tra IV e V secolo. 

Lo zabaione

S. PASQUALE BAYLON (17 maggio)

Il santo spagnolo vissuto in Italia aveva scoperto le proprietà nutritive e ricostituenti di questa crema. Lo stesso nome del dolce potrebbe derivare proprio
da “san bailòn”.

Il whisky

S. PATRIZIO (17 marzo)

La distillazione del famoso liquore si deve, secondo la tradizione popolare, al patrono d’Irlanda e ai suoi monaci. Gli scozzesi ne reclamano la priorità, del resto Patrizio era nato in Scozia…

di Enzo Caffarelli

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